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I primordi

 

Tanti voli di palloni, poi l’avvento del mezzo più pesante dell’aria, presente nei cieli lariani fin dai primi anni del Novecento

 

Alessandro Volta e l'aeronautica

Il letterato e aeronauta Carlo Volpati scrive nel 1927, anno delle celebrazioni voltiane, un saggio sulle ricerche che il grande scienziato comasco effettuò sul tema dell'aerostatica.

 

Clicca qui per leggere il saggio.

 

 

Esperimenti di aerodinamica sulla funicolare

Esperimento con una superficie piana.

Nel 1906, sotto la direzione dell’ing. Cosimo Canovetti e di Mario Calderara, che costruirà il primo idrovolante italiano, hanno luogo alcuni esperimenti nel campo dell’aerodinamica, eseguiti lungo i binari della funicolare, fuori servizio nella stagione invernale.
Le sperimentazioni sono condotte facendo scivolare, partendo dalla sommità della funicolare, speciali carrelli recanti velature di varia superficie, appositamente intelaiate. Gli studi, in particolare, si propongono di rilevare la resistenza che l’aria oppone all’avanzamento di superfici di varia forma.
Viene anche prodotto fumo, per visualizzare la forma delle volute durante il moto.
Le ricerche sono sussidiate anche dallo Smithsonian Institute di Washington. Gli esperimenti hanno carattere pionieristico anche per un altro aspetto: l’uso della radio. Sul carrello è installato un radiotrasmettitore Marconi, del tipo funzionante “a scintilla”, che consente un preciso rilevamento del moto del carrello lungo il percorso sui binari, grazie a una serie di interruttori, posti ogni 25 metri.
I dati sperimentali determinati dall’ing. Canovetti bene esprimono lo sforzo che viene fatto in questo momento storico al fine di far progredire l’efficienza e l’affidabilità delle macchine volanti.

 

Alcuni momenti degli esperimenti con una forma conica.
 
 

 Aerostati nei cieli comaschi
Una tecnologia al crepuscolo, usata ormai solo per divertimento

Alle soglie dell’avvento del mezzo volante più pesante dell’aria la ricerca, nel campo dell’aerostatica, si interessa perlopiù del dirigibile, la cui caratteristica di poter essere guidato nella direzione voluta ne fa un mezzo utilizzabile. L’aerostato svolge ancora un ruolo in campo militare, ma è anche usato per voli di piacere, riservati a pochissimi fortunati.

 

Ascensioni di palloni a Como e a Lecco.

Sul Lario, all’inizio del Novecento, si svolgono alcuni voli di aerostati, di carattere dimostrativo, svolti da appassionati di volo.

Pieghevole pubblicato in occasione dell’inaugurazione
della funicolare, nel 1899. Si noti il pallone,
tra la “T” e la “E” di Brunate (nell'ingrandimento).

Nel 1899 viene inaugurata la funicolare Como-Brunate. Il pieghevole emesso nell’occasione riporta la presenza di un pallone frenato presso la stazione di Brunate.

 

Nel 1907 un pallone parte da Como e procede verso sudest nella Pianura Padana, raggiungendo Cremona.

Clicca qui per leggere il resoconto del viaggio, scritto da un giornalista presente a bordo.
Carlo Volpati, bibliotecario a Como, consegue nel 1908, tra i primissimi, il brevetto di pilota d’aerostato. Per questo motivo gli verrà il riconoscimento ufficiale di “pioniere dell’aeronautica”, da parte dell’ente, costituito nel 1923, preposto al conferimento di tale prestigioso titolo. Solo un altro comasco, il pilota e “asso” Giulio Reiner, lo riceverà.
Una delle sue ascensioni ha come base di partenza Como, un evento di cui i giornali parlano diffusamente. «Sul Condor, il 4 agosto 1912, il civico bibliotecario, di recente nomina, si staccò a bordo della navicella agganciata al pallone, dal prato in località detta “marciuria” che era dietro il Politeama e, con Celestino Usuelli e Aldo Finzi, nomi famosi, navigò nel cielo sino a quota 2300, sorvolando il Baradello, Montorfano, Brunate, il Bisbino, e andando ad atterrare in territorio elvetico, nella Valle di Muggio.»

Primi voli di aerei sul territorio

Nel primo decennio del secolo alcuni aerei sorvolano il territorio comasco. Il passaggio di un aereo in Alto Lago è immortalato in una cartolina che reca la scritta “Un saluto da Colico”.

 

Aereo in volo su Colico. A destra, l'aereo che ha operato a Bellano.

Un altro aereo di cui si ha notizia è quello chiamato quale attrazione in occasione dell’inaugurazione della strada Bellano-Taceno, sulla sponda orientale del Lago di Como, e incidentatosi durante la manifestazione, senza alcuna conseguenza per il pilota.

La prima giornata di aviazione a Como
Nell’ultimo fine settimana di settembre del 1912 è organizzata a Como una manifestazione aviatoria. L’unico partecipante è il luganese Attilio Maffei, con il suo Blériot.

 

Attilio Maffei su un biglietto di ingresso
alla manifestazione.

Il Maffei è un pioniere dell’aviazione svizzera, noto per i suoi voli a La Chaux-de-Fonds, Lucerna e Zurigo. A Como o nei dintorni non è però facile trovare un terreno che si presti alle operazioni con aerei terrestri. «È notorio che i nostri dintorni sembrano fatti a bella posta per non aiutare la discesa degli uccelli meccanici: o lago, o monte, o caseggiati.» Questo è il commento sconsolato del comitato organizzatore.
Una zona adatta alle operazioni con aerei intorno a Como è infine identificata: è la valle del Breggia, pianeggiante e senza ostacoli, anche se incassata tra il Bisbino e Monte Olimpino. Essa ospita il galoppatoio di Mornello, che può essere utilizzato come campo di aviazione, grazie alle brevissime distanze di decollo e atterraggio del Blériot e in generale degli aeroplani dell’epoca.
Nell’occasione si assiste a una notevole mobilitazione. La manifestazione prevede l’esposizione del velivolo la mattina di sabato 29 settembre e più voli tra le ore 13 e le 17 e nella giornata di domenica. Il comitato organizzatore, per rifarsi delle spese, fa cintare il galoppatoio (l’impresa Roda e il tappezziere Tettamanti si prestano a eseguire il lavoro gratuitamente) e stabilisce un pedaggio per l’ingresso (50 centesimi, mentre per l’accesso alla tribuna speciale la tassa era fissata a lire 5), consentito anche a cavalli e automobili. Corse di tram ininterrotte sono effettuate tra Como e Mornello, mentre tra Como e Cernobbio un servizio continuo di battelli è assicurato dalla Navigazione.

Il Bleriot a Mornello.

Il montaggio dell’aereo affascina i cronisti: «È deplorevole che non siano stati molti gli accorsi a vedere formarsi gradatamente la struttura del velivolo, dal leggero e leggiadro fuso col sigaro d’aria al motore poderoso, dal vasto abbraccio delle ali alle piccole pinne di gauchissement, dal minuscolo spazio per l’ardimentoso volatore alla mobilissima coda, dai microscopici strumenti di pilotaggio ai cento piccoli, fragili, indispensabili fili metallici sui quali il vento passa talvolta con invisibili dita musicali». Il tempo, il mattino del sabato, è «cinerino e umidiccio».
Di fronte alle autorità, presenti in gran numero, al pubblico pagante e al numerosissimo pubblico non pagante, appostato sulle balze delle colline e sbirciante tra le pieghe dei teli, il Maffei valuta le condizioni, per la verità non molto invitanti, ma infine decreta: «L’aria è calma. Parto!». Dopo il grido del meccanico: «Prenez garde, Messieurs», il velivolo con l’elica in moto, prima trattenuto da cinque persone, è lasciato andare. «Uno o due cosiddetti “coups de reins” bastano a fare sollevare il pallido Blériot in alto, sempre più in alto. La musica cittadina suona inni festosi e l’aviatore è già lontano, è già un punto nero sul cielo opaco.»

Maffei sul suo aereo.

«Il Maffei vola fino a Brunate, poi si rituffa verso Mornello, dove giunge in volo radente, si inclina su un fianco, simula una caduta, scherza con l’aereo.» Infine «si accinge alla perigliosa eleganza dell’atterrissage». Il pilota scende soddisfatto, si arriccia i baffi ed è informato dal suo cronometrista che il volo è durato 20 minuti e 3 secondi. Poco dopo riparte per il secondo volo. «Fugge verso il lago e, avvistato il piroscafo San Fermo, gli fa più riverenze attorno, che sollevano entusiastici applausi da bordo.» Il Maffei sorvola Villa d’Este e le barche che si trovano nel primo bacino del lago, poi si dirige verso il Baradello, a cui gira intorno varie volte. La cosa era in effetti prevista dal comitato, che aveva venduto biglietti anche per la postazione sul Baradello. Dopo 18 minuti e 54 secondi l’aereo atterra. Moltissime persone assistono alle evoluzioni del Blériot, appostate sulle montagne del primo bacino del lago.

Il raid Como-Lugano
Visto il successo della manifestazione aviatoria, viene organizzato per il giorno 6 ottobre un raid da Como a Lugano. Il protagonista è sempre Attilio Maffei, con il suo Blériot. Gli organizzatori si sono resi conto che è quasi impossibile far pagare per uno spettacolo aviatorio, soprattutto se esso si svolge in una zona come il primo bacino del lago. «La strada è di tutti e non vi è nulla di più libero del cielo e dei suoi spettacoli, naturali e artificiali»: è questo il commento del comitato organizzatore, che ha raccolto vasti e unanimi consensi alle sue iniziative, ma che finanziariamente non ne esce molto bene.

Cartolina di una giornata d'aviazione a Lugano.
 

Tornando al raid, la partenza è prevista per le 14.30, sempre dal campo di Mornello e alla presenza di molte autorità. Il pubblico accorre in massa anche a questo appuntamento: «Alle 14 non si trovava un cavallo a Como presso nessuna impresa, né un’automobile». Dopo il decollo sono previste alcune evoluzioni intorno al campo. L’aria tuttavia non è calma e il pilota ha qualche dubbio sul da farsi. Infine parte.
Effettuato un giro a Brunate e sulla città, sorvola ancora Mornello e prosegue nella valle del Breggia lungo la rotta Chiasso-Balerna-Mendrisio-Gola del Generoso-Lugano. Ovunque passi viene salutato da ovazioni del pubblico. Ricambia gettando un gran numero di cartoline con il proprio ritratto, stampate per l’occasione.

Clicca per ingrandire.

Il ritorno a Lugano pare avvenga con qualche didfficoltà. Almeno così riporta la rivista inglese “Flight”, come si può leggere cliccando sull'immagine a fianco.

 


La festa della Lega Aerea a Cadenabbia
Le cronache del 1912 riportano un fatto indicativo del crescente interesse che l’aviazione suscita a ogni livello.

Cartolina emessa dalla Lega Aerea Nazionale in occasione
di una delle manifestazioni per raccogliere fondi per dotare
le Forze Armate di una flotta aerea.
I primi aerei militari italiani furono infatti donati
alle Forze Armate dall’Aero Club d’Italia.

Domenica 30 settembre, all’Hotel Bellevue di Cadenabbia, per iniziativa di un comitato di patronesse presieduto dalla duchessa Melzi d’Eril, si tiene una festa della Lega Aerea Nazionale (LAN).

 

Questo ente ha costituito in quasi ogni capoluogo di provincia d’Italia un Comitato di propaganda e la festa è una buona occasione per la sua fondazione ufficiale.
Tra gli scopi del Comitato è auspicato quello dell’«istituzione di quei campi di atterramento che nella nostra regione sono di assoluta necessità se si vogliono evitare disgrazie e persuadere gli aviatori a visitarli». La quota per associarsi alla LAN è di 3 lire annue e dà diritto a ricevere la rivista mensile edita dalla stessa Lega.

 

 

 

     
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