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Aero Club Como
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Storia dell'aviazione idro a Como

In questa pagina è presentato un riassunto per immagini della storia dell'aviazione idro a Como.
La narrazione completa si trova nelle pagine specifiche dedicate ai vari periodi.

 

                              [ _______Sezione in via di completamento_______ ]

I primordi

1913: il Gran Circuito dei Laghi

Idrovolanti sul Lario negli anni Dieci

L'elicoplano dell'ing. Somalvico

La manifestazione del 1922

Le celebrazioni voltiane del 1927

1930: la nascita dell'Aero Club
La scuola di volo negli anni Trenta
Anni di guerra
Dalla ricostruzione agli anni Settanta
Dagli anni Ottanta all'epoca attuale
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Partenza di un pallone, nel 1908, e volo di un aereo sul Lario,
nel 1909.

 

L'aviazione è arrivata in territorio comasco fin dai primi anni della sua esistenza.
Quando i fratelli Wright fecero il loro primo volo a Kitty Hawk a Como si volava ancora con palloni aerostatici, ma solo pochi anni dopo i primi aeroplani solcavano i cieli lariani.

 

 

 

 

 

L'aereo di Maffei nel galoppatoio di Mornello (Cernobbio).

 

Nel 1912 vennero organizzate alcune giornate aviatorie con la presenza dell'aviatore ticinese Attilio Maffei e del suo Blériot.

I voli avvenivano dal galoppatoio di Mornello, tra Cernobbio e Malianico.

La manifestazione ebbe un'ampissima risonanza.

 

 

 

 

 

 

Roland Garros a Como con il suo idrovolante nel 1913.
 

 

Nell'ottobre del 1913 ebbe inizio l'epopea del volo idro. A Como infatti confluirono i più celebri piloti europei di idrovolante, con le loro macchine, a gareggiare per un importante premio. Il “Gran Circuito dei Laghi”, è stata la prima manifestazione del genere in Italia e sarebbe stata poi seguita da altre più note, culminanti nella Coppa Schneider e nel primato di velocità di Agello, del 1934, tuttora imbattuto.
Grande la partecipazione non solo delle autorità, ma anche del pubblico, che seguì lungo tutto il percorso i piloti nelle loro peripezie.
Alcuni comaschi poterono provare l'emozione di decollare su un aereo proprio dalle acque del lago.

 

 

L'idrovolante Bossi in prova sulle acque del Lario, nel 1914.

 

Dal 1914 il Lario divenne uno dei “terreni” di prova delle molte aziende aeronautiche operanti nel Milanese e nel Varesotto, impegnate a costruire macchine per uso bellico.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un momento della manifestazione del 1922.

 

Il grande evento del dopoguerra fu la manifestazione del 1922, che vide la presenza di molti idrovolanti e anche il lancio di un paracadutista. Fu anche fatto un esperimento di posta aerea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'elicoplano di Somalvico, costruito nel 1922.

 

Nel frattempo un coraggioso tentativo del comasco Somalvico di costruire un tipo rivoluzionario di idrovolante – l'elicoplano – non andò a buon fine.

 

 

 

 

 

 

 

Busta di posta aerea tra Como e Cernobbio, nel 1925.

 

Nel 1925 fu fatto un esperimento di posta aerea sul lago, con consegna di sacchi in vari comuni rivieraschi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

D'Annunzio con il suo idrovolante alle celebrazioni
voltiane del 1927.

 

Il 1927 fu l'anno delle celebrazioni voltiane, che videro a Como la presenza di molti idrovolanti e l'aviazione idro diventare popolare. Moltissime, infatti, furono le persone portate in volo durante l'anno. Per l'occasione fu costruito a Villa Olmo un hangar.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Iniziative per raccogliere i fondi per fondare l'Aero Club.

 

I tempi ormai erano maturi per la nascita di una struttura più consistente e permanente e, nel 1929, furono intraprese iniziative volte a finanziare la costruzione di un hangar e l'acquisizione di aerei.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Festa a Villa Olmo nel giorno di fondazione dell'Aero Club.

 

Il 6 aprile 1930 fu fondato l'ìAero Club Como ad opera di tutte le entità rilevanti del territorio e di molti entusiasti privati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'hangar in costruzione.

 

Seguì la costruzione dell'hangar e l'inizio di un'attività di scuola di volo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Do X alla fonda a Como, nel 1931.

 

Nel 1931 si ebbe la visita dell'idrovolante gigate Dornier Do X.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il complesso di edifici dell'Idroscalo.

 

L'istiruzione di una scuola di volo militare, affiancata a quella civile, rese necessaria la costruzione di diversi edifici di servizio attorno all'hangar.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allievo sale a bortdo di un Caproni, nel 1935.

 

Decine i piloti civili e militari formati ogni anno alla scuola di Como nel corso degli anni Trenta e centinaia i comaschi che ogni anno potevano provare l'emozione del volo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Onoranze a un caduto comasco.

 

La seconda guerra mondiale richiese un pesante tributo in vite umane di comaschi, con ben 80 caduti, sette dei quali medaglie d'oro.

Gli avvenimenti seguenti l'8 settembre 1943 determinarono la cessazione dell'attività di volo. L'hangar diventò un deposito di materiali per l'esercito tedesco e, dopo la Liberazione, un campo per militari inglesi in attesa di essere rimpatriati.

 

 

Caproni CA 100, Macchi MB308 e Republic nel dopoguerra.

 

Nel dopoguerra della base di idrovolanti restava solo un hangar vuoto. Grazie agli eroici sforzi di pochi entusiasti venne acquisito un Caproni CA 100 e poi, superando immani ostacoli, due Macchi MB 308, un secondo Caproni e infine un Republic Sea Bee, una vera novità per l'epoca, essendo un prodotto americano che arrivava dopo decenni di autarchia.

 

Dirigenti e soci del Club. In alto, il logo del trentennale.

 

 

 Con queste macchine il rinato Aero Club avrebbe continuato la sua attività per oltre vent'anni, fino alla fine degli anni Sessanta. Lo stato del Club a quell'epoca è immortalato nel film “Gli Scarponi del Cielo”, fatto realizzare dall'istruttore di allora Mangoni. Il film mostrava con belle immagini tutto il fascino del volo idro, un'attività letteralmente scomparsa in Europa, con la sola esclusione dei paesi scandinavi.

 

 

Uno dei pochi nuovi arrivi degli anni Settanta, un Lake 200.

 

Gli anni Settanta furono un periodo buio per l'aviazione idro comasca, a causa delle mire sull'area dello stadio e dell'hangar di vari potentati economico-politici, delle ristrettezze economiche, della conseguente esiguità della flotta, delle penalizzanti normative dell'aviazione civile, tanto che in non pochi momenti il Club fu sull'orlo della chiusura.

 

 

 

 

 

 

Una delle centinaia di operazioni compiute su laghi e fiumi
di tutta Europa. Qui sul Lago di Mercatale.

 

 Dal 1980 si deve invece registrare un completo cambiamento. Da un lato il Club ha saputo esprimere una nuova voglia e capacità di gestire un'attività rara nel campo dell'aviazione ed è riuscito a proporre a livello internazionale il suo specialissimo prodotto. Dall'altro le autorità e i poteri locali hanno incominciato ad accorgersi che questi strani fossili viventi, queste curiose macchine, potevano rappresentare un importante elemento di sviluppo per la città e il territorio.
Nuove normative aprivano inoltre in questi anni le acque alla possibilità di decollare e ammarare liberamente. Tutto ciò, unito alle bellezze del Lario, hanno creato quel mix che ha reso l'attività idrovolantistica comasca una delle più importanti del mondo.

 

Gli idrovolanti sono ormai indissolubilmente associati
all'immagine del Lago di Como.

 

Dunque dagli anni Ottanta e in particolare dopo il 2000 l'attività del Club è sostanzialmente cresciuta, consolidandosi anche nell'immaginario collettivo e diventando emblematica dell'intero territorio lariano.

Si può dire che l'idrovolante è ormai connaturato con l'idea di Lario e ne fa parte idissolubilmente. 

 

 

 

 

 

 

Tanti idrovolanti e un'intensa attività, questa la realtà
attuale dell'Aero Club Como e dell'Idroscalo.

 

 Oggi la realtà idrovolantistica comasca è ricca e articolata. La scuola di volo, oltre a essere la più antica del mondo, è quella che opera con la maggiore varietà di aerei, contando nella sua flotta, tra gli altri, anche alcuni aerei storici.
Il Club è inserito nel tessuto sociale offrendo importanti servizi nel campo della Protezione Civile e della promozione del territorio. Non si contano gli articoli, i programmi televisivi, le pubblicità, i video in cui gli idrovolanti comaschi hanno avuto un importante ruolo o come soggetti o come strumenti di rappresentazione del territorio dall'alto. Materiali destinati al pubblico di decine di paesi del mondo, visti complessivamente da centinaia di milioni di persone.

L'Aero Club Como fa parte del sistema della Protezione Civile regionale e ha convenzioni con vari enti locali per la fornitura di servizi.

 

Il Museo dell'Idrovolante, in una simulazione, come appari-
rebbe dopo il restauro della palazzina.

 

L'ultimo ambizioso progetto è quello del “Museo dell'Idrovolante”, un'iniziativa condotta con la collaborazione del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano e sostenuta da tutte le amministrazioni locali. Il Club è in attesa dell'assegnazione della palazzina ex-caserma degli avieri per procedere.

 

 

     
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