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Aero Club Como
Associazione sportiva dilettantistica
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Una lunga tradizione

 

 

Descrizione
 
Como, 1913, Achille Landini porta in volo l'attrice Anna Vecla.

 

 
Passeggera celebre: l'aviatrice Rosina Ferrario.
A destra, Bigi Taroni, il primo comasco portato in volo.

L'aspirazione massima di una persona nei primi decenni del secolo scorso era quella di poter salire su na macchina volante e provare l'ineffabile emozione di volare, un mito che l'uomo aveva inseguito per millenni e che finalmente, nel Novecento, è diventato realtà.
I comaschi hanno questa opportunità fin dai primordi dell'aviazione, grazie alla presenza di idrovolanti in centro città nel 1913, in occasione della grande manifestazione internazionale di volo con idrovolanti. Prima passeggera fu probabilmente Rosina Ferrario, la prima aviatrice italiana, portata in volo da Achille Landini durante la manifestazione del 1913.

Durante lo stesso evento fu condotto in volo anche il comasco Bigi Taroni e altri vip presenti all'evento. La manifestazione del 1913 fu un evento di importanza straordinaria, anticipando le competizioni di idrovolanti che sarebbero diventate famose nei decenni successivi.

 

Descrizione 
Il Macchi I-LAND, usato per i voli 
di propaganda nel 1922.

Altri passeggeri sono portati in volo in gran numero nel corso della manifestazione del 1922, in occasione della quale sono fatti giungere “comodi e sicuri idrovolanti-cabina”, come è riportato nelle cronache dell'epoca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si giunge al 1927, anno delle celebrazioni voltiane, durante le quali sono portate in volo centinaia di persone, a fronte di un contributo economico per il volo abbordabile.

 

Descrizione 
Cartolina “a ricordo del volo” data ai passeggeri imbarcati sul Macchi della Transaerea nel 1927.
Sotto, a sinistra, tariffe. A destra, uno degli aerei utilizzati.

  

Descrizione

 

Nel 1929, con il progetto di dar vita a una base di idrovolanti ormai in fase avanzata, sono effettuati moltissimi voli passeggeri finalizzati al finanziamento della costruzione dell'hangar del costituendo Aero Club Como.

 

Descrizione 
Passeggeri scendono dall'idrovolantenel 1929. A destra, invito al volo.

Negli anni Trenta, con l'Idroscalo a regime, moltissimi comaschi e ospiti possono provare il piacere del volo e anche iscriversi alla scuola di volo per diventare piloti, cosa favorita dalla politica di diffusione dell'aviazione promossa da Italo Balbo.

La guerra pone momentaneamente fine all'attività di volo civile e, al suo termine, a Como non rimane più alcun velivolo.

La rinascita dell'attività si deve a un eroico gruppo di piloti, alcuni ex militari, che riescono in qualche anno a ricreare una flotta anche grazie ai proventi di un'intensa attività di volo di propaganda, inizialmente effettuata con velivoli di un'azienda milanese, la AIAX, poi con le stesse macchine del Club. 

 

 
Immagini dei primi anni Sessanta. A sinistra, una passeggera prende posto sul piccolo Macchi MB 308.
A destra, passeggeri sul quadriposto Sea Bee.

Migliaia di passeggeri possono conoscere l'aviazione idro, gli idrovolanti e le bellezze del Lago di Como a bordo di Caproni, dei piccoli Macchi MB 308 e per un certo periodo del quadriposto Republic Sea Bee, voli immortalati anche nel film Gli Scarponi del Cielo. L'attività di propaganda del volo si conferma il più formidabile strumento per raccogliere nuovi iscritti e per sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti dell'aviazione in generale.

 

 
Propaganda del volo in tempi recenti. All'attività di volo (a sinistra, all'Idroscalo di Milano) si affianca
sempre un'intensa opera di informazione sulle attività del Club, finalizzata a raccogliere nuove iscrizioni.

 


Dal Corriere di Como, alcuni dei 957 bambini portati in volo nel periodo natalizio del 2005 sugli aerei dell'Aero Club, un'iniziativa resa possibile da un gran numero di soci-piloti volontari del Club.

 

 

     
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