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Aero Club Como
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Da Como al Centro Lago
In idrovolante sugli stupendi paesaggi di una delle zone più belle del mondo

 

Como, belle ville in vista
prima del decollo.

Da più di ottant’anni amici, parenti e ospiti dei piloti dell’Aero Club sono portati a fare il “giro in idrovolante” qui di seguito descritto, che consente di sorvolare le più rinomate località del Lario.

Dopo il decollo da Como il passeggero può vedere, sulla destra, Villa Geno e le ville private che sorgono appena a nord. Subito dopo lo sguardo si deve muovere velocemente tra l’abitato di Blevio, a destra, e la conca di Cernobbio, a sinistra, con Villa Erba, Villa d’Este e Villa Pizzo, dai tenui colori, subito seguite, in mezzo a un vasto parco, dalla Villa Fontanelle, ex proprietà Versace.

Proseguendo, a destra appare la sfilata di ville tra Blevio e Torno, tra cui Villa Troubetzkoy, Villa Cademartori, Villa Roccabruna e Villa Taverna. Torno appare come un magnifico paesino lacustre, con la piazza, il porticciolo, la chiesa, le belle ville a lago dei reali d’Arabia, gli alberghi e i ristoranti.

Subito dopo il lago si allarga e le rive appaiono lontane. All’estrema destra si intravvede la suggestiva Villa Pliniana, sede della celebre sorgente a sifone, già descritta da Plinio, preceduta dalla bella “Plinianina”, con archetti in stile veneziano.

Sulla sinistra lo sfondo è costituito dalla “megalopoli” di Moltrasio-Urio-Carate-Laglio-Torriggia, una zona intensamente e continuamente - ma molto piacevolmente - inurbata, ove la fascia a monte è costituita dalla parte povera degli antichi villaggi, in qualche punto devastata da costruzioni-mostro moderne, mentre la parte a lago è un misto di ville e di piccoli e antichi borghi portuali. Tra le ville più belle vi sono la Passalacqua di Moltrasio e il cosiddetto “Castello” di Urio, sede di incontri internazionali dell’Opus Dei. Ancora a Moltrasio, sulla riva, fa bella mostra di sé il complesso dell’Hotel Imperiale, proprio a fianco della piazzetta dell’imbarcadero. 

Laglio e Villa Oleandra.

A Laglio, nel cimitero che si affaccia sul lago, la curiosa “Piramide”, tomba dello studioso lituano Joseph Frank, di nobile famiglia, che elesse il Lario quale sua definitiva dimora dopo avervi a lungo soggiornato.

Meta di molti curiosi è Villa Oleandra, proprietà di George Clooney, che molti passeggeri chiedono di vedere da vicino, ma dalla quale i piloti dell'Aero Club Como si tengono sempre a debita distanza, per non turbare la privacy della star.

Sulla destra si stagliano invece, nel verde, gli isolati paeselli di Faggeto e Pognana, con graziose frazioni montane sperdute, che si immaginano a ragione raggiungibili lungo difficili e tortuose strade di montagna.
La punta di Torriggia è detta dai piloti “Venturi”, un termine fisico-ingegneristico che indica il restringimento di una condotta, un luogo sede di speciali fenomeni fluidodinamici. In effetti nel “Venturi” lariano qualcosa succede sempre: turbolenza, lago increspato da una brezza “che c’è solo lì”. Insomma, lo stretto di Torriggia può ben essere identificato come lo “Scilla e Cariddi del Lario”.

Nesso, con il suo orrido e gli antichi ponti.

Passato il Venturi, il paesaggio cambia decisamente: l’inurbamento continuo lascia il posto a crinali ricoperti di boschi che si gettano a picco nelle acque del Lario, interrotti solo da alcuni suggestivi borghi dai contorni molto ben definiti. A destra Careno, con la ben visibile chiesetta romanica, e Nesso, con l’orrido, la cascata, che si vede in fondo alla profonda fenditura per pochi secondi, e i due ponti, uno dei quali risalente a epoca romana. Domina il paese il castello, quasi mimetizzato tra le vecchie case e la vegetazione.

A sinistra si trova l’unico – in quel tratto – paese di Brienno, letteralmente abbarbicato alle ripide pareti, ove si può ammirare un’antica filanda, la cui ciminiera è rivestita di rampicanti.
Eccoci ora alla punta della Cavagnola, la porta d’ingresso alla parte centrale del Lario, antica sede di un fortino e importantissimo punto di osservazione. A sinistra c’è Argegno e l’imbocco della Val d’Intelvi (ove è possibile proseguire per un altro itinerario, descritto più avanti, che porta sul Lago di Lugano).

Arrivo in Centro Lago, con in vista l'Isola
Comacina e la penisola di Lenno.

La svolta oltre il crinale della Cavagnola è da vero choc. Infatti, all’improvviso, si apre il glorioso scenario del Centro Lago. In un batter d’occhio abbiamo innanzi a noi, da sinistra: l’isola Comacina, la punta di Balbianello, lo sfondo del Legnone e del Legnoncino, la punta di Bellagio, l’incredibile vista “di sfilata” di Lezzeno, il paese più lungo del lago, composto da innumerevoli frazioni, e poco dopo la Grigna.
In genere si prosegue proprio lungo la costa di Lezzeno fino aBellagio (anticamente Bilacus, un nome che evoca la divisione del lago in due rami). Qui si tiene l’aereo un po’ storto e inclinato a destra, per consentire una migliore visione delle ricchezze architettoniche e paesaggistiche di una delle più rinomate località turistiche del mondo.
All’inizio del paese si può vedere la bella frazione di San Giovanni, la cui imponente chiesa domina una piazza a lago. Qui ci si può fermare per visitare il Museo degli Strumenti di Navigazione e pranzare nella tipica trattoria, ove la mamma cucina il pesce pescato la notte precedente dal figlio.

Bellagio, con Villa Serbelloni, sede della Fonda-
zione Rockefeller.

La punta di Bellagio appare secata alla base da un lunghissimo prato, terminante sul ramo di Como con un giardino a scalinata e sul ramo di Lecco da una grossa villa. Si tratta di Villa Giulia, il cui citato stretto e lunghissimo giardino era usato durante la Seconda guerra mondiale come pista per gli Stork, le “Cicogne”, essendo stata la villa requisita dai Tedeschi e usata come sede di un comando. Ai piedi della scalinata, sul ramo comasco, si trova una spiaggia adatta all’approdo degli idrovolanti.
Ma ecco, subito dopo, sempre sulla sponda comasca,

Villa Melzi, con il vasto giardino e il suggestivo padiglioncino del tè, dal tipico tetto azzurro, frequentata nell’Ottocento da molti personaggi illustri, tra cui Stendhal e Listz.
Si giunge così al nucleo del paese, reso evidente dal porto, in cui spicca il maestoso Grand Hotel Villa Serbelloni. Appena sopra, Villa Serbelloni, ora sede della Fondazione Rockefeller, con l’immenso parco reso di struggente dolcezza da gruppi di cipressi. Sulla sommità, i resti di un castello.

Con l’aereo si circumnaviga la punta, un vero monte solitario, sulla cui parte orientale si possono ammirare scoscese scogliere di roccia che si gettano nelle prime acque del ramo di Lecco e uno scoglio isolato.
Nel compiere la virata si ha una visione di tutto l’Alto Lago, con i conoidi di deiezione che sporgono dalle rive, generati nei millenni dagli apporti alluvionali dei torrenti che si gettano nel Lario, ricoperti da altrettanti paesi.

Il suggestivo paese di Varenna.

Davanti c’è Varenna, dominata dal castello di Vezio, intorno al quale si fa un “giro di boa”, godendo della vista ravvicinata non solo dell’antica torre, ma anche della bella frazione montana di Perledo. Appena a sud del paese si trova l’importante Villa Monastero. Ci si dirige a questo punto verso Griante, sulla sponda occidentale, ove, verso Menaggio, si possono ammirare ville e giardini importanti. Nel magnifico parco di Villa Maria si trova quel che si può definire il “Crystal Palace del Lario”, una raffinata serra in ferro e vetro. Seguono, verso sud, ormai a Tremezzo, Villa Carlotta, con i suoi giardini botanici, l’imponente Grand Hotel Tremezzo, l’abitato di Tremezzo, con le due ville affiancate La Carlia e La Quiete, il giardino “all’italiana” dell'ultima delle quali appare come un complesso intarsio multicolore. Si è giunti ormai nell’ampia e languida ansa di Lenno, il cosiddetto “Golfo di Venere”, che si percorre per intero.

In volo sulla Tremezzina.

A un’estremità dell’ansa, vicino al pontile di imbarco della Navigazione, proprio in fondo alla passeggiata, sorge l’Hotel San Giorgio. Dotato di una spiaggetta adattissima all’approdo con natanti e idrovolanti, l’albergo è frequente punto di sosta dei piloti comaschi e dei loro passeggeri, che possono pranzare o sorseggiare una bibita nel magnifico parco, da cui si può godere di una delle più belle visioni “da terra” del lago, di Bellagio e della Grigna.
Appena a nord dell’albergo si trovano molte ville di notevole interesse, tra cui un sobrio villino del Lingeri, in stile razionalista, Villa Antonini, dalla bella facciata ottocentesca, e la costruzione, ancora in stile razionalista, che negli anni Trenta fu sede del circolo nautico AMILA.

La punta di Balbianello.

Qui il paesaggio suggerisce l’immagine di una terra benedetta dagli dèi e lascia comprendere come un tempo questa fosse una zona di produzione dell’olio (il frantoio Vanini è tuttora esistente e offre un olio buonissimo).

Seguendo l’ansa con un’ampia e leggera virata, si giunge alla punta di Balbianello, enormemente abbellita dalla presenza di Villa Arconati-Visconti, poi Villa Monzino, ora proprietà del FAI, usata quale ambiente in celebri film (Star Wars e Casino Royal, per citarne due), una vera perla, tanto che è azzardato volerne offrirne una descrizione con la parola scritta.
Virando stretto a destra, dopo aver passato la Villa La Cassinella, che viene affittata per giorni o settimane a “supervip”, raggiungibile solo via acqua, e Villa Balbiano, ci si trova di fronte l’Isola Comacina e la “Zoca de l’oli”, lo stretto canale che separa l’isola dal “continente”, le cui sponde ospitano Sala Comacina e Ossuccio.
Dell’isola, anticamente fortificata e completamente inurbata, è facilmente riconoscibile la chiesetta di Santa Eufemia e, sulla punta meridionale, il ristorante celebre per il rito tradizionale officiato dal gestore a ogni cena. Sono facilmente visibili dall’idrovolante le “Case per artisti” progettate dall’architetto razionalista Lingeri. 

Ossuccio, la chiesa di Santa Maria Maddalena.

Sulle sponde sfilano le due chiese romaniche di Santa Maria Maddalena, che ha tuttavia una cella campanaria gotica, ben visibile in un basso sorvolo, e di San Giacomo, dotata di un caratteristico campanile a vela.
Dominano l’isola e il golfo, a mezza montagna, una torre medievale e, più a nord, sopra Lenno, l’imponente abbazia dell’Acquafredda e il  santuario della Madonna del Soccorso, a cui giunge la Via crucis, che si può osservare dall’aereo, con le sue notevoli cappelle.

Da una posizione appena a sudovest dell’isola e da una quota di circa 300 metri dalla superficie si ha una delle visioni più belle del Lago di Como: guardando verso nord si ha l’isola in primo piano, seguiti dalla punta di Balbianello, dalla Tremezzina e da Bellagio, seguiti ancora da Varenna, dal monte Legnone, che degrada nel Legnoncino, e infine dalle montagne dell’Alto Lago.
Quando l’aria è limpida e la visibilità è buona, le montagne sono parzialmente innevate e il lago ha il suo bel colore azzurro, c’è da restare senza fiato.
La quantità di elementi di interesse paesaggistico e storico in questo lembo di terra è tale che talvolta si fa un lento giro intorno all’isola prima di riprendere il percorso di ritorno.

Tipica frazione alta a mezza costa.

A questo punto si abbandonano le basse quote e si incomincia a salire. È bello portarsi quasi contro le pareti dei monti lariani per vedere da vicino i diversi tipi di insediamenti montani: piccoli paesi, casette immerse nel bosco, moltissime costruzioni in pietra un tempo usate come stalle. Dopo aver doppiato la punta della Cavagnola si vede sulla sinistra la ripida strada in salita che porta a Veleso e Zelbio e al Pian del Tivano.
Dopo la punta di Torriggia appaiono a destra, a mezza montagna, le celebri cave di pietra di Moltrasio, un materiale usato per secoli per la costruzione di case e palazzi e anche – vale la pena di ricordarlo – delle spalle del ponte in ferro di Paderno d’Adda. A sinistra i villaggi montani sopra il paese di Torno, Monte Piatto e Piazzaga, con la chiesina di Santa Elisabetta.
Salendo ancora ci si porta all’altezza dello spartiacque, che separa quelle che fluiscono verso il bacino del Lario e quelle che irrorano il Triangolo Lariano, formando il Lambro. È bello seguire la “via delle creste” dal Bollettone a San Maurizio, a poca distanza dalle creste stesse, disseminate di croci, baite e sovente di gruppi di escursionisti. Guardando a destra c’è il lago, guardando a sinistra i laghetti tra Como e Lecco e la grande pianura padana. Dopo aver doppiato il faro voltiano ci si lascia scendere a capofitto verso Brunate, di cui si possono ammirare, tra i pini, belle ville liberty e tipici chalet alpini.

La città di Como.

Se la giornata è bella ci si trova di fronte, guardando verso ovest, il grandioso gruppo del Monte Rosa. Ma ora l’attenzione è attratta dalla città di Como, di cui si possono percepire perfettamente il centro storico, a pianta romana, e molti elementi di interesse: il Duomo, San Fedele, la Casa del Fascio di Giuseppe Terragni, che è la più importante costruzione in stile razionalista, piazza Cavour, le torri medioevali, il Tempio Voltiano, il monumento ai Caduti, il complesso della Como razionalista dello sport, con lo stadio, i circoli nautici, l’hangar e infine le grandi ville della sponda cittadina occidentale.
Il circuito di avvicinamento ci riporta verso Blevio, poi a sorvolare Cernobbio, con Villa Pizzo, Villa d’Este, l’imbarcadero liberty e Villa Erba, con gli avveniristici padiglioni del centro espositivo, una visione – quest’ultima – che manda in visibilio i passeggeri modernisti, affascinati da quella specie di astronave sapientemente mimetizzata tra gli alberi secolari, tutti elementi già visti dopo il decollo, ma meglio apprezzabili nell'avvicinamento per l'ammaraggio.
Appena prima dell’ammaraggio si ha, sulla destra, il cantiere della Navigazione, con molti battelli ormeggiati, e poi Villa Olmo, che si vede ormai dal pelo dell’acqua, con il lido affollato, in estate.
Tutto questo in una quarantina di minuti o poco più.

 

Como in tutte le stagioni

 

In volo su una Como innevata.

Como e il Lario si possono godere in ogni stagione, ciascuna delle quali presenta paesaggi e luci particolari.

 

Anche dopo una nevicata è affascinante la visione dall'alto dell'area lariana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Tanti Laghi di Como

Villa con funicolare a Blevio

A seconda della propria sensibilità e capacità di osservare, dall’idrovolante si possono cogliere mille aspetti particolari del paesaggio, molti dei quali celati alla vista quando ci si muove con un mezzo terrestre o nautico.
Si può dunque affermare che non esiste un solo Lago di Como, ma moltissimi, ciascuno dei quali rispecchia gli interessi e il punto di viata dell’osservatore.
Per fare un esempio, consideriamo qui il caso delle piccole funicolari private di cui sono dotate molte ville, di interesse per l’amante della tecnica.
Esse collegano la villa al lago o al livello della strada. Qui ne sono presentati tre esempi. Quella qui a fianco ha addirittura una fermata intermedia.

 

Villa con funicolare a Varenna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Villa con funicolare a Carate.

 

 

     
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