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Aero Club Como
Associazione sportiva dilettantistica
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 [---- SOLO TESTO - Sito in allestimento ----]

 

Nasce l'Aero Club Como
  

Nei giorni 20, 21 e 22 settembre 1929 è organizzata una manifestazione volta a sensibilizzare la popolazione sulla necessità di dare vita a un aero club locale, nonché a reperire i primi finanziamenti. L’evento, durante il quale sono condotte in volo moltissime persone, ha un grande successo.

 

Dopo la costituzione dell’aviazione militare in arma indipendente (28 marzo 1923) e la nomina a sottosegretario per l’Aeronautica di Italo Balbo (6 novembre 1926 ), viene affrontato gradualmente il problema dello sviluppo di ogni attività aeronautica (militare, civile e turistica). Uno dei traguardi perseguiti da Balbo è quello di creare un’organizzazione per una larga diffusione del turismo aereo, tendente a favorire lo sviluppo di una mentalità aeronautica e integrando l’aviazione militare con quella civile.
È un periodo in cui appartenere alla Regia Aeronautica, o semplicemente avere qualche familiare in essa, è considerato un autentico onore e un ambìto traguardo. Nell’estate del 1929, presso gli Aero Club in attività, vengono costituite le cosiddette “Squadriglie da Turismo Aereo”, che contribuiscono all’allenamento della riserva aeronautica.
Anche Como da parecchio tempo desidera avere un proprio Aero Club. Di appassionati e di aviatori ve ne sono molti e la campagna promozionale del Reale Aero Club d’Italia rappresenta l’occasione propizia. Vittorio Bonomi, Arturo Stucchi, Piero Ponci, Giuseppe Terragni, Gino Longatti, Luigi Brenna, Ettore Rossi, Emilio Taroni, Mario Galliani, Antonio Reali, Giovanni Totti, Guido Keerl, Renzo De Angelis e altri appassionati del volo danno vita, nei primi mesi del 1930, all’Aero Club Como, intitolandolo a Giuseppe Ghislanzoni, pilota di Calco caduto in combattimento durante la Prima guerra mondiale.
Il 1o aprile è convocata la riunione del direttivo, in cui il cav. Bonomi presenta il programma di attività per l’intero anno e viene fissato il giorno della solenne inaugurazione del gagliardetto: il 6 aprile. È anche stabilito che i piloti in congedo della provincia che desiderino allenarsi presso la Squadriglia da Turismo Aereo debbano farsi soci dell’Aero Club.
Sono molte le personalità che il 6 aprile giungono a Como per vedere la nascita ufficiale del nuovo Aero Club: il generale Bosio, comandante della prima Zona Aerea Territoriale, il generale Manni, capo di Stato Maggiore, il colonnello Liotta, commissario straordinario dell’Aero Club d’Italia, il comandante Giberti, il capitano Gaeta e S.E. Riccardi, segretario dell’Aeronautica, a cui spetta l’onore di inaugurare il gagliardetto. Finita la cerimonia, gli aviatori comaschi si recano a Olgiate Calco per far visita alla famiglia Ghislanzoni.
Intanto, fondato l’Aero Club, bisogna pensare a un ricovero per gli aerei. Il 18 settembre il Comune di Como, attraverso l’interessamento del podestà, ing. Negretti, concede il terreno per la costruzione dell’hangar. Si può così dare il via ai lavori. Nel fervore delle attività attorno all’hangar in costruzione e nell’interesse di propagandare la novità ai comaschi, si decide di chiamare a Como un Macchi M 18 per effettuare, il 28 settembre, voli turistici sul lago. Gradita sorpresa: in luogo dell’M 18, giunge un più grande Macchi M 24bis, con cabina passeggeri chiusa, in grado di trasportare fino a nove passeggeri, pilotato da Romeo Sartori.
Così, grazie alla bellissima giornata, un gran numero di persone può provare l’emozione del volo.
Quanto alla sistemazione degli aerei, sul tavolo ci sono varie proposte, tra cui quella dell’architetto Terragni, e infine viene scelto il progetto dell’ing. Carlo Ponci, una struttura di 32 m di lato in grado di accogliere la squadriglia militare e altri aerei da turismo.
L’Aero Club ha inizialmente sede presso i locali della Motonautica.
Il preventivo dei lavori parte da un minimo di 300.000 lire, ma come accontentarsi di raffazzonare costruzioni vecchie in una zona dove il moderno, il razionale trionfano? Il costo dell’edificio lievita di conseguenza, raggiungendo la cifra di circa 400.000 lire, ragion per cui viene chiesto anche alla generosa popolazione comasca di contribuire con una sottoscrizione. Sono numerosi i cittadini che offrono denaro per l’Aero Club; Noseda, Stucchi, Pessina, Longatti e Taroni sono solo alcuni nomi tra i tanti. Industrie, banche e l’Amministrazione provinciale fanno a gara a chi dona di più. Persino il podestà, ing. Negretti, offre 5000 lire. Il 5 agosto sono già state raccolte ben 220.231 lire.
Un modo per far conoscere l’attività dell’Aero Club e per raccogliere un po’ di denaro per i lavori dell’hangar è quello di proporre voli panoramici. “Il lago in settembre è affascinante; perché non fare un giro in battello? Già, ma se si può provare il brivido del volo tanto meglio!”; questo è quanto devono aver pensato le persone che il 20 settembre hanno avuto il privilegio di visitare Villa Carlotta giungendo in volo da Como (Villa Olmo) a Tremezzo con un apparecchio Macchi M 27.
Quel giorno l’aereo fa numerosi voli per un tempo complessivo di tre ore di volo.

     
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