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[---- SOLO TESTO - Sito in allestimento ----]

 

Lario, Val d'Intelvi e Ceresio
Val d'Intelvi, Val Mara, Lago di Lugano e Mendrisiotto

 

 

Vista della Val d'Intelvi appena dopo averla
imboccata alla quota di circa 800m.

In questo giro si segue il percorso di quello classico fino ad Argegno, ove si imbocca la stretta fenditura della Val d’Intelvi, che si percorre in salita. Passata la gola iniziale, sulla quale si stende il primo paese della valle, Dizzasco, sede di antichi mulini, si apre un magnifico anfiteatro, fatto di ampi pianori costellati di borghi montani.

 

A sinistra si vedono Schignano e un monte conico, del tutto isolato, in cima al quale si trova la chiesetta di Sant’Anna, oltre ad alcune fortificazioni della Linea Cadorna, costruita per arginare gli Austriaci in caso di invasione, durante la Prima guerra mondiale. A destra si adagiano sui pendii assolati i paesi principali della valle: Castiglione e San Fedele.
Nel centro del bacino vallivo si possono ancora intravvedere, voltandosi indietro, le acque del Lago di Como, mentre a destra compaiono quelle del Lago di Lugano, con Porlezza e le belle montagne dolomitiche che contornano a nord il Ceresio.
Proseguendo lungo un ampio arco verso sinistra, si giunge all’altipiano di Lanzo d’Intelvi, a destra del quale si erge la Sighignola, che, raggiunta da terra, è uno dei punti più panoramici delle Prealpi. La stessa visione la si avrà di lì a poco dal piccolo idrovolante. A questo punto si fa quasi fatica a vedere la stretta fenditura che connette la valle al Lago di Lugano. Quando la si imbocca i passeggeri hanno sovente un piccolo sussulto, affascinati e un po’ intimoriti dalle vicinissime pareti dei monti. Siamo in Val Mara, il cui torrente è incassatissimo e pressoché invisibile nel verde manto di foresta.
Poco dopo avere intravvisto le acque del Ceresio, ecco apparire, sulla destra, la città di Lugano, piccola “Nizza delle Prealpi” splendidamente adagiata in un anfiteatro naturale che si stende tra il Monte Brè, verso Porlezza, e il San Salvatore, che ricorda il Pan di Zucchero, verso Melide. La visione è resa più suggestiva dalle cime delle Alpi, in particolare quando queste sono ancora innevate, in quanto incoronano un paesaggio che ha del mediterraneo, creando un affascinante contrasto paesaggistico.
Giunti al lago si vira a sinistra e, dopo aver passato Campione, enclave italiana in territorio elvetico, in cui troneggia il celebre Casinò progettato da Mario Botta, passati Capolago e Riva San Vitale, si giunge al Mendrisiotto, terra di vigneti e di belle residenze di campagna. Proseguendo verso Cernobbio si ha una visione particolare della zona e ci si può rendere conto, in un colpo d’occhio, di come Mendrisio, Coldrerio, Balerna, Chiasso, Maslianico, Cernobbio, Como e Brunate compongano un’unica conurbazione, in molti tratti di grande bellezza.

     
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