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Aero Club Como
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La manifestazione idrovolantistica del 1922
  

La sera di giovedì 20 luglio 1922, nella sede provvisoria di via Ospedale 14, si riunisce un numeroso gruppo di ex aviatori (piloti, osservatori, motoristi, montatori) per dare vita a un’associazione di aviatori, sotto il nome di “Associazione Aviatori Comensi”.
L’associazione si propone i seguenti scopi: riunire e affiatare gli aviatori della provincia di Como e tutti quanti si interessano con simpatia e competenza per l’avvenire aeronautico; favorire con ogni possibile mezzo l’avvenire del turismo aereo; fare attiva propaganda perché anche in Como o in altre località limitrofe si costruisca uno scalo aereo che renda possibile l’attuazione degli scopi sociali; promuovere il finanziamento per procurare al personale navigante specializzato i mezzi per tenersi in costante allenamento e per stare al corrente dei perfezionamenti tecnici nel campo aviatorio.
Per procedere alla proclamazione ufficiale della costituzione dell’associazione, con l’inaugurazione del relativo gagliardetto, viene nominato un Consiglio provvisorio composto da Emilio Taroni, Gino Longatti, Antonio Reali, Giovanni Totti, Giuseppe Canclini, Alberto Motta, Alcibiade Porta.


Le giornate idroaviatorie
L’Associazione, intenzionata a organizzare manifestazioni idroaviatorie sul Lario, a Como, Cernobbio e Villa d’Este, all’inizio di settembre è attivamente impegnata nella ricerca dei fondi necessari. «I concittadini industriali fino ad ora visitati hanno dato, come è di loro eccellente consuetudine, il maggior appoggio all’iniziativa. Anche gli esercenti, i commercianti e i privati cittadini, con entusiasmo ammirevole, hanno preso a cuore l’iniziativa e ciò dimostra come il progresso dell’aviazione sia veramente sentito da tutta la cittadinanza.»
Anche il programma della prima manifestazione, da tenersi a Como, sta via via assumendo la forma definitiva. È assicurato l’intervento della nota fabbrica di idrovolanti Savoia di Sesto Calende e quello della società Macchi di Varese. Esse invieranno a Como i loro migliori apparecchi con i più abili piloti.
Alla riunione parteciperanno valenti acrobati dell’aviazione che svolgeranno nel cielo di Como, Cernobbio e Villa d’Este attraenti evoluzioni e importanti esercizi di acrobazia. Sarà anche possibile effettuare voli panoramici di piacere “su comodi e sicuri idrovolanti-cabina”. Non ancora confermata ma molto probabile la partecipazione di alcuni idrovolanti della Regia Marina e del Regio Esercito. Viene invitato a Como anche un celebre paracadutista, Plinio Romaneschi.
Così scrive il corrispondente del giornale “La Sera” a proposito dell’iniziativa comasca, l’8 settembre: «In che consisterà la manifestazione che si sta allestendo? Sostanzialmente si dovranno avere dei voli di diversi idroplani che diano al pubblico le prove di quanto possa fare la idroaviazione all’infuori degli scopi di guerra; e quindi: trasporto di lettere e di pacchi, trasporto di passeggeri; lancio di messaggi e di manifesti; esplorazioni aeree con determinati obiettivi anche a scopo scientifico; rapidi spostamenti fra designate località; segnalazioni agli apparecchi in volo; gare, ecc. ecc.”»
«Il significato delle manifestazioni deve assumere un carattere notevole, d’importanza civile ragguardevole in rapporto all’avvenire dell’aviazione, la quale – se da noi, purtroppo, dopo la guerra, è stata finora colpevolmente trascurata – in altri Stati fiorisce e s’avvia a rendere quelle pratiche utilità di che è indubbiamente e largamente capace. Dall’attività suscitata per queste giornate idroaviatorie dovrebbe però rimanere qualcosa di duraturo. Parrebbe, cioè, opportuno che il Lago di Como fosse considerato per la istruzione di uno “scalo idroaviatorio” permanente, da cui avviare linee aeree anche con l’estero. E noi riteniamo che della cosa nel comitato, cui presiede il cav. Arturo Stucchi, si discuterà seriamente.»
«E in effetti alla creazione di un Aereo Scalo Internazionale a Como il comitato vi sta seriamente pensando, osservando anche i frutti della sottoscrizione, che l’11 settembre ammontavano già a 30.000 lire. Lo Scalo infatti deve rappresentare una vera pietra miliare sulla via del progresso per la nostra vita cittadina e nazionale, e ci procurerà il mezzo di comunicare celermente con le altre città italiane e con quelle del Centro Europa per le vie dell’aria.»
Intanto – è l’11 settembre – viene ufficializzato il programma che si articola in tre giornate, tra il 23 e il 25 settembre o, in caso di cattivo tempo, tra il 30 settembre e il 2 ottobre. Nei giorni seguenti l’ufficializzazione del programma, grande attenzione è rivolta al salto che «il celebre paracadutista, signor Plinio Romaneschi, giovane esuberante ardimentoso, offrirà al pubblico», lanciandosi da un aereo.
Il giorno 17 settembre, a pochi giorni dall’inizio della manifestazione, il comitato, viste le avverse condizioni meteorologiche, decide di far slittare la data di inizio al 30 settembre, concedendo così ancora qualche giorno alle case costruttrici che stanno preparando gli aerei per la gara più attesa: il “Miglio Marino”, gara di velocità per idroplani, che in un primo momento doveva svolgersi a Stresa, sul Lago Maggiore.
Nel frattempo giunge al cavalier Stucchi il telegramma di S.E. l’on. Venino, sottosegretario di Stato alle Colonie, che dice: «Lieto comunicare che Ministero Marina manderà suoi apparecchi. Saluti cordiali». Per il comitato questa conferma permetterà alla manifestazione di assumere «quell’importanza e quella solennità che il nome di Como si merita».


La vigilia
Gli ultimi giorni, come consuetudine, servono per mettere a punto i dettagli tra cui, cosa di non poco conto, come far pagare il biglietto alle migliaia di appassionati e curiosi che inevitabilmente si riverseranno sulle rive del primo bacino. Data l’impossibilità di effettuare recinzioni, si decide di chiudere Villa Geno e Villa d’Este, limitando l’ingresso ai possessori dei biglietti da lire 5 in vendita presso la Pro Como e altri esercizi «che vorranno incaricarsi della vendita e che ne faranno richiesta al Comitato».
Viene organizzato, in accordo con la “Lariana”, un battello con salone, il Como, in grado di ospitare fino a 400 passeggeri paganti, con la possibilità di assistere ancor più da vicino alle gare.
Data la storica importanza di questa manifestazione, il 1° ottobre, domenica, verrà effettuato un servizio postale aereo tra Como e Cernobbio, Moltrasio, Torno, Blevio, San Fermo e Brunate. Nei giorni precedenti vengono collocate in città apposite cassette bianche, rosse e verdi in cui imbucare le corrispondenze «che verranno timbrate con un timbro commemorativo che, con un’opportuna iscrizione, ricorderà ai destinatari delle corrispondenze e agli appassionati filatelici della nostra Città l’avvenimento che può essere il preludio e un esempio dei futuri e migliori servizi postali».


La manifestazione ha inizio
La prima giornata della manifestazione prevede il lancio su Como e dintorni di manifestini col programma dei tre giorni, nonché le eliminatorie delle gare di palloncini, ammaraggio e acrobazia per i numerosi idroplani convenuti sulle rive del Lario, ammirabili presso Campo Garibaldi.
Per le gare sono attesi quattro idrovolanti da caccia M 7 della Regia Marina, provenienti da Pola e comandati dal caposquadriglia tenente di vascello Umberto Maddalena, che nei giorni precedenti si era già recato a Como per prendere gli ultimi accordi con il comitato; un idrovolante con cabina per passeggeri del Regio Esercito, pilotato dal tenente Felice Caprotti; due idrovolanti M 18, provenienti da Schiranna e pilotati dai famosi acrobati Arturo Zanetti e Giovanni de Briganti.
Dal campo di aviazione di Taliedo (Milano) arriveranno tre piloti: l’ing. Mai, il signor Urbani, con un aeroplano a due posti Caudron, e il signor Motta, con un Aviatik pure a due posti. È annunciato anche l’arrivo di un idrovolante della Società Savoia di Sesto Calende, deciso a battere il record del “Miglio Marino”.

Ma il vero protagonista della giornata è il vento, che, soffiando impetuosamente per tutta la notte e tutto il giorno, costringe il comitato a rimandare all’indomani l’inizio delle gare.
Per l’aviazione a Como, tuttavia, il 30 settembre è un giorno importante perché il progetto di avere in città uno Scalo Internazionale procede a gonfie vele, come si legge nell’ordine del giorno della Camera di Commercio e Industria di Como: «La Camera di Commercio e Industria di Como, considerato che i vari Stati europei – specialmente quelli dell’Europa Centrale – sono dotati di un esteso sistema di linee aeree in attività di esercizio, considerato che l’Italia è quasi priva di tali reti, che sono utili per il progresso delle celeri comunicazioni, tenuto presente che la città di Como, la quale si verrebbe a trovare alla confluenza di varie linee aeree europee in posizione di frontiera, sarebbe una località singolarmente adatta – per la sua ubicazione naturale e geografica – a divenire uno scalo idroaereo internazionale, fa voti che il Regio Governo voglia preoccuparsi dell’importante problema, favorendo lo sviluppo di linee aeree, le quali possono collegare i più importanti nostri centri con le principali arterie aeree europee, e prendendo in considerazione la riconosciuta opportunità di istituire in Como uno scalo idroaereo internazionale».


Il secondo giorno
È il grande giorno dell’Associazione Aviatori Comensi, con la solenne inaugurazione del gagliardetto. Fin dalle 10 comincia ad affluire gente in piazza del Duomo e sotto il portico del Broletto, mentre piano piano incominciano a radunarsi i rappresentanti delle varie associazioni con i vessilli. Quando arrivano i rappresentanti degli enti aviatori milanesi, dei “Piloti Aeronauti Nazionali” e il “Gruppo Pensuti Aviatori Fascisti”, tutto è pronto per dare il via alla cerimonia.
Sul palco vi sono numerose personalità cittadine e il maggiore di Marina Boyer, giunto a Como per le gare.
Al tavolo della presidenza, mentre si esibisce la banda cittadina “A. Volta”, prendono posto il cap. aviatore Gino Longatti, presidente dell’Associazione Aviatori Comensi, il dott. Cantore, in rappresentanza del prefetto, e la madrina del gagliardetto, signora Stucchi. L’onore di portare il gagliardetto spetta all’asso aviatore Antonio Reali, sul cui petto brillano tre medaglie d’argento al valore e numerose altre onorificenze. Primo a parlare è l’avv. Luigi Cesare Cattaneo, a cui spetta l’onore del discorso ufficiale e di levare i veli dal gagliardetto azzurro. Questo presenta un’aquila volante ricamata in oro e il motto Ut coelum Italiae muniat. Segue il discorso della madrina e l’invocazione Alere flammam! Alimentare la fiamma! «Ecco il grido di passione che viene a noi dal Grande Solitario di Gargnacco, dal Cantore di ogni bellezza, di ogni ardimento della gente italica!»
«Alere flammam! Alimentare la fiamma bisogna e non permettere che quella che fu arma poderosa di guerra, ed ora arma civile di pace, languisca per lo scarso ausilio di Governi o per la indifferenza di cittadini!»
Anche Attilio Longoni, direttore della “Gazzetta dell’Aviazione”, interviene lodando gli Aviatori Comensi per aver fondato la terza Associazione Aviatoria d’Italia. Poi ci sono applausi per tutti e il gagliardetto viene portato in corteo fino in Campo Garibaldi, dove si appresta al battesimo dell’aria.
Lasciate le cerimonie, l’attività di volo è ostacolata dal vento, che continua a imperversare. Superando difficoltà di ogni genere, con grande temerarietà, Attilio Zanetti e De Briganti riescono a compiere “difficili evoluzioni ed ammaramenti sul lago burrascoso”. Nel pomeriggio sono previsti i voli di posta aerea e i piloti incaricati sono costretti a decollare in condizioni proibitive.
Con il suo Aviatik l’ing. Mai riesce a compiere il servizio postale per San Fermo e Brunate, mentre Zanetti, «costretto nel cielo a fare grandi salti, spinto dalle correnti d’aria», porta le corrispondenze a Torno, Moltrasio e Cernobbio. Alle 16 il comitato è costretto a sospendere il già ridotto programma della giornata a causa di un ulteriore peggioramento del tempo. Per l’indomani è previsto un netto miglioramento.
Viene intanto ufficializzata dal comitato la somma complessiva raccolta con la sottoscrizione: lire 50.384 e 50 centesimi.


Il terzo giorno
Cielo sereno e senza vento. Le previsioni meteorologiche si rivelano esatte e, con grande soddisfazione del comitato, si possono iniziare le gare, inframmezzate dalla possibilità, per chiunque lo desideri, di effettuare voli di piacere sul lago e su Como. Dopo l’effettuazione di parecchi voli con passeggeri, i piloti Zanetti e De Briganti eseguono diversi esercizi di acrobazia aerea. Anche il tenente Felice Capriotti col suo M 18 si esibisce con “varie esercitazioni”. Alle 14, dopo i consueti voli turistici, hanno luogo le gare rinviate il giorno prima. Verso le 15 arrivano i quattro apparecchi da caccia M 7 della Regia Marina, comandati dal tenente di vascello Maddalena, prendendo anch’essi parte alle varie gare.
Sono le 19 quando, finalmente, lo spettacolo più atteso per «coraggio e ardimento» può aver luogo: il lancio col paracadute di Plinio Romaneschi.
L’orario non è molto consono per effettuare un lancio, ma il ritardo è dovuto a una panne che costringe Zanetti, il cui aereo era stato attrezzato per il trasporto del Romaneschi, a rinunciare al volo. Viene così incaricato De Briganti col suo Nieuport Macchi. Per attrezzare il Macchi, che è a cabina chiusa, si perde molto tempo, ma alla fine tutto è pronto, compreso il paracadutista, costretto a sedersi su un’ala. Raggiunta la quota di oltre 500 metri, Plinio Romaneschi, con grande sangue freddo, si getta nel vuoto andando a finire sul versante della montagna di Brunate, sopra Villa Geno. Atterrato incolume, il Romaneschi viene festeggiato sia dai compagni aviatori sia dalla cittadinanza.


Il quarto giorno
È il giorno delle premiazioni e delle partenze degli aviatori verso le loro basi. Prima a partire è la squadriglia del tenente di vascello Maddalena, decollata subito dopo la premiazione che le ha fruttato numerosi riconoscimenti tra cui la medaglia di S.M. il re.
Verso mezzogiorno Plinio Romaneschi regala al pubblico comasco una sua nuova esibizione, lanciandosi dall’apparecchio pilotato da Zanetti da una quota di circa 500 metri. Questa volta l’atterraggio avviene con uno spettacolare tuffo nelle acque del lago, proprio davanti a piazza Cavour.
Nel pomeriggio decollano e lasciano la zona gli apparecchi ancora presenti in Campo Garibaldi.
 

     
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