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[---- SOLO TESTO - Sito in allestimento ----]

 

Le celebrazioni voltiane del 1927
  

Il 1927 è un anno importante per Como. Cento anni prima moriva il grande Alessandro Volta e in tutti c’è il desiderio di ricordare degnamente questo avvenimento.
Nei mille preparativi per organizzare le celebrazioni voltiane ogni comasco si sente coinvolto e tanto più l’Associazione Aviatori Comaschi, che intravvede una nuova possibilità di portare sul lago degli idrovolanti.
Dato che le celebrazioni si svolgeranno a Villa Olmo, si decide di costruire un hangar a fianco della villa per il ricovero dei velivoli nonché l’istituzione, durante le manifestazioni, di un servizio per voli turistici.
L’inaugurazione delle celebrazioni è fissata per il 28 maggio, alla presenza di S.M. il re d’Italia Vittorio Emanuele III.
La notte della vigilia dall’hangar fuoriescono raggi di luce, a indicare che qualcuno vi sta ancora lavorando.
In effetti sono in parecchi a muoversi freneticamente per non perdere nemmeno un prezioso secondo, impegnati a rifinire la struttura dell’hangar e, sotto la guida dell’ing. Colombo, otto operai della Breda stanno montando il Breda A 4, che fino al giorno prima si trovava nel padiglione dell’aeronautica alla Fiera di Milano e che è appena giunto a Como a pezzi su due autocarri della stessa Breda.
Alle prime luci dell’alba il Breda, pilotato dall’ingegner Colombo, può finalmente accingersi alle prove pre-volo. Superato ogni controllo, verso le 9 la sua sagoma è ben visibile, nel cielo di Como, alle migliaia di comaschi che affollano piazza Cavour in attesa dell’arrivo del re. Verso le 9.30, mentre l’ingegner Colombo si appresta a lanciare sulla folla volantini multicolori “osannanti il re Soldato”, compare nel cielo un’altra ala tricolore e qualcuno, indicandola, grida: «È un Savoia S 55!». La sagoma ormai è ben nota a tutti; da settimane sui giornali si succedono a ritmo incalzante le notizie sulla traversata dell’Atlantico meridionale del comandante De Pinedo su un S 55, il Santa Maria II.
La gente è emozionata; De Pinedo, Lindberg, Byrd e altri ancora, autori di più o meno fortunate imprese aviatorie di questi giorni, sono nel cuore di tutti, ma ora davanti ai loro occhi ecco aerei veri!
L’idrovolante, pilotato dal comandante cav. Guazzone, capo del campo di Sesto Calende, fatto un volo a bassa quota sopra la città e il primo bacino del lago, ammara poi in prossimità della diga. Non si è ancora perso nell’aria il rombo del motore del Savoia, che altri due apparecchi appaiono all’orizzonte e, lanciando migliaia di manifestini inneggianti al re, si dirigono verso l’hangar di Villa Olmo. Il primo idrovolante a posarsi sulle acque prospicienti l’Esposizione voltiana è un Macchi M 18. Ne scende il maggiore De Bernardi, vincitore dell’ultima edizione della coppa Schneider. Appena a terra viene subito abbracciato dal capitano Longatti e dal tenente Salterio e poi presentato alle autorità e personalità presenti che si complimentano con lui.
Un altro Savoia S 55 vola a bassa quota sulla città prima di ammarare, dirigendosi quindi verso l’hangar di Villa Olmo. È pilotato dal sig. Doria, che è stato chiamato a Como per assicurare nei giorni dell’Esposizione un servizio aereo pubblico.
Quando il piroscafo Savoia, fischiando, annuncia l’imbarco di S.M. il re, a piazza Cavour i velivoli si levano in volo e scortano il piroscafo fino a Villa Olmo effettuando varie evoluzioni. Nuovamente verso mezzogiorno, al reimbarcarsi del re, gli apparecchi tornano a esibirsi puntando di tanto in tanto sui paesi vicini e lasciando cadere su ciascuno una gran quantità di volantini colorati recanti la scritta “Viva il re!”.
Quando, nel pomeriggio, Vittorio Emanuele III lascia Como, anche gli idrovolanti militari riprendono la via del ritorno alle loro basi. Unico a fermarsi a Como è l’S 55 del sig. Doria, che già l’indomani è impegnato nel servizio passeggeri.
Chiunque può effettuare un volo di piacere sul primo bacino o verso Argegno e Bellagio con una spesa che va dalle 100 alle 250 lire. Il servizio ha successo. «La sicurezza dell’apparecchio, la novità della sensazione, la bellezza del panorama di Como e del lago fanno sì che il concorso dei passeggeri sia in continuo aumento.» Tra le tante persone che in questi giorni provano il piacere del volo vi sono alcune personalità: il console Tarabini, il barone Appunti, il segretario politico del Fascio di Lecco rag. Cesana.
La Regia Aeronautica alle Esposizioni voltiane
Accanto ai padiglioni con le strumentazioni elettriche di vari Paesi vi sono alcune sale dedicate alle nostre tre Armi.
Anche la Regia Aeronautica può mettere in bella evidenza gli ultimi ritrovati nel campo della navigazione aerea e delle comunicazioni. La radio sta infatti trovando applicazioni sempre più efficaci a bordo dei moderni velivoli e qui se ne vuole presentare l’evoluzione, dai primi esperimenti del 1911 ai moderni trasmettitori da 40 watt, a tutte le attrezzature ausiliarie come auricolari, microfoni e altri componenti.
Viene esposto anche un radiogoniometro Marconi, che serve per individuare la direzione e il senso dei segnali emessi dalle stazioni a bordo dei velivoli in rotta e da quelle a terra. Viene anche presentato un moderno radioricevitore supereterodina. La mostra è poi completata da fotografie, mentre un ricco album di disegni permette di analizzare le fasi dell’installazione delle apparecchiature a bordo dei velivoli.

 

Un servizio di idrovolante sul lago?
Visto che il trasporto passeggeri nei primi giorni di giugno ha destato un grande interesse nell’opinione pubblica, con commenti sui giornali del tipo: «Voleranno... Eh sì, si volerà ancora. Ormai è diventato una piacevole moda», si sta pensando di attivare entro la fine del mese di giugno un servizio di collegamento tra Como e Lecco con tre apparecchi S 16 con motori da 350 cavalli. La gestione del servizio sarà affidata alla Società Transaerea, che ha l’esclusiva per il trasporto di passeggeri nella regione dei laghi.
A proposito dell’iniziativa il console Tarabini e il segretario politico del Fascio lecchese rag. Cesana, che, l’11 giugno, hanno voluto effettuare in anteprima il tracciato della linea aerea a bordo del Savoia S 55 pilotato dal sig. Doria, affermano: «Date le garanzie che offre la Società, il servizio avrà dei buoni risultati nella stagione ventura, in cui il movimento dei forestieri è intenso».


Fantasie
Il 28 maggio sulla rivista settimanale delle celebrazioni voltiane, “Voltiana”, appare un articolo dal titolo Fantasie. Indubbiamente il 1927 per la storia dell’aviazione è un grande anno: non c’è giorno in cui i giornali non riportino notizie di imprese aviatorie e sono molti gli italiani che con i loro successi permettono all’Italia di essere tra le nazioni più all’avanguardia nel volo. L’Italia intera è affascinata da questo nuovo e straordinario mezzo che permette all’uomo di realizzare il grande sogno di Icaro e per questo non c’è da meravigliarsi se l’argomento di Fantasie sia proprio l’elogio del volo e, senza troppa presunzione, il desiderio di far svolgere a Como una gara aviatoria per collaudare l’idea di un idroscalo internazionale.
L’idea non passa inosservata e per Como questa è forse un’occasione unica e irripetibile; già quindici giorni dopo Fantasie, sulla stessa rivista appare un nuovo articolo, questa volta... meno fantastico. È l’intervista al maggiore De Bernardi sulla possibilità di far svolgere una gara di velocità per idrovolanti sul nostro lago. Di questa idea, tuttavia, come del servizio aereo Como-Lecco, nonostante l’iniziale entusiasmo, ben presto non si parla più.

     
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