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Aero Club Como
Associazione sportiva dilettantistica
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 [---- SOLO TESTO - Sito in allestimento ----]

 

Dagli anni Ottanta all'epoca attuale
  

Alle soglie degli anni Ottanta la critica situazione generale è resa ancora più pesante da difficoltà di carattere finanziario. Il Club reagisce con un completo cambiamento del Consiglio direttivo, la cui presidenza è assunta da Cesare Musumeci. La flotta ereditata è sparuta: due Cessna 150, un Piper PA 18.
Intanto il Club rimane anche privo di istruttore, così che un corso di primo e uno di secondo grado si svolgono in modo autodidattico. Musumeci, che non ha mai perso l’occasione di incoraggiare i piloti a uscire dai bacini del lago, conduce personalmente molti allievi in raid di questo tipo, spesso in formazioni di più aerei. Gli esiti degli esami sono ottimi e dal corso autodidattico escono, con il brevetto di secondo grado, alcuni dei piloti più attivi nei decenni successivi; tra gli altri Cesare Baj, Eugenio Rossi e Ugo Bianchi.
Il Club, in cui regna ormai un senso di diffuso ottimismo, acquisisce un Lake LA 4-200 “Buccaneer”. Esso arriva a Como nel 1980 e viene immatricolato come I-AIIA. L’arrivo dell’anfibio dà un nuovo notevolissimo impulso all’attività di volo, sia in termini di ore sia in termini di qualità dell’attività svolta. Molti piloti fanno il passaggio in 5-6 ore di volo sulla macchina e incominciano ad andare in giro per l’Italia e l’Europa. Per i piloti abituati a razzolare sulla superficie delle acque dei laghi la cosa è eccitante. All’emozione di scendere in grossi aeroporti, come Linate, Malpensa, Nizza o Zurigo, si aggiunge il sottile piacere di essere letteralmente assaltati, all’arrivo, da piccole folle di curiosi che non hanno mai visto un anfibio in vita loro.
Il Lake lega a Como o vi riporta molti piloti che, dopo aver conseguito il brevetto di primo grado sull’acqua, erano passati ad aero club terrestri per conseguire il brevetto di secondo grado.
Il rinato interesse per le lunghe navigazioni induce la scuola di volo a dotarsi di un simulatore di volo, allora una macchina di grande complessità e costosa quasi quanto un aereo. L’idea, che evidenzia la dinamicità della presidenza Musumeci anche nel marketing, è di far “volare” sul simulatore anche non-piloti e non-iscritti al Club, come forma di promozione, per promuovere una possibile iscrizione.
Il 1980 è anche l’anno del “Cinquantesimo”, festeggiato il 6 aprile. Dei fondatori sono presenti Guido Keerl e l’ottantaseienne Giovanni Totti.
L’Aero Club Como intanto si fa conoscere in un raggio sempre più vasto, grazie al Lake. Con questo aereo l’equipaggio Gavazzi-Baj partecipa al Giro Aereo d’Italia del 1981, piazzandosi nella metà alta della classifica. Il Lake viene poi portato a Parigi “Le Bourget” per un approfondito esame e collaudo da parte delle autorità francesi, che lo devono omologare in Francia su richiesta dell’Euralair. Baj, inoltre, arriva fino in Lapponia in un raid di 25 giorni, tornando dal quale atterra fortunosamente a Zurigo dopo aver dirottato a causa del maltempo sulle Alpi. Il Lake è anche usato per i voli di propaganda, che vedono un netto incremento.
Il grande successo del Lake, al quale si dovranno molte delle 1700 ore volate nell’anno, un record assoluto per l’Aero Club Como, induce a pensare di acquistarne un secondo. Musumeci vola a Parigi con il suo “Baron” e in poche ore acquista da un privato quello che diventerà l’I-COMM.
Nel 1981 si svolge un altro importante avvenimento: il raduno europeo di idrovolanti, organizzato da Vittorio Perotti. Vi partecipano due Lake tedeschi, uno irlandese e un Piper PA 18 anfibio svizzero. Nell’occasione si incontrano a Como circa 60 persone provenienti da tutta Europa, interessate a rilanciare nel continente l’aviazione idro. Il quadro normativo è complesso e in molti Paesi vigono leggi inutilmente restrittive, così che tutti riconoscono che in effetti gli unici veri poli del volo idro sono rappresentati dalla Scandinavia e dall’Italia e in particolare dall’Aero Club Como.
Il Club, grazie al raduno, si fa conoscere in Europa. Importanti articoli sulle riviste francesi di Pierre Bonneau e di Bernard Chabbert, su riviste inglesi, di Jeoffrey P. Jones, e su riviste tedesche, di Rolf Ewar, permettono a molti piloti europei di scoprire che il vecchio continente conserva ancora una perla di inestimabile valore, un luogo ove antiche conoscenze aviatorie e forme di volo che si ritenevano scomparse non solo sono ancora esistenti, ma sono a portata di mano di chiunque lo desideri.
Il 1981 rappresenta dunque un anno molto felice della vita del Club, sia per le ore volate sia per la ricca vita sociale che vi si svolge.
Nel 1982 viene applicata per la prima volta la modifica del Cessna 150, con potenziamento del motore da 100 a 150 HP. L’operazione rende il piccolo biposto una vera “bomba” per prestazioni.
Gerolamo Gavazzi partecipa per il secondo anno consecutivo al Giro Aereo d’Italia.
L’Aero Club vive un momento di affermazione e nasce la necessità di un altro aereo. Musumeci trova in Belgio un quasi nuovo Cessna 172 XP terrestre, che viene trasformato in idrovolante. L’aereo è omologato e immatricolato come I-EJCB e si presenta subito come una grande macchina, grazie ai 195 cavalli del suo motore. La fortuna, tuttavia, riprende ben presto con una mano ciò che ha appena dato con l’altra. Dopo sole due settimane di attività l’aereo si danneggia ed esce definitivamente dalla linea di volo.
Nell’anno si registra un avvenimento importante, la riapertura, seppure temporanea, dell’idroscalo di Cadimare, nel golfo di La Spezia. Gli aerei di Como, un Cessna 150, un Piper e il Lake, vi operano per due giorni, offrendo ai piloti meravigliose vedute del golfo, delle Cinque Terre, della Lunigiana. Mezza giornata è trascorsa sulle spiagge affollate di Forte dei Marmi, ove vengono portati in volo moltissimi villeggianti.
In ottobre si tiene anche la prima manifestazione aerea a Morcote, in Svizzera, sul Lago di Lugano.
Uscito di linea il Cessna 150 I-BOMI all’inizio del 1983, l’Aero Club si trova con una flotta di soli tre aerei: un Cessna 150, un Piper e un Lake. Deciso di acquistare un nuovo aereo, viene scelto, in modo un po’ affrettato, un Cessna 185 anfibio, che verrà poi ceduto in quanto troppo rumoroso.
Intanto assume la presidenza Franco Panzeri.
Nei giorni 22 e 23 settembre è organizzata sui laghi di Mantova, costituiti da un allargamento del Mincio, una grande manifestazione aerea. La stampa locale dà un enorme risalto alla manifestazione, anche grazie a pagine speciali che raccontano la storia del volo idro sui laghi, ove si ricorda, tra le altre, la presenza di un Cant. 22 della SISA, nel 1932, e quella di un Piaggio P 136 nel 1952, ultimo idrovolante a toccare quelle acque prima del Lake “Buccaneer” dell’Aero Club.
«Almeno 10.000 mantovani con il naso all’insù per seguire le evoluzioni...»: in questo modo un giornale mantovano riporta l’inusuale presenza di aerei nei cieli della città.
«Esperienza affascinante, specie per i bambini», titola un altro giornale, che racconta dell’assalto di un’enorme folla agli idrovolanti. Nelle due giornate sono condotte in volo centinaia di persone, per far provare a tutti l’entusiasmante esperienza.
Nel 1985 giunge a Como dagli Stati Uniti il Cessna 185, condotto dal comandante Stafford. L’aereo viene usato in un film, girato sul Lago di Sabaudia, presso il Circeo. Il socio Cantarone si incarica di girare con lo stesso aereo un altro film, sul Lago di Garda.
In settembre tre idrovolanti partecipano al “Primo raduno benacense di idrovolanti”, a Garda, sull’omonimo lago, presso la splendida punta di San Vigilio, ove vengono portate in volo moltissime persone, giunte dall’intero lago, da Brescia e da Verona.
Nel tardo autunno il Comune appalta i lavori di risistemazione di piazzale Somaini, che assumerà quindi l’aspetto che ha attualmente. Il 5 dicembre l’ing. Panzeri, nella doppia veste di assessore allo Sport e presidente del sodalizio, illustra in una conferenza stampa la situazione e le prospettive dell’Aero Club per gli importanti riflessi di carattere turistico che può avere nel “rilancio” del lago.
Il 1986 incomincia con un’operazione che bene illustra la potenziale funzione degli idrovolanti nel campo della protezione civile, una possibilità che verrà scoperta dalle amministrazioni pubbliche più avanti. L’operazione ha consentito il salvataggio del pilota di un motoscafo affondato in mezzo al lago. Il personale dell’Aero Club, che aveva assistito all’incidente, ha immediatamente inviato un messaggio via radio a un idrovolante impegnato in un volo di istruzione, il quale è immediatamente ammarato e ha raccolto il naufrago. Le gelide acque del lago – era il 21 gennaio – e l’assoluta assenza di altre imbarcazioni nel bacino avrebbero determinato, nel giro di pochi minuti, un epilogo poco felice della vicenda; il malcapitato motonauta è stato invece salvato dal pronto intervento del comandante Albonico e del suo allievo.
Domenica 11 maggio si svolge una grande manifestazione aerea a beneficio di tutti i comaschi e i turisti presenti. Organizzata nel corso dei mesi precedenti da Giorgio Porta e resa possibile da illustri sponsor, i rivenditori FIAT della Lombardia, la manifestazione è la più ricca e articolata che si sia mai svolta sulle acque del lago dopo quella del 1913.
Esibizioni acrobatiche, lanci di paracadutisti, operazioni di salvataggio da parte di elicotteri del SAR, operazioni di “Canadair”, voli di aeromodelli, la presentazione in volo degli aerei del Club: questi gli ingredienti dell’evento. Il successo è enorme. Il naturale anfiteatro comasco favorisce la partecipazione della cittadinanza. Si calcola che 30.000 persone abbiano assistito all’evento. Le forze dell’ordine devono sgomberare l’autostrada, che è quasi bloccata dalle auto in sosta, i cui conducenti si sono fermati sul balcone costituito dai tratti fuori-galleria per godersi lo spettacolo.
A fine luglio giunge a Como un gradito visitatore: Michael Dunkerly, ai comandi di un aereo storico perfettamente restaurato, un Grumman “Widgeon”. Dunkerly era già stato a Como, ma senza aereo, per imparare a pilotare gli idrovolanti.
In settembre si svolge anche la seconda manifestazione a Morcote, sul Lago di Lugano (la prima era stata organizzata nel 1983). L’Aero Club Como vi partecipa con i suoi aerei, portando in volo moltissime persone. In Svizzera gli idrovolanti possono operare solo con permessi speciali e quindi l’operazione serve anche a far conoscere alle autorità elvetiche le potenzialità dell’idrovolante e a proporre una certa liberalizzazione del loro uso.
In novembre l’hangar cambia faccia ed è dipinto di blu, grazie a una sponsorizzazione della SAAB, colore che pare fosse quello originario.
Il 1987 è un anno molto intenso, per iniziative e attività, del Club. Il Cessna 185 è venduto vantaggiosamente in Norvegia e si procede all’acquisto di un Maule M7 anfibio, trovato in Florida di seconda mano, in condizioni eccellenti. Questo aereo verrà omologato in Italia dal Club come I-AMPH. A incaricarsi del ferry flight è il veterano della Corea e del Vietnam Bruce Payne, con alle spalle un’incredibile carriera militare e la presenza come pilota-cascatore in molti film, tra cui Venti di guerra.
La Regione Lombardia, su proposta dell’assessore ai Trasporti, con deliberazione 19111 del 17 marzo, istituisce le tre idroaviosuperfici segnalate di Lenno, Porlezza, Pusiano e definisce idroaviosuperfici non segnalate in uso all’Aero Club di Como tutte le acque interne regionali. Il provvedimento sancisce un diritto di fatto esercitato in molti decenni di attività e rappresenta un importante fattore nello sviluppo del Club, oltre che dell’aviazione in generale.
Il Club propone ai gestori dell’Istituto Casnati, un’importante scuola privata comasca, la fondazione di un istituto aeronautico, una scuola media superiore che prepara piloti e controllori di volo, simile a quella esistente a Forlì. L’idea è accolta e prende forma nei mesi successivi. Le iscrizioni sono massicce e ampiamente superiori al previsto.
La previsione di dover fare molte ore di istruzione a beneficio degli allievi dell’Istituto induce il Consiglio direttivo a studiare una politica del tutto nuova di sviluppo della flotta. I criteri sono quelli di avere una flotta il più possibile omogenea e affidabile, oltre che adatta alle esigenze della scuola. Dopo approfondite ricerche si trova il modo di importare in Italia i Cessna 172. L’aereo è considerato il migliore aereo-scuola mai prodotto nel mondo. L’aereo scelto negli Stati Uniti diventerà l’I-BISB (dal nome del monte Bisbino, che domina i primi bacini del lago). A breve scadenza arriveranno a Como altri due aerei dello stesso tipo.
Il 1987 è l’anno della gravissima alluvione in Valtellina. Gli aerei dell’Aero Club, e in particolare il Maule, che vola ancora con marche americane, sono impiegati per voli di sopralluogo per conto della Prefettura.
Nel 1987 si deve registrare un altro importante avvenimento. Alcuni soci del Club, con la determinante collaborazione della famiglia Veggetti di Barlassina e il capillare lavoro di ricerca di compartecipazioni effettuato dal presidente Panzeri, fondano l’Idrovoli, una società di lavoro aereo che si propone di operare con idrovolanti e anfibi, in particolare sul Lago di Lugano, presso Porlezza, dove dovrebbe nascere un grande complesso turistico e residenziale.
La società acquisisce un Lake LA 250, che inizialmente è dato in esercenza al Club. L’aereo si rivela molto robusto e affidabile, oltre che dotato di eccezionali prestazioni. Giunge in hangar nell’estate, durante la quale viene usato estesamente.
A partire dal 1987 il Club avvia una collaborazione con la ditta Aergolfo, di Ischia, che intende sviluppare i trasporti con anfibi nel golfo di Napoli e in particolare tra l’aeroporto di Capodichino e l’isola di Ischia. Per alcuni anni i piloti di Como passano a Ischia alcune settimane di settembre e ottobre facendo voli di propaganda, voli dimostrativi e voli di studio delle possibili attività idro nel golfo di Napoli. Sono fatti ammaraggi a Capri, a Ponza, sulla Costiera amalfitana. L’aereo la sera è lasciato sull’isola di Ischia o a Capodichino.
Questa attività ha inizio nel 1987 con il volo Como-Ischia con il Piper I-SPIC, compiuto da Baj e Porta. Nell’occasione la laguna di Orbetello, scalo per il rifornimento, rivede il primo idrovolante toccare la sua superficie dopo la chiusura del celebre Idroscalo da cui partirono i voli di Italo Balbo.
Il settimanale “La Tribuna di Como” del 28 marzo pubblica, intervistando il presidente Panzeri, un entusiastico giudizio sulla realtà dell’Aero Club, «…interessante da analizzare proprio perché in fase dinamica, aperta a nuovi sviluppi». I dati nel triennio 1984-1986: i soci sono passati da 122 a 185, gli aeromobili da 3 a 5, i brevetti conseguiti da 14 a 30, le abilitazioni di piloti italiani e stranieri hanno superato la quota 70.
Il 1987 ha visto accadere molti altri avvenimenti degni di nota. Uno è la manifestazione aerea, organizzata per il pomeriggio di domenica 10 maggio, sulla falsariga di quella dell’anno precedente, che riscuote un identico successo. «Quarantamila comaschi con il naso all’insù», titola un giornale. La manifestazione ha uno strascico con il concorso fotografico, che permetterà di prendere visione di centinaia di immagini scattate dai fotografi presenti all’evento.
In primavera il socio Felix Egolf, svizzero, pilota della Swissair, partecipa a una manifestazione sul Lago di Lucerna con il Cessna 150 I-BONG, facendo conoscere e apprezzare l’attività idrovolantistica comasca oltralpe.
Nei giorni 20 e 21 giugno 1987 era stata organizzata a Torino una giornata aviatoria in ricordo delle operazioni della SISA, la prima compagnia aerea italiana. Questa società, negli anni Venti, gestiva, tra le altre, la linea tra Torino, Pavia, Venezia, Trieste e Portorose, nell’Istria allora italiana. Il tutto facendo uso esclusivamente di idrovolanti. A Torino gli idrovolanti decollavano e ammaravano nel tratto di Po tra i ponti Principessa Isabella e Umberto I.
Il 26 giugno il Piper PA 18 I-SPIC si cappotta in acqua, colto da un violento e improvviso windshear, un fenomeno molto raro, ma che talvolta capita sul lago (lo si vede rappresentato in alcune antiche stampe dal titolo Tempesta sul lago, raffiguranti imbarcazioni in procinto di affondare tra enormi flutti). Il recupero dell’aereo (che, come tutti gli idrovolanti, rimane a galla anche se cappottato) viene eseguito con grande perizia, tanto che l’I-SPIC torna alla linea di volo dopo solo qualche settimana.
Il 16 novembre arriva a Como, in visita, un PBY 5A Catalina di proprietà del costruttore edile torinese Enrico Recchi.
Dopo la sfavillante annata ’87, il 1988 non poteva che essere un anno di consolidamento di tutto il lavoro impostato. Alla già consistente flotta si aggiunge un secondo Maule M7 anfibio. È quello che nel frattempo ha acquistato l’Aergolfo di Ischia, che è dato in esercenza al Club. Viene anche acquistato il secondo 172 e si cerca già il terzo.
In estate l’idroscalo riceve un ospite di eccezione: un Savoia Marchetti S 56 perfettamente restaurato da R.W. “Buzz” Kaplan, un facoltoso collezionista di aerei, originario del Minnesota, negli Stati Uniti. Portato in Inghilterra, l’aereo, del 1929, è stato rimontato e ha incominciato il suo tour europeo, che vede in Como una delle tappe principali. «Il luogo ideale – dice Kaplan – per saggiare le capacità del biplano sull’acqua.»
Baj è caricato nel posto di copilota e vola fino a Vergiate, ove l’aereo anfibio atterra sul prato.
In autunno il Lario è teatro di uno dei più gravi incidenti nella storia dell’aviazione civile italiana: la caduta dell’ATR 42 a Conca di Crezzo. Subito presenti sul teatro delle operazioni e cooptati, quali consulenti, dal procuratore della Repubblica, dott. Mario Del Franco, i dirigenti dell’Aero Club Como partecipano in seguito a vario titolo, ai lavori delle commissioni di inchiesta.
Nel luglio del 1989 Baj compie un volo postale da Roma a Parigi, portando un dispaccio straordinario in occasione dei festeggiamenti per il bicentenario della Rivoluzione francese. Il volo è sponsorizzato dall’Aero Club d’Italia e dalla Mobil. Il decollo avviene dal Tevere, a Ostia Antica, presso l’aeroporto di Fiumicino. Per trasferire l’aereo dall’aeroporto dell’Urbe all’idroaviosuperficie sul Tevere Baj ottiene l’autorizzazione ad attraversare Roma, cosa normalmente proibita, e fa anche due giri intorno alla cupola di San Pietro, dove riceverebbe, in volo, a detta degli organizzatori romani della spedizione, che avrebbero favorito lo svolgersi di quell’evento, una benedizione dalla massima autorità ecclesiastica.
Dopo uno scalo tecnico a Marsiglia, l’aereo giunge nell’area parigina, ma gli viene impedito di ammarare sulla Senna, nel sito inizialmente previsto. Il 14 luglio, infatti, si tiene a Parigi una riunione dei “sette grandi”, tra cui Reagan e la Tatcher, e tutti i voli dell’aviazione generale sono proibiti. Baj è quindi costretto a dirottare nell’aeroportino di Moret-Episy, qualche miglio a sud di Parigi, e riuscirà a portare a termine il suo volo postale, con consegna del sacco all’ufficio del Ponte dell’Alma, con non poche difficoltà logistiche.
L’evento più importante del 1989 è tuttavia la ristrutturazione e l’ammodernamento dell’Idroscalo da parte del Ministero, sollecitato in questo senso dall’infaticabile direttore di Circoscrizione aeroportuale Salvatore Pignatelli. Vengono definite un’“area riservata”, entro la quale il traffico dei natanti è proibito, e un’“area di rispetto”, entro la quale è consentita la circolazione ai soli mezzi della Navigazione, e viene posato un campo-boe per segnalare la presenza di queste aree.
I regolamenti che da decenni stabiliscono i divieti di navigazione nell’area dell’Idroscalo sono ora evidenziati da oltre 30 cartelli disposti sulle rive dell’intero primo bacino.
Nei primi giorni di giugno si svolge a Villa Erba la manifestazione “Il cielo in mano”, che contribuisce a diffondere la conoscenza della storia dell’aviazione comasca e italiana.
Un’interessante breve spedizione è fatta, in novembre, ai laghi alpini di Santa Giustina, presso Cles, e Resia, presso l’omonimo passo, in cima alla Val Venosta. Gli aerei utilizzati sono il Piper, condotto da Porta, che si è anche adoperato per poter operare all’interno della zona proibita P 4, entro cui si trova il Lago di Resia, e il Lake “Renegade”, pilotato da Baj.
Partecipa alla spedizione Felice Chiappa, ingegnere responsabile delle dighe della SELM, oltre che valente pilota di idrovolanti, che si è adoperato per consentire le operazioni con idrovolanti in molti bacini artificiali disseminati in tutto l’arco alpino.
Le operazioni sul Lago di Santa Giustina sono interessanti per la presenza di un’imponente diga, una delle più alte d’Europa (120 m), e per le condizioni di specchio estremo, che mettono alla prova tutta l’abilità dei piloti, ma sono estremamente scenografiche.
Le operazioni sul Lago di Resia sono invece interessanti per la presenza del famoso paese sommerso, Curon Venosta, di cui emerge dall’acqua solo il campanile della chiesa. Inoltre il lago si trova a 6000 piedi di quota, cosa che richiede particolari tecniche nello svolgimento delle operazioni.
In settembre fa scalo a Como, per una dimostrazione, il Dornier “Seastar”, un aereo anfibio di recente produzione, a scafo centrale, motorizzato con due turboelica da 650 cavalli, con capacità di carico fino a 12 passeggeri, per una dimostrazione. L’azienda costruttrice va in seguito in crisi finanziaria e gli unici aerei di questo tipo costruiti rimangono i due prototipi.
Il 1991 è un’altra annata densa di avvenimenti. Il più importante è l’inaugurazione del Caproni CA 100 I-ABOU, restituito ai cieli lariani dopo sei anni e 10.000 ore di lavoro. A realizzare la ciclopica opera di recupero e restauro, dagli ingenti costi, è Gerolamo Gavazzi, da sempre pilota idro e affezionato socio dell’Aero Club. Il Caproncino torna dunque nella sua sede “naturale”, ovvero nell’hangar dell’Idroscalo di Como, da cui questo modello di aereo è scomparso da più di due decenni.
Un resoconto delle fatiche richieste per compiere l’impresa e delle soddisfazioni che ne sono scaturite è offerta direttamente dal protagonista, nella sezione dei documenti.
In concomitanza con l’evento, Gavazzi pubblica un film e il bel libro Vecchie Ali sul Lago, ricco di suggestive immagini, che descrive l’opera di restauro dell’I-ABOU e delinea una breve storia dell’aviazione a Como.
Un’interessante impresa è compiuta con il Lake dell’Idrovoli. In aprile un produttore di filmati pubblicitari che sta girando uno spot per la Nestlé nel mare Egeo ha la necessità, per una scena, di un idrovolante. Dopo varie ricerche la richiesta giunge a Como e, per l’occasione, l’Idrovoli fa ridipingere il suo Renegade di bianco, come è richiesto dal produttore. Le riprese avvengono a Mykonos, Santorini e in altre isole delle Cicladi.
L’impresa aviatoria più rilevante dell’anno – in effetti la più complessa che viene compiuta con aerei dell’Aero Club Como – è quella che ha condotto lungo tutta la Francia meridionale, fino alle coste atlantiche, due idrovolanti, un Cessna 172, condotto da Cesare Baj e Bruno Confalonieri, e un Piper PA 18, condotto dai fratelli Gerolamo e Paolo Gavazzi. Durante il percorso gli aerei fanno scalo a Marsiglia e in varie idrosuperfici usate dai Canadair della protezione civile francese, i cui piloti hanno avuto l’estrema cortesia di fornire tutte le relative carte di avvicinamento. Si ottiene anche il permesso di fare scalo su specchi d’acqua sui quali si svolgono operazioni con idrovolanti per la prima volta.
Meta estrema del viaggio è Biscarrosse, nelle Lande, sede dell’unico museo al mondo dedicato all’aviazione idro. Il museo raccoglie molti ricordi del grandioso passato idroaviatorio francese e della Latécoère, l’azienda che aveva sede proprio a Biscarrosse.
In settembre si svolge la quarta manifestazione triennale “Morcote dall’alto”, alla quale partecipano tutti gli idrovolanti di Como.
Il 1992 è un anno importante per la promozione dell’immagine del Club in Francia. Una troupe di “France 3”, un canale nazionale francese, giunge a Como per fare un servizio sull’Aero Club Como e sull’aviazione idro, da mettere in onda nella seguitissima trasmissione Pégase, dedicata all’aviazione. Milioni di francesi verranno a sapere che a Como si può volare sugli idrovolanti.
Nel 1992 è data alle stampe dalla casa editrice New Press l’opera di Cesare Baj Il pilotaggio degli idrovolanti, che avrà un’edizione ampliata in inglese e in seguito una in francese. Essa, venduta in migliaia di copie negli Stati Uniti e in Canada, contribuirà a far conoscere l’Aero Club Como e ad affermare la competenza idrovolantistica italiana nel mondo, anche grazie alla recensione avuta sulla rivista americana “Water Flying”, organo ufficiale della Seaplane Pilots Association.
I piloti di Como vanno per una grande manifestazione aerea a Vichy, sull’Allier, nella Francia centrale, con il Lake “Renegade”. L’affluenza è grandiosa e si vola per due-tre giorni.
Si ritorna nuovamente in Francia con il Lake 250 a metà giugno, per partecipare all’ormai consueto raduno organizzato dal Museo dell’Idroaviazione di Biscarrosse. Nell’occasione viene organizzata una spedizione al vecchio Idroscalo di Hourtin, sull’omonimo lago, sede negli anni Trenta di una scuola di volo per piloti idro.
Nel 1993 i francesi invitano ancora l’Aero Club dal 12 al 14 marzo a fare esperimenti di decolli e ammaraggi a Vienne, per permettere alla società che gestisce le infrastrutture e la navigazione sul Rodano di valutare il possibile impiego di idrovolanti per operazioni di sorveglianza.
Dopo aver fatto scalo a Lione, il Lake 250 si tratterrà vari giorni a Vienne per svolgere il suo compito.
Tra i non molti eventi di quest’anno si ricorda la prima manifestazione organizzata dalla libreria aeronautica Gatti, all’Idroscalo di Milano. Da allora, tutti gli anni, la vecchia struttura viene restituita per un giorno al suo utilizzo originario. Moltissimi milanesi scoprono l’emozione del volo sull’acqua quasi in centro città.
Un’altra interessante spedizione è fatta a Passignano, sul Lago Trasimeno, antica sede di una fabbrica di idrovolanti. Nei voli di propaganda i passeggeri sono condotti sulle belle cittadine dell’area di Perugia e su Assisi.
In questo periodo si instaura l’abitudine di invitare scolaresche a visitare l’Aero Club e a familiarizzarsi con cabine di aerei e con il mondo dell’aviazione. Se ne occupa Giuseppe Lozei, pilota militare e direttore della scuola di volo di Como negli anni Sessanta, membro dell’Associazione Arma Aeronautica, che trasmette ai bimbi le emozioni e le passioni di una vita dedicata al volo.
Nel frattempo alcuni soci del Club ritengono opportuno ampliare la flotta di anfibi e promuovono l’acquisto di un Cessna 180, quadriposto da 230 cavalli. Giungerà a Como in giugno dagli Stati Uniti, ma rivelerà di avere prestazioni del tutto insufficienti. È usato poco, ma appare su tutte le televisioni nazionali, essendo il protagonista di uno spot girato a Sestri Levante. Infine è venduto a un tedesco che intende usarlo sull’isola di Favignana.
Nel corso dell’anno il tedesco Helmut Mayer, assiduo frequentatore dell’Idroscalo di Como con il suo Lake “Renegade”, compie con quello stesso aereo il giro del mondo, accompagnato da Carl Wertmüller von Elgg, di Yverdon, che pure era giunto in passato a Como con un suo Lake “Buccaneer”, accompagnato anche dalla mamma e dall’anziana nonna, tutte grandi amanti del volo.
In maggio il Lake torna a Biscarrosse, per la manifestazione, divenuta biennale.
Il 9 ottobre i Lake ammarano a Venezia davanti a piazza San Marco, sulle acque del canale della Giudecca, per l’apertura della manifestazione “Cielo e Acqua”.
Nell’ambito del ciclo delle manifestazioni in omaggio al poeta Filippo Tommaso Marinetti, sabato 26 novembre si tiene nella Sala Bianca del Casino Sociale un convegno organizzato dal Kiwanis International Europe di Como, con la collaborazione dell’Aero Club e dell’Associazione Arma Aeronautica. Presente l’aeropittore Tullio Crali. Segue una cena di impostazione futurista, un “aerobanchetto” commentato da Arturo Della Torre e accompagnato dalla lettura di testi e poesie di Marinetti.
Nel 1995, il 28 maggio, l’Aero Club è, con tutta la flotta di idrovolanti e anfibi, sul Lago di Iseo, a Lovere, e il 18 giugno a Milano, all’Idroscalo, per la consueta manifestazione. Si confermano le potenzialità dell’idrovolante per il collegamento e il turismo nella “regione dei laghi”.
Il 26 maggio 1996, in seguito al successo dell’anno precedente, si ripetono la manifestazione idrovolantistica a Lovere e la giornata di voli all’Idroscalo di Milano.
Il 15-16 luglio è organizzata la manifestazione “Sotto le ali del Catalina”, con il patrocinio del Comitato Provinciale CRI di Como. Aderiscono l’AVIS Como e l’SPT, la Società Pubblica Trasporti. Il ricavato è devoluto alla Croce Rossa Italiana. Il PBY Catalina svolge operazioni nei cieli di Como e sulla superficie ed è fatto salire sullo scivolo, dove resta per la notte. Moltissimi comaschi possono visitare l’aereo e partecipare al “Catalina Party”, con ristoro.
Nel maggio 1998 il Lake “Renegade” è usato da alcuni soci del Club, su iniziativa di Giorgio Aletti, per partecipare all’inaugurazione della “Grand Princess”, la più grande e lussuosa nave da crociera del mondo, prodotta dalla Fincantieri. Il teatro dell’operazione è Monfalcone e il Lake ammara proprio di fianco alla nave, sotto gli occhi di migliaia di autorità. Il Lake raggiunge la riva sullo scivolo che fu dei Cantieri Riuniti dell’Adriatico, la fabbrica dei famosi “Cant.”, offrendo ai piloti comaschi un’indicibile emozione.
All’inizio di giugno due equipaggi (Bianchi-Panzeri e Croserio-Fara) partecipano con gli anfibi Lake “Renegade” e “Buccaneer” al raduno di idrovolanti a Port Dienville, a sudest di Parigi.
Spettacolare parata di idrovolanti d’epoca il giorno di Ferragosto, con l’arrivo di un bimotore HU-16C “Albatross”, dall’impeccabile livrea della US NAVY, e di un De Havilland DHC2 Beaver.
Nel 1999 l’Aero Club Como consegue l’iscrizione nel Registro regionale del volontariato, sezione della Protezione Civile.
Si rinsalda anche il rapporto con l’Amministrazione Provinciale, che vede negli idrovolanti un importante strumento di promozione del territorio, oltre che un mezzo di sorveglianza.
Si consolidano le basi sviluppate con la Regione Lombardia: il porto di Cremona, inaugurato in febbraio, vede sempre più spesso l’uso dello specchio d’acqua quale idrosuperficie per l’attività degli idrovolanti di Como.
Il 29-30 maggio gli idrovolanti di Como partecipano a una manifestazione di protezione civile sul Lago di Candia, in provincia di Torino. Alcuni cani Terranova sono portati in volo ed eseguono operazioni di salvataggio di naufraghi gettandosi in acqua dall’idrovolante, ammarato nella zona del disastro simulato.
Il 14 settembre Elisa Clerici, classe 1914, sale per la prima volta su un idrovolante, condotto dal vicepresidente Oscar Barozzi. «Sono comasca. Non posso pensare di morire senza aver visto il mio lago dall’alto», è il suo commento dopo l’esperienza, mentre dichiara di essersi prenotata per un secondo volo.
In febbraio giunge all’Idroscalo Christophe Keckeis, comandante in seconda delle Forze Aeree svizzere, per imparare a pilotare gli idrovolanti. «È incredibile la sensazione di libertà che si ha nel poter ammarare e decollare in qualunque punto del lago. Voi siete un meraviglioso esempio di convivenza civile tra attività diverse: il porto, gli idrovolanti, le attività cittadine. Attribuisco ciò a una grandeur latine che distingue voi italiani, che riuscite a trovare soluzioni che altrove sarebbero impraticabili.»
Il 15 aprile i settant’anni dell’Aero Club sono ripercorsi, alla presenza di autorità e folto pubblico, dal giornalista Alberto Longatti e dall’architetto Emilio Terragni, rispettivamente figlio e nipote di due tra i fondatori del sodalizio comasco: Gino Longatti, uno dei primi presidenti, e Giuseppe Terragni, il cui progetto per l’hangar in cemento armato a struttura parabolica fu bocciato perché ritenuto “troppo estetico e poco pratico”.
Il 1° luglio l’hangar si apre al pubblico per una serata dal titolo “L’arte decolla”. Sono invitati critici di tutti i quotidiani e delle riviste specializzate.
Il 22 luglio gli idrovolanti comaschi partecipano a una manifestazione aerea organizzata a Lugano, che vede la partecipazione anche di un Canadair e delle “Breitling Eagles”.
È significativa la proposta di legge presentata dall’onorevole comasco Alessio Butti al n. 7259, il 26 luglio, volta a dichiarare l’Idroscalo di Como “aeroporto di interesse nazionale”.
Un pilota d’eccezione è a Como alcuni giorni in luglio: Maurizio Cheli, astronauta della missione STS-75 dello Shuttle della NASA. Accompagnato dalla moglie, pilota di linea, consegue l’abilitazione al volo con idrovolante, un mezzo che dichiara di apprezzare per la finezza di pilotaggio richiesta.
In estate si svolgono le manifestazioni di protezione civile “Pellicano 1” e “Pellicano 2”, a cui partecipano i volontari dell’Aero Club.
Nel corso dell’estate è organizzato un viaggio Ancona-Zara, su richiesta delle amministrazioni locali di quelle città e dell’Aero Club di Ancona. L’intento è quello di commemorare la linea esistente tra le due località negli anni Trenta, ma anche di sperimentare la possibilità di futuri trasporti tra Italia e Croazia con idrovolanti.
Il 31 agosto giunge a Como un Grumman Turbo Mallard. A bordo un giovane e facoltoso money manager di Wall Street, in luna di miele con la moglie. Alla domanda: «Perché proprio in idrovolante?», Lewis risponde: «Perché è il mezzo migliore per divertirsi e per visitare i posti più belli del mondo. L’idrovolante è avventura, ma è anche il modo più romantico di viaggiare».
Su incarico dell’Amministrazione Provinciale, l’Aero Club redige il censimento di tutte le infrastrutture aeronautiche utilizzabili per operazioni di protezione civile nelle province di Como e Lecco, un’iniziativa pilota in Italia. La manifestazione “Ikaria 2001” organizzata dall’infaticabile presidente della Lega Navale, dott. Mimmo Muscolo, vede, nel luglio di quell’anno, sul Lago di Bolsena, la partecipazione di due idrovolanti C172 e dell’anfibio PA18. L’iniziativa intende commemorare la tradizione della scuola di idrovolanti voluta dalla Regia Marina nel 1917.
Il 2001 fa registrare un evento significativo: per il 6 ottobre è organizzata una manifestazione-esercitazione di protezione civile. Questa, oltre ad aver attirato e fatto divertire un folto pubblico, ha sottolineato quanto l’idrovolante sia ideale per le operazioni di protezione civile e ha confermato la collaborazione dell’Aero Club con le istituzioni operative per il monitoraggio del territorio. Il mezzo più ammirato è il Canadair 415, che dà dimostrazioni di scooping (raccolta dell’acqua in passaggi ad alta velocità sulla superficie) e di lanci del carico d’acqua nel primo bacino del lago, dopo i quali compie impressionanti cabrate.
Set comasco per la fiction di Mediaset Per amore, con Anna Valle e Paolo Calissano, che l’8 ottobre ambienta le scene all’Idroscalo con la partecipazione di un idrovolante del Club.
La Fondazione Provinciale Comasca per il settore Ambiente e Formazione assegna all’Aero Club una somma per il progetto “In volo sul territorio”. Il progetto riguarda un’attività di protezione civile che consiste nella segnalazione di incendi e situazioni di inquinamento del territorio, soprattutto sulle acque del lago, con l’impiego di aerei del Club.
Nell’autunno del 2001 vengono ristampati tutti i numeri usciti della rivista “Il Caproncino”, che il Club aveva pubblicato negli anni 1954-1956. La lettura dei gustosi brani della pubblicazione mette in evidenza come i problemi e la vita del Club presentino aspetti del tutto ricorrenti. La flotta, i rapporti con le amministrazioni locali, i vicini circoli sportivi e le autorità aeronautiche, le possibilità di impiantare un’attività commerciale di trasporto pubblico di passeggeri, l’eliporto, la sicurezza del volo, i rapporti con la cittadinanza sono temi affrontati nelle antiche pagine de “Il Caproncino” con lo stesso interesse che quei temi suscitano anche al giorno d’oggi.
Il 2002 si apre con due eventi significativi nello stesso giorno, quello della Befana. Il primo è la presenza degli idrovolanti alla trasmissione Linea Verde, su Rai Uno, vista da 8 milioni di italiani. Un italiano su sette ha potuto vedere il Cessna sorvolare la sponda occidentale del lago in una magnifica giornata, così come ha potuto vedere quanto bello e facile sia il pilotaggio degli idrovolanti, cosa testimoniata dallo stesso Fabrizio Del Noce, a cui sono stati dati i comandi dell’aereo per qualche minuto, così come si fa nei voli di propaganda. Il secondo evento del giorno è una giornata di voli a Garda, sull’omonimo lago, ove gli idrovolanti di Como sono tornati dopo 18 anni.
Il 9 febbraio il Consiglio direttivo istituisce e presenta ai soci l’Albo d’oro dell’Aero Club Como, un’iniziativa volta a conservare la memoria di tutti coloro che, con le loro opere, il loro impegno e le loro idee hanno contribuito a tenere viva la fiamma del volo idro in Italia e hanno promosso lo sviluppo del volo sull’acqua in territorio comasco.
Il 25 febbraio, in Comune, si svolge, con una certa solennità, voluta dal vicesindaco Mascetti, la firma della convenzione sulla protezione civile tra il Comune di Como e l’Aero Club. Numerosi i giornalisti presenti, che nei giorni successivi riportano sui giornali e alla televisione locale la notizia, accompagnata da una presentazione delle funzioni che l’Aero Club ha svolto e svolgerà nel settore.
Intanto viene acquistato un ulteriore Cessna 172, la macchina che consente di promuovere la scuola di volo in Europa e l’istituzione dei corsi di volo idro avanzato. Tale programma ha il fine di far diventare l’Aero Club Como l’“Università del volo idro”.
L’attività ferve anche per quel che riguarda l’accoglienza e la promozione del volo. Tra il resto viene stipulata una convenzione con la Navigazione Lago di Como per offrire congiuntamente informazioni ai fruitori dei rispettivi servizi. Si conviene anche di apporre in tutte le biglietterie della Navigazione una locandina di promozione dell’attività dell’Aero Club Como, così come nella sede del Club è posta una locandina che promuove il battello come mezzo di scoperta delle bellezze del lago.
Un particolare accordo con il Comune e i Marinai d’Italia consente al Club di disporre dei locali al primo piano posti sul retro dell’hangar. Grazie a questo accordo il Club riacquisisce spazi che erano stati suoi molti decenni prima e può lanciare l’importante iniziativa culturale del “Centro di documentazione sul volo idro”.
Nel corso dell’estate riprendono con forza le discussioni sull’ampliamento della flotta e si manifesta da più parti l’esigenza di disporre di un aereo anfibio da quattro posti. Come sempre è avvenuto nella storia del Club, alla schiera dei sostenitori degli idrovolanti a scafo si oppone quella dei sostenitori degli idrovolanti con galleggianti. La decisione non è facile, in quanto è destinata a scontentare almeno uno dei due schieramenti. Il Consiglio direttivo, per superare la situazione di indecisione, che potrebbe anche portare a un nulla di fatto, elabora un piano per acquisire un idrovolante di un tipo e uno dell’altro. Gli aerei che garantiscono una buona potenzialità d’impiego e che nel contempo hanno costi di esercizio abbordabili sono gli anfibi Lake LA 4-200, di cui il Club ha già posseduto tre esemplari, e il Maule M 7-235, già in linea a Como negli anni Ottanta. Si valuta anche la possibilità di acquisire un più grosso Lake “Renegade” e un anfibio con galleggianti, grazie a un finanziamento, al quale molti soci si dichiarano disposti a contribuire. Così si possono fare contenti tutti, ma soprattutto si finisce per dotare il Club di una poderosa flotta, comprendente idrovolanti puri, anfibi a scafo e anfibi con galleggianti.
Una flotta del genere è dunque in grado di soddisfare in modo completo, oltre alle richieste dei soci, anche la domanda di servizi da parte di piloti stranieri, in forte crescita.
L’attività estiva del Club comprende parecchie manifestazioni e giornate di voli di propaganda. Un raid a Bolsena è fatto in un momento di pessimo tempo, tale che l’aereo dovrà essere lasciato sulla spiaggia per una settimana prima di poter rientrare.
Il 6 settembre si svolge in hangar una cerimonia in occasione dell’iscrizione nell’Albo d’Oro dell’Aero Club Como dei nomi dei benemeriti ex soci Nello Valzania, Franco Bocchietti, Vittorio Galfetti e Carlo Lucchini.
L’8 settembre il Club organizza a Luino una manifestazione aerea, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di quella località. Il Club organizza, il 25 settembre, nella sala della Biblioteca comunale, una conferenza sulle imprese di Italo Balbo, tenuta dal prof. Carlo Barbieri.
Nel 2002 esce il libro Ali sul Lario, di Baj, Cappelletti e Lucchini, che ha contribuito a mantenere viva la memoria di tutti i fatti di aviazione che hanno interessato il nostro territorio e ha costituito uno sprone per le nuove generazioni a conservare un patrimonio costato ormai quasi un secolo di fatiche, in certi momenti eroiche, a generazioni di appassionati del volo comaschi.
Il 2003 fa registrare un evento importante: l’acquisto del Lake LA 250 “Renegade” ex I-AQVA (come si scrive acqua in latino), che dopo una momentanea immatricolazione americana verrà reiscritto nel Registro italiano come I-AQUA, simile al nome precedente. L’aereo è venduto al Club dai soci che lo avevano rilevato dall’Idrovoli, societò che lo aveva acquisito nel 1987.
Il Lake si rivela l’eccellente aereo che è, malgrado debba operare nel trafficatissimo primo bacino del Lario. Negli anni successivi farà circa 300 ore all’anno senza particolari inconvenienti, consentendo importanti missioni a lungo raggio.
Baj saluta il ritorno di un anfibio a scafo al Club con la pubblicazione di un libro dedicato unicamente a questo tipo di aereo, I Lake dalla A alla Z.
Viene intanto approntato un nuovo servizio di prenotazione dei voli completamente informatico ed emesso un nuovo regolamento, che definisce meglio l’impiego degli aeromobili e semplifica il processo di autorizzazione al volo, istituzionalizzando la figura del “responsabile di linea”. Sul fronte della promozione si avviano molti rapporti con riviste straniere, che pubblicano molti articoli sul Club, e si siglano varie convenzioni con le associazioni sportive amiche, come la Canottieri Lario e il Tennis Como.
In marzo, grazie a un accordo preso con l’Amministrazione Provinciale, Assessorato al Turismo, il Club ha potuto essere presente alla Borsa Italiana del Turismo. In bella mostra i pannelli dell’Aero Club e le foto aeree del territorio, che hanno costituito un’attrazione per gli operatori turistici di tutto il mondo.
Hangar allagato in novembre, a causa della periodica esondazione del Lario, con i consueti disagi e danni.
L’Aero Club decide di incrementare le iniziative per i più piccoli e crea un corso di familiarizzazione con l’aviazione a beneficio degli alunni della classe quinta della scuola elementare Sinigaglia, che passano tre giorni in hangar a seguire corsi introduttivi e a svolgere varie attività, tra cui la costruzione di semplici modelli, che poi fanno volare all’interno dell’hangar.
Il socio Luca Solari, in estate, compie un’interessante operazione sul Lago di Lei, un bacino idroelettrico d’alta quota in una valle parallela a quella dello Spluga. Acque italiane, ma gestione svizzera, situazione che ha facilitato l’ottenimento dei permessi.
In ottobre il Club sigla una convenzione con ACSM Ambiente, che ha l’incarico della pulizia dei detriti galleggianti sulla superficie del Lario, per il loro rilevamento visuale e fotografico dall’alto.
A Natale si dà vita alla prima edizione della fortunata iniziativa “Babbo Natale Airways”, che negli anni successivi aprirà le vie dell’aria a migliaia di bambini comaschi. I voli sono effettuati anche dal molo di Sant’Agostino.
Il 17 dicembre – stesso giorno stessa ora – è organizzato un volo celebrativo di quello compiuto esattamente 100 anni prima dal “Flyer” dei fratelli Wright a Kitty Hawk. Partecipano all’iniziativa 6 idrovolanti e 17 persone, tra piloti e passeggeri. Per l’occasione è prodotta una medaglietta, che è consegnata a ogni partecipante.
Nel febbraio 2004 torna a Como, dopo essere stato prestato al Museo dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, il Caproni I-ABOU. Il proprietario, Gerolamo Gavazzi, dà inizio a un periodo di voli per i piloti del Club e per il pubblico. In questo modo decine di persone possono provare l’emozione di pilotare o volare su un rarissimo aereo d’epoca, il più antico idrovolante del mondo in condizioni di volo.
Nel frattempo è stato acquistato un eccellente Maule M7, che viene portato dalla Georgia fino in Canada, ove vengono installati i galleggianti anfibi. L’aereo verrà portato poi in Europa in luglio, lungo la rotta che tocca l’Isola di Baffin, la Groenlandia, le Farøer e la Scozia, da Roberto Ruberto.
In febbraio viene inventata l’iniziativa dei “Voli di San Valentino”, a beneficio degli innamorati. Molte coppie aderiscono e celebrano il loro amore con un romantico volo sul Lario. Viene anche siglata una convenzione con il Comune di Garlate per favorire le visite in idrovolante alla bella cittadina del Lecchese e al Museo della Seta.
In marzo i dirigenti provinciali e una commissione ministeriale vengono portati con 4 idrovolanti a Dervio, a ispezionare lo storico battello “Patria”, di cui sono previsti l’acquisizione e il successivo restauro da parte dell’Amministrazione Provinciale.
Con il Lake ormai stabilmente in linea, Baj e Schettino vanno negli Stati Uniti per partecipare al raduno annuale del “Lake Amphibian Flyers Club”, l’associazione che riunisce proprietari e piloti di Lake. Qui conoscono i principali personaggi dell’universo dei Lake, tra cui uno dei progettisti, Herb Lindblad e qui fanno conoscere a questo bel mondo l’esistenza di una colonia di Lake in Europa, sul Lago di Como, ove dal 1973 hanno operato molti Lake 200 e 250.
Prima di partecipare al raduno, i due piloti comaschi volano per una settimana, alle Bahamas, con l’amico e socio Tommy Frist e il suo Lake “Renegade”, effettuando operazioni in acqua e aeroporti in quasi tutte le isole.
A metà 2004 entra in vigore la nuova legge sull’impiego delle idrosuperfici, che stabilisce che non è necessaria alcuna autorizzazione per operare con un idrovolante sulle idrosuperfici occasionali. Giunge così al termine il processo di liberalizzazione delle acque al volo idro per cui il Club si è battuto nei decenni precedenti.
Bella l’operazione organizzata dall’Aero Club di Mâcon, in Francia, sulla Saône, per commemorare le operazioni dell’Imperial Airways, i cui Short S 23 facevano tappa sul fiume negli anni Trenta, in rotta per l’Oriente. Del pubblico di 25.000 persone accorse a vedere gli idrovolanti, le due macchine del Club – il Lake e il Piper – ne hanno portate in volo circa 200 in un giorno e mezzo.
Un’altra interessante gita ha per meta il Lago di Mercatale, raggiunto con quattro idrovolanti. Nella bella cittadina delle Marche alcune centinaia di persone sono portate in volo.
Un’altra gità viene compiuta sul Lago di Bolsena, mentre i giovani piloti, in estate, ne organizzano una sul Lago d’Idro.
Intanto il Dornier 24 di Iren Dornier fa visita a Como.
In autunno Baj lancia l’iniziativa del “Coordinamento tra le associazioni sportive storiche comasche”, che rinsalda i rapporti tra Aero Club Como, Yacht Club, Circolo Vela Como, Motonautica Italiana Lario, Canottieri Lario, Tennis Como e Como Nuoto. L’iniziativa, tra l’altro, si propone di sollecitare interventi pubblici di riqualificazione delle aree a lago, in cui le associazioni hanno le loro sedi, tutte di proprietà comunale.
Nell’autunno 2005 si ha la fortuna di essere chiamati dall’agenzia dell’Amaro Montenegro per girare il nuovo spot. L’operazione, che si svolge sulle coste selvagge della Sardegna sudoccidentale, farà negli anni successivi un’enorme promozione del volo idro. Molti giungono a Como e chiedono di fare un giro in idrovolante dopo aver visto lo spot.
Grande successo anche per l’iniziativa organizzata con la Swatch, per il lancio di un nuovo orologio Hamilton. L’idroscalo è invaso per un giorno dai 120 rappresentanti italiani della casa svizzera e dai loro dirigenti, in un ambiente tutto speciale creato dall’agenzia specializzata che ha organizzato l’evento. Tutti i partecipanti sono stati portati in volo.
Un’operazione particolare è compiuta in Bulgaria, con il Maule, dal consigliere Antonio Carati e da Paolo Zambra. L’anfibio è stato richiesto per girare le scene di un film francese su un lago in una regione di montagna sperduta, alla quota di 5000 piedi. Il Club, grazie a operazioni di questo tipo, promuove la cultura del volo idro e permette ai piloti di acquisire esperienze professionali di alto livello.
In autunno è organizzato un volo postale commemorativo di quello del 1925, da Como a Bellagio.
Nel 2006 entra in linea, dopo 10 anni di permanenza in hangar, il Cessna 305, noto anche con la sua denominazione militare L-19 “Birddog”. L’aereo è stato infatti ceduto al Club dall’Aero Club d’Italia, che lo aveva in giacenza in hangar. Non facili la certificazione e la messa in funzione, ma magnifico il risultato. L’aereo è di interesse storico, ma molto gradevole da pilotare e di elevate prestazioni, diventando così il preferito da molti soci.
Operazioni compiute a Malta, sul Lago di Volano, sul Lago di Levico e a Biscarrosse, in Francia, in occasione della consueta manifestazione all’antico idroscalo della Latécoère.
Avventuroso il viaggio del Cessna idrovolante, condotto da Baj e Schettino in una condizione di forte Mistral, con sosta all’idroscalo di Berre (Marsiglia), sia all’andata sia al ritorno, con un vento di 40 nodi. Lo stesso forte vento ha costretto l’equipaggio, all’andata, tra Marsiglia e Albi, a combattere con un vento contrario che faceva registrare ground speed anche di 27 nodi. Moltissime le persone condotte in volo durante la manifestazione.
Un’altra bella operazione è stata compiuta a Evian, con 4 aerei: Lake, Piper, Cessna 172, Cessna L-19. Di notte gli anfibi all’aeroporto di Annemasse; gli idrovolanti alla boa sulle acque del Lemano, di fronte alla bella cittadina francese.
Giunge poi il momento di andare a St. Wolfgang, sul Wolfgangsee, vicino a Salisburgo. Il pittoresco laghetto è uno dei famosi specchi d’acqua del Salzkammergut, una magnifica regione di acque, picchi alpini, paesini dalle suggestive architetture tradizionali austriache. Aerei partecipanti: il Lake, l’L19 e il Piper. Interessante la visita all’“Hangar 7” della Red Bull.
L’impresa più curiosa dell’estate è un viaggio di Baj e Schettino a Formentera. Il socio Roberto Adago, titolare della casa di mode “Baci & Abbracci”, ha un caicco a due alberi che solca le acque di Formentera a scopo pubblicitario. Ha piacere di fotografarlo vicino a un nostro idrovolante presso una spiaggia di Formentera.
Nel corso dell’estate l’hangar è usato per varie manifestazioni: dopo il pranzo di nozze di due soci del Club, l’hangar ospita una mostra di quadri, raduni di auto d’epoca, la pazza Notte Bianca, un raffinato spettacolo dell’Autunno Musicale, con un concerto finale “per motori d’aereo”, in perfetto stile futurista, e infine la cena ufficiale del ventennale dell’Elisoccorso. Sempre più enti e associazioni trovano nell’hangar una struttura inusuale, ma evocativa e adatta per ambientare eventi.
Nel 2006 si lancia l’iniziativa del “Volo di prova”, un volo offerto a fronte di un contributo nominale che il richiedente fa seduto al posto di pilotaggio, con un istruttore a fianco. Notevoli saranno i frutti negli anni a venire, dato che molti, dopo l’esperienza, si decidono a iscriversi al corso di pilotaggio.
Il 2007 vede l’ingresso in linea del Maule M7 I-WAVE, in sostituzione dell’I-SEAP.
In primavera si registra la visita del Gen. Camporini, comasco, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare. Ricevimento in Comune, alla presenza del Prefetto, e visita con ampi momenti conviviali e di scambio di opinioni in hangar. Presente in forze l’Associazione Arma Aeronautica.
I presidenti dell’Aero Club (Baj), dello Yacht Club (Gè) e della Canottieri (Molteni) indicono una conferenza stampa per proporre una serie di interventi di riqualificazione nell’area a lago.
Varie le gite nel periodo estivo, in particolare a Venezia, a Ronchi dei Legionari, al Lago Trasimeno, a Goro e sul Lago delle Nazioni, a Lutry, sul Lago Lemano, sul Wolfgangsee, in Austria, sul Brinzersee, in Svizzera, e a Orbetello.
Una specialissima operazione è compiuta da Baj, con un Lake “Buccaneer” che deve essere consegnato al proprietario, dopo un periodo di permanenza dell’aereo nell’hangar di Como. Destinazione: il Montenegro, un interessante Paese recentemente resosi indipendente dalla Serbia, composto da una bella area mediterranea, da selvagge catene montuose, dal più esteso fiordo europeo, quello di Cattaro, e dal grandissimo Lago di Scutari. Le operazioni di Baj sul Lago di Scutari sono le prime di un idrovolante nella storia del Montenegro.
L’L-19 è richiesto per una festa celebrativa della storia idroaviatoria di Antibes e resterà esposto nella città costiera francese per quasi una settimana.
In agosto si procede all’acquisto del Cessna 172 XP, che entrerà poi in linea nel 2008. L’aereo è trovato nell’Idaho, ma il commando di comaschi che lo va a ispezionare gira per l’intero Far West americano, giungendo a visitare, oltre a Kenmore Air Harbor, l’Evergreen Aviation Museum di McMinnville, nell’Oregon, museo in cui è conservato il gigantesco Spruce Goose di Howard Houghes, per raggiungere infine Minneapolis e la Wipaire, ove è organizzato l’acquisto dei galleggianti anfibi dell’XP.
In novembre il Cessna L-19 viene portato sul Lago di Bracciano per girare il film L’Aviatore, che verrà diffuso sulle reti Mediaset. La storia, vera, è quella di un aviatore italiano che durante l’occupazione tedesca riesce a far fuggire sul suo idrovolante un ebreo ricercato. Il Cessna è trasformato nell’originale aereo I-ANFI usato per l’impresa.
Il Club, in collaborazione con la LIPU, Lega Italiana Protezione Uccelli, produce un pieghevole informativo sull’avifauna dell’area dell’Idroscalo.
L’hangar ospita anche un raduno di Harley Davidson.
Interessante la gita a Portofino di Della Rosa e Baj.
Il fatto più importante del 2008 è il definitivo riconoscimento dello status dell’Idroscalo di Como quale proprietà del Demanio Aeronautico Civile. Ciò assicura che la giurisdizione sull’Idroscalo sarà sempre di ENAC e non di eventuali enti diversi, che non hanno competenze in fatto di aviazione.
Nel 2008 si registra l’uscita dalla linea di volo del Maule M7 e l’ingresso del Cessna XP, su cui sono installati i galleggianti anfibi Wipline 2350.
Contemporaneamente è acquistato il quarto Cessna 172, immatricolato negli USA come N172AN, aereo che completa la flotta scolastica e che entra in linea di volo in autunno.
Il Club decide poi di sostituire il Maule con un aereo di stazza maggiore, un Cessna 206. In agosto ne viene trovato uno in eccellenti condizioni, a Minneapolis, alla Wipaire, dove viene fatta fare una revisione generale. L’aereo è acquistato anfibio, ma viene dotato anche di galleggianti idro, per poterlo usare nelle due configurazioni nei diversi momenti dell’anno. Il 2008 si chiude positivamente come numero di ore volate, ma fa registrare l’uscita dalla linea di volo del Piper I-BUFF.
Un Piper PA 18 in sostituzione è immediatamente acquistato in Francia. Si tratta di una macchina con pochissime ore, proprietà di un corridore di Formula Uno.
Dunque nel 2008, per necessità o per scelta, il Club acquista ben tre idrovolanti e si trova casualmente a revisionare i motori di tutti gli aerei in linea, la cui scadenza calendariale si è curiosamente sincronizzata. È questo quindi un periodo di notevole impegno economico, ma che fa trovare il Club con una flotta completa come mai lo è stata e rimessa a nuovo.
Per quanto riguarda le infrastrutture, viene rifatto il pavimento dell’hangar, rifatto il muro a est, gli scarichi e le guide del portone.
Una gita degna di nota è compiuta da Schettino all’aeroporto di alta quota di Dobbiaco, in Val Pusteria. Interessante la missione compiuta a Cameri dal socio Tramalloni, che con l’L-19 ha compiuto una serie di voli e manovre atti al collaudo di un nuovo radar, servizio richiesto da un’importante industria aeronautica.
Da segnalare la bella operazione organizzata dal socio Bobo Cambiaghi, che ha fatto volare i ragazzi e le ragazze dell’associazione “Magica Cleme”, che collabora con l’Ospedale San Gerardo di Monza, offrendo a tutti i bambini in cura al reparto di “emato-oncologia pediatrica” e alle loro famiglie intrattenimento al di fuori delle mura ospedaliere.
Il 20 settembre i Lions Club della Regio Insubrica organizzano a Brissago, parte svizzera del Verbano, l’interessante convegno “Insubria: un futuro dai laghi”. Il presidente Baj ha presentato una relazione sulle potenzialità del volo idro nella nostra regione, mettendo a disposizione dell’intera comunità insubrica l’ottantennale esperienza di gestione di un idroscalo e di un’attività con idrovolanti dell’Aero Club Como. A Brissago sono stati portati tre aerei, due Cessna 172 e l’L-19, effettuando un particolarissimo volo internazionale.
Giunge nel frattempo a Como il Lake “Turbo Renegade” acquistato dai soci e consiglieri Mario Pittorelli e Antonio Carati, portato dallo stesso Carati attraverso l’Atlantico, accompagnato dall’amico e socio straniero del Club Tommy Frist.
Idrovolanti del Club partecipano a manifestazioni a Comabbio, Sarnico, Lecco, Abbadia Lariana, Luino, Menaggio e Garlate. Come ogni anno, vari equipaggi operano sul Wolfgangsee, in Austria, a Lutry, sul Lemano, e a Biscarrosse, in Francia.
A quest’ultima manifestazione il Club partecipa con tre idrovolanti: il Lake, il Piper e un Cessna 172.
All’inizio del 2009 il Cessna 206 viene trasferito, attraverso le Azzorre, in Europa. Un inconveniente costringe l’equipaggio a una sosta forzata a Ibiza, ma infine l’aereo termina la sua odissea a Como e dal mese di marzo è in linea di volo.
Il Club giunge così a possedere una flotta composta da 4 Cessna 172 idro, un Cessna 172 XP anfibio, un Cessna 206 anfibio, un Lake LA 250, un Piper PA 18 anfibio, un Cessna L 19 idro, oltre al Macchi MB 308 da restaurare. Non è la flotta più consistente, né quella fatta dagli idrovolanti più grandi, ma è la flotta più varia e completa al mondo a disposizione di un pilota idro, comprendente anche – caso unico – un anfibio a scafo.
Ai primi di maggio il 206 compie la sua prima missione lontano dalle rive lariane, accompagnato dal Lake. I due aerei trasportano due speciali vasche ossigenate, contenenti migliaia di avannotti, da Como al Lago di Montedoglio, alle sorgenti del Tevere, sui monti dell’Aretino. L’operazione è organizzata dalle amministrazioni pubbliche di Como e Arezzo, con la partecipazione di alcune associazioni di pescatori.
I piloti comaschi, accompagnati da alcuni funzionari, compiono così un’operazione interessante e utile su un lago di cui non avevano mai nemmeno sentito parlare, ma che si rivela molto interessante come meta di escursioni. Facile da un punto di vista del pilotaggio, si trova a circa due ore di volo da Como e in un’area di alto interesse turistico ed enogastronomico.
Pochi giorni dopo questa operazione il Cessna 206, con il suo fratellino minore XP, sono protagonisti di una spedizione in Sardegna, a Sant’Antioco, nel Sulcis.
Il 2 giugno gli stessi due aerei si trasferiscono a Malgrate per partecipare a un’importante sagra e in seguito compiono un’articolata operazione nelle acque dell’alto Tirreno, che vede un idrovolante tornare, dopo 26 anni, all’Idroscalo di Cadimare.
Nel settembre 2009 il Club decide di acquistare un Lake “Buccaneer” e lo trova in versione EP, in Germania. L’aereo è molto ben strumentato e poco rumoroso, grazie all’elica tripala.
Nell’estate del 2009 il Club aderisce al comitato costituito per celebrare il centenario del volo idro.
Il primo idrovolante della storia volò il 28 marzo 1910 a Martigues, vicino a Marsiglia, costruito e condotto
dal francese Henri Fabre. Lo stesso giorno, nel 2010, sono organizzati festeggiamenti e il volo della replica
della macchina originale, realizzata con materiali moderni. Promotori dell’iniziativa sono Bernard Daurat, del Musée de l’Hydraviation di Biscarrosse, Frédéric Perez, Frédéric Peyruchat e Laurent Delmas, con il sostegno di molti enti e personaggi dell’aviazione, tra cui il collaudatore André Turcat, che aveva conseguito a Como l’abilitazione idro.
Dopo un secolo di volo idro nel mondo e sul Lario, l’Aero Club Como si conferma quale struttura capace di offrire servizi incomparabili alla comunità mondiale dei piloti e alla comunità locale.

     
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