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Aero Club Como
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Amici che ci scrivono

 

Raccogliamo qui messaggi, commenti, proposte, inviti, cartoline, auguri

che giungono all'Aero Club da soci, amici, simpatizzanti.

 

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I resti di un Catalina a Diego Garcia

La storia del Catalina è illustrata in un cartello arrugginito.

Ci segnalano i resti un Catalina suyll/Isola di Diego Garcia, nell/Oceano Indiano, distrutto nel 1944 da un uragano.

Non sarà facile avere occasione di vederlo, dato che l'isola è un'importantissima base militare americana.

Come per molti atolli, la laguna interna è ideale per l'ammaraggio degli idrovolanti.

 

La grande base militare di Diego Garcia. L'aeroporto ne occupa una buona parte.

 

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Il progetto “Clipper Spirit”

 

L'amico Len Curreri ci invia informazioni su questo interessante progetto, che sta personalmente seguendo.

 

 

Per informazioni clicca sull'immagine.

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Un "Lake" cinese

Il Seagull.

 

 Sembra un Lake e probabilmente è stato ben copiato dal Lake questo "Seagull" cinese.

Per avere maggiori informazioni CLICCA QUI.

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Aviazione e idrovolanti a Stresa

E' l'8 settembre 1912 e Stresa è sorvolata per la prima volta da un aeroplano: è il pilota svizzero Renato Grandjean che su un idrovolante tipo "Borel" esegue evoluzioni sulla città ed intorno alle Isole Borromee.

In precedenza Stresa è stata sede di una stazione di controllo per il raid aereo battezzato "Traversata delle Alpi" sul percorso Briga-Domodossola-Milano, impresa aviatoria compiuta il 27 ottobre 1910 dal pilota peruviano Geo Chavez poi precipitato con il suo apparecchio a Domodossola e deceduto quattro giorni dopo per le gravi ferite riportate. La bellezza dei luoghi e l'interesse turistico delle località che si affacciano sul Lago Maggiore portano un numero sempre maggiore di piloti a sorvolarli offrendo,a pagamento, la possibilità a molti passeggeri di poter ammirare dall'alto Stresa e le sue famose Isole. All'inizio degli anni '20 il pilota Fedele Azari, nativo di Pallanza, organizza, ad esempio, dei voli di propaganda impiegando dirigibili con orchestrina e servizio ristorante a bordo per i passeggeri mentre a Stresa si insediano le prime compagnie aeree.

Viene infatti realizzato, in località Lido, un idroscalo con annesso un hangar per il ricovero e la riparazione degli idrovolanti della Società Anonima Imprese Aeree Milano (S.A.I.A.M.) e della Società Incremento Turismo Aereo (S.I.T.A.R.). Quest'utilma società, a partire dal 10 maggio 1931, inaugura una linea aerea regolare sul percorso Stresa - Varese (idroscalo della Schiranna) - Stresa, tratta che dal 15 luglio al 15 settembre diviene a cadenza trisettimanale utilizzando un idrovolante Macchi M24 capace di trasportare sei passeggeri oltre al pilota (il prezzo del biglietto di andata e ritorno è di lire 100). Oltre agli aeroplani di queste società Stresa è sorvolata da velivoli militari provenienti dai vicini campi di aviazione di Cameri, Lonate Pozzolo, Cascina Malpensa e quelli decollati dagli idroscali di S.Anna (Sesto Calende) e di Ternate-Varano.
Non mancano poi gli apparecchi provati in volo dai collaudatori delle ditte S.I.A.I. Marchetti, Macchi e Caproni e dei vicini Aereo Club.

Negli anni '20 e '30 a Stresa e nelle acque antistanti si svolgono delle gare aviatorie con ammaraggi anche di alianti anfibi lanciatisi dalle cime del Mottarone de dal Campo dei Fiori.
Il 9 aprile 1935 Stresa è sede della Conferenza Italo-Francese-Inglese, l'allora capo del governo di Benito Mussolini vi giunge con il suo idrovolante trimotoretipo "Savoia Marchetti" S.66 con il quale era decollato alcuni minuti prima dall'idroscalo della S.I.A.I. di S.Anna. Nel 1938 sono poi "girate" alcune scene del film "Luciano Serra pilota" del regista Alessandrini con Amedeo Nazari fra gli interpreti principali.

Sono trascorsi oltre ottant'anni dai primi voli di aeroplani su Stresa e le sue isole ma il fascino che esercitavano questi luoghi li fanno preferire ancora come mete per i voli di propaganda, turismo aereo e "battesimi dell'aria" tanto da essere sorvolati ogni anno, da diverse centinaia di persone che scoprono sia la bellezza del volo, sia quelle di una delle più note località turistiche italiane.

                                                                                                                                Alberto Grappa

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A testimoniare il passato aviatorio di Stresa rimane oggi, oltre al ricordo delle numerose operazioni effettuate dall'Aero Club Como negli anni Ottanta, il bar ristorante L'IDROVOLANTE situato alla partenza della Funivia del Mottarone, accanto all'imbarco per le Isole Borromee. Più che un bar o ristorante, è un luogo d'incontro e di agregazione di anime in pena amorevolmente accolte, rifocillate e consolate dal MITICO Angelino Garavaglia e dai suoi boys & girls.
Informazioni:

http://www.lidrovolante.com

 

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Un'immagine inedita del nostro Macchi I-EMAM

 

L'Ing. Longoni, di Venegono, ci manda questa bella immagine del nostro “Macchino” MB-308 I-EMAM.

Particolarmente gradita ora che stiamo restaurando l'I-CARE, dello stesso tipo.

Si noti davanti alla porta del pilota il tubo di Venturi, che genera la depressione necessaria per far funzionare gli strumenti giroscopici (oggi sostituito dalla pompa a vuoto elettrica).

 

 

Il Macchi in un'immagine inedita degli anni Sessanta.

 

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Donazione

 

Piccolo, ma bello questo dono al Club fatto da un socio francese anonimo.

Evoca una giornata di voli con idrovolanti nella Borgogna, in ìFrancia, sul piccolo lago di Montchanin, l'8 luglio 1930, 80 anni fa. Dunque pochi mesi dopo la nscita del nostro aero club.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'ultimo bollettino della SPAA
 

L'associazione degli amici piloti idro australiani ci invia la sua ultima pubblicazione.

 

Clicca sull'immagine per leggere il bollettino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Intanto pubblichiamo l'immagine della bella livrea del Lake Buccaneer dell'australiano John Daley.

 

“Nose art” perfettamente adatta a un Lake.

 

 

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Non c'è bisogno di inservienti

Non serve nessuno per togliere i tacchi prima della partenza se si ha un fedele amico che lo fa... e che non rischia nemmeno di avvicinarsi al disco dell'elica.

 

 

 

 

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 Un'idea per un nuovo anfibio

 

Ci segnalano questo progetto. Chi volesse saperne di più può visitare il sito

http://www.privateerindustries.com/

 

Il Privateer.

The Privateer is a New and Very exciting Amphibian design that has been developed by the combined efforts of John A. Meekins and William “Bill” Husa.
   John is an accomplished aviator and entrepreneur who’s dream was to improve water flying safety. Our engineer, Bill Husa, is a very accomplished professional Aircraft Engineer with a heavy composite background and has been involved with many successful “Kit Plane Designs” such as the “Glassair.”
   As we infer above, this innovative design was developed to be the safest design possible for Water and Land Operations. We have placed the center of gravity as low as possible thus minimizing the chance of flipping over in rough water. This design allows for the aircraft to land like a “Tail Dragger” in the water and on the tricycle gear on land. Because we use “Carbon Fiber” construction, the aircraft cannot corrode and is so light that the 600 HP Walter Turbine Engine will take the performance to heights not seen by previous designs.
   Our Floats have been engineered and built to survive the submerged “Log Strike,” a requirement set by the FAA. Construction is simple which will make this plane very maintenance friendly.
   The roomy 6 place cabin (1 Pilot & 5 Passengers) will have a 3 place bench seat across the back of the cabin. Future variants of the Privateer will carry 10 or more passengers.
   The Privateer’s cockpit will be very simple and easy for any pilot to get in and fly. The aircraft will weigh less than 3,600 lbs. and have a planned range of 1,000 miles at Max Gross Weight, and with all of the seats full!
   The Ducted Fan design around the Propeller will increase efficiency and make the already Quiet Turbine Engine even quieter. Our goal after safety is to be environmentally friendly to both wildlife and neighboring communities.
   Since General Electric has purchased Walter Engines, service & support will be a non issue.
   As the Privateer prototype is nearing completion, we expect to be flying within the next 12 months. This is a very exciting project and we are confident that this aircraft will meet or exceed our design goals.

 

 

Performance

Maximum Cruise Speed  Sea Level  195 knots  - 15,000 ft  215 knots
Service Ceiling:  Estimated  - 25.000 ft
Rate of Climb:  Sea Level  - 2.100 fpm

 

Range Performance

VFR Range with max Fuel & Passenger Load: Goal is 1,000 mi. however actual range will depend on final fuel tank configuration. Note: We do not trade off fuel load for passengers

Takeoff & Landing Performance
T/O Distance at Max Takeoff Weight: (5,600 #) Water: Estimated - 1,200 ft. (calculated number actually shorter) - Land: Ground roll - 960 ft.
50’ Obstacle - 1,300 ft.

 

Weights
Empty Weight:  3,600 pounds (prototype – production will be lighter)
Gross Weight:  5,600 pounds
Useful Load:  2,000 pounds
Wing Loading:  19.8 psf

External Aircraft Dimensions
Height on Wheels:  12.3 feet
Length – Nose to Tail:  43.0 feet
Wing Span:  42.9 feet

Internal Cabin Dimensions
Internal Length from nose bulkhead to aft cabin:  13.2 feet
Cabin Height:  4.4 feet (net internal)
Cabin width at shoulder height while seated:  4.1 feet (net internal)

Seating
Typical Crew:  1 Pilot
Passengers:  Five to six (aft seat is bench – might hold three across) 

NOTE: All numbers are computed performance numbers and will be verified during actual Flight Testing

 

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Un idrovolante Gabardini a Volandia 

 

Al nuovo museo che si trova a Malpensa è presente un idrovolante Gabardini, qui sotto ritratto nella sua ambientazione.

 

 

 

 

 Riportiamo qui sotto il comunicato stampa relativo all'inaugurazione del museo, avvenuta l'8 maggio.


 

L'idrovolante Gabardini ai tempi della sua costruzione.

Si è inaugurato sabato 8 maggio il Parco e Museo del Volo Volandia Malpensa, tra i più grandi del mondo, a due passi dall'aeroporto di Milano Malpensa.
Negli storici hangar delle ex-Officine Aeronautiche Caproni, Marco Reguzzoni, Presidente di Fondazione Museo dell'Aeronautica, ha espresso tutto l'orgoglio verso il progetto di Volandia, Museo e Parco del Volo che può vantare tre particolarità quali l'architettura in stile liberty, la vicinanza ad una azienda di importanza internazionale quale AgustaWestland e la contiguità con l'aeroporto intercontinentale di Milano Malpensa.
L'Avv. Claudio Tovaglieri, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione, ha inoltre annunciato la volontà di allestire a Volandia una ulteriore sezione dedicata al trasporto aereo, rappresentato in origine dal DC3, primo aereo da trasporto di merci e persone che ha volato sull'aeroporto di Malpensa.
L'Avv. Giuseppe Bonomi, Presidente di SEA Aeroporti di Milano, ha sottolineato come l'apertura del Parco e Museo del Volo aggiunga un tassello importante alla crescita del vicino aeroporto, che sta raggiungendo importanti risultati ed è destinato a diventare l'hub più grande del sud Europa.

Giuseppe Gabardini

L'Ing. Giorgio Brazzelli, Presidente di Alenia Aermacchi, ha ricordato che la nascita dell'aviazione italiana è riconducibile proprio ai luoghi dove sorge oggi Volandia, brughiera dove nel lontano 1910 volò per la prima volta il Caproni Ca.1. Con l'apertura di Volandia si celebra quindi un Museo che è doverosamente sorto nella Provincia con le Ali.
L'Ing. Giuseppe Orsi, CEO di AgustaWestland, ha ringraziato il Presidente di Fondazione Museo dell'Aeronautica per la determinazione con la quale ha dato vita al progetto di Volandia e ha inoltre ricordato che AgustaWestland è stata e sarà presente al fianco di Volandia.
Infine il Presidente della Provincia di Varese, Ing. D. Galli, ha ringraziato le maestranze di ieri e di oggi che lavorano nel settore aeronautico della Provincia con le Ali e che costituiscono oggi l'Associazione Amici di Volandia, grazie alla quale il Parco e Museo del Volo può costantemente crescere.
Oltre a tutte le autorità e istituzioni del territorio, ai soci fondatori e ai partner che sostengono la Fondazione Museo dell'Aeronautica, ente che gestisce Volandia, in platea anche il centenario Romano Cingolani, generale che pilotò l'S. 79.

 

 

 

 

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 Antonio Paradiso

Un allievo-pilota ci scrive...

 

Buongiorno a tutti,

 

 

era agosto 2009 quando ho deciso di venire a Como per visitare l' aero club di cui avevo sentito parlare. La motivazione che mi ha portato a farlo è la malattia - come scrive Richard Bach - che mi ha colto sin da bambino : "l' aerite" !!  Subito ho capito e deciso che era un percorso che dovevo e volevo fare.

 

    A ottobre dello stesso anno è cominciato il corso teorico per conseguire la licenza di pilota privato e mi sono iscritto all' aero club, contestualmente al corso.

 

    Ho cominciato ad imparare da subito cose nuove e confermarne altre. Una delle cose apparentemente scontate, ma di fatto non così, è che non si smette mai di imparare e non è certo l' età un ostacolo ad intraprendere nuovi percorsi di apprendimento che portano ad esperienze di vita significative come il volo, a mio parere, vera metafora della vita tutta! Dico ciò per la mia età di 49 anni a giugno del c.a.

 

    Da ottobre ad oggi mi sono reso conto di avere avuto la fortuna di arrivare in un aero club ove vi è "una squadra", si noti che non ho scritto gruppo di proposito, grazie alla quale mi è stato pianificato un percorso didattico - teorico e pratico - che mi sta facendo crescere quotidianamente.

 

    Venerdì 23 aprile 2010 ho dato l' esame di teoria e l' orale di fonia inglese portando a casa il primo obiettivo di un lungo elenco. Consapevole del fatto che non è certo il punto di arrivo - ammesso che ve ne sia uno dal momento che sono convinto che non si è mai arrivati e visto che, soprattutto nel volo, c' è sempre da imparare e da tenersi preparati ed aggiornati - sono pronto  a continuare il lavoro già intrapreso facendo la mia parte : impegnandomi quanto più possibile a far tesoro della conoscenza e dell' esperienza trasmesse dalle persone tutte che compongono questa efficace squadra.

 

    L' obiettivo portato a casa non è merito mio ma di tutti coloro che mi hanno permesso di raggiungerlo; a costoro vanno i miei più sentiti ringraziamenti e la preghiera di non stancarsi nel proseguire insieme questo lungo percorso fatto di diversi "indovinelli" da risolvere di volta in volta; situazioni già vissute e che questa squadra ha mostrato di non avere certo come limite!

 

    Un grazie particolare va al Consiglio - ed a chi lo guida - che ha il merito di aver selezionato il "responsabile della scuola" , il "corpo docenti" e tutti gli altri componenti della squadra a cominciare dai meccanici per finire alla segreteria ma solo per ordine di esposizione e giammai di importanza; a Renato Carnabuci in qualità di responsabile della scuola ma anche come mio istruttore di volo che molto deve ancora fare su di me; ad Alessandro Martinelli per tutto ciò che ha dato, e per come lo ha fatto, durante il corso teorico e per la sua continua disponibilità extra corso; a coloro che hanno partecipato con delle lezioni teoriche come Francesco Cereda (il quale mi ha insegnato anche in volo), Gabriele Ermecini (al quale va il mio grazie anche per la fonia Inglese), Carlo Novati per quanto concerne la parte relativa al fattore umano, Luca per le sue lezioni in aula ed i consigli extra aula e telefonici; Franco e tutti gli altri con i quali mi sono confrontato, mi confronto e mi confronterò per imparare quanto più mi sarà possibile.

 

    I miei ringraziamenti uniti alla preghiera di continuare a lavorare con la stessa motivazione non possono non giungere alla Fulvia, Rebecca e l' area tecnica tutta. Io continuerò a lavorare con impegno e serietà uniti al piacere che caratterizza questo lavorare insieme, se non supportato da Voi - però - non darà i risultati che la potenzialità dell' insieme può dare. Confido in questo.

 

    Con i più cordiali saluti Vi giungano anche i migliori auguri di un buon lavoro

 

Antonio Paradiso

 

 

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Va in idrovolante la famiglia che si è fatta mappare il DNA

 

Dal Corriere della Sera del 17 aprile 2010
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California: 200 mila dollari per avere la mappatura del Dna della famiglia

La famiglia West, con il De Havilland DHC-2 Beaver.

Una famiglia californiana ha pagato quasi 200mila dollari (pari a poco meno di 150mila euro) alla società specializzata "Illumina" per avere la mappatura del proprio codice genetico, ma la decisione di John e Judy West ha scatenato un dibattito etico sulla finalità di analizzare il Dna dei minori (la coppia ha due figli, Anne e Paul, rispettivamente di 17 e 14 anni) per fini non medici, perché tali test possono anche rivelare informazioni indesiderate, come ad esempio un alto rischio di Alzheimer o una paternità erroneamente attribuita. "Sarei davvero molto cauto sulla necessità di sottoporsi ad esami del genere - ha spiegato al "Times" Frances Flinter, consulente genetista del "Guy's and St Thomas'NHS Foundation Trust" di Londra - perché una volta che hai fatto la mappatura del codice genetico di una persona, non è che puoi chiudere quelle informazioni in una scatola e lasciarle lì".
Ma il diretto interessato, ovvero il signor West, rifiuta questi scrupoli etici. "Fra qualche anno, sono convinto che sarà eticamente scorretto non aver mappato il codice genetico dei propri figli. Che tipo di genitori sarebbero coloro che non vogliono dare ai propri ragazzi i soldi per conoscere informazioni d'importanza fondamentale per la loro salute? Si potrebbe facilmente essere considerati negligenti. I miei figli sono stati così intelligenti da accogliere questa opportunità con grande entusiasmo. Non capisco perché alcune persone preferiscano non sapere: le informazioni genetiche stanno diventando sempre più utili per prevenire ed abbassare il rischio di talune malattie e per individuare i soggetti che magari rispondono meglio ad un certo tipo di farmaco, per questo ho voluto che tutti i membri della mia famiglia si sottoponesse al test. Del resto, ci sono un sacco di esami che i genitori fanno fare ai figli, come ad esempio le vaccinazioni". Un paragone che, però, il dottor Flinter rifiuta categoricamente. "Esiste un'enorme differenza fra la mappatura del Dna e una vaccinazione, perchè quest'ultima viene fatta quando il bambino è piccolo e nel suo interesse, mentre escludo che un test genetico non per finalità mediche venga eseguito nell'interesse del minore o che non si possa fare quando il ragazzo è più grande". Lo scorso anno, l'amministratore delegato di "Illumina", Jay Flatley, aveva predetto che entro la fine del decennio ogni bambino appena nato avrebbe avuto la mappatura del genoma. Nel caso specifico degli West, che già in passato avevano avuto un'istantanea del loro Dna eseguita dalla società "23andMe" e che sono così diventati la prima famiglia al mondo ad avere la mappatura del proprio codice genetico, Illumina si è avvalsa della collaborazione di un consulente etico, di un medico e di alcuni genetisti. "Fino a quando non saranno più chiari vantaggi ed eventuali rischi - è il giudizio di Alison Hall della "PHG Foundation" - sarà bene avvicinarsi con cautela a questo tipo di test, valutando caso per caso, anche se per quanto riguarda la famiglia West, mi pare che tutti fossero perfettamente consapevoli dei potenziali rischi".
Simona Marchetti
17 aprile 2010

 

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Il valore della posta viaggiata in idrovolante

È raro questo aerogramma che ci segnalano, trasportato da Francesco De Pinedo nel 1927 lungo la tratta St. Johns (Terranova) - Roma.
Affrancato con il francobollo di Terranova da 60 c. nero, sovrastampato per l'occasione, appartiene a un collezionista da 37 anni, che lo ha recentemente messo in vendita.
Solo 225 esemplari di buste trasportate lungo questa tratta sono conosciuti nel mondo.

Il catalogo Sassone gli attribuisce un valore di 23.500 euro; il Longhi un valore da 20.000 a 30.000 euro.

È stato messo all'asta per 15.000 euro. Non conosciamo il valore al quale è stato aggiudicato. 

 

 

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Medaglia della SITAR

Riproduciamo questa bella medaglia, con un pensiero dedicato agli allievi al loro primo volo.

La ha emessa negli anni Trenta la SITAR, Società Italiana Turismo Aereo, attivissima nel promuovere l'aviazione sull'intero territorio nazionale, proprietaria di moltissimi aerei leggeri. 

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Giunge questo interessante articolo storico sulla Stresa idrovolantistica.


STRESA IN VOLO

 

E' l'8 settembre 1912 e Stresa è sorvolata per la prima volta da un aeroplano: è il pilota svizzero Renato Grandjean che su un idrovolante tipo "Borel" esegue evoluzioni sulla città ed intorno alle Isole Borromee.

In precedenza Stresa è stata sede di una stazione di controllo per il raid aereo battezzato "Traversata delle Alpi" sul percorso Briga-Domodossola-Milano, impresa aviatoria compiuta il 27 ottobre 1910 dal pilota peruviano Geo Chavez poi precipitato con il suo apparecchio a Domodossola e deceduto quattro giorni dopo per le gravi ferite riportate. La bellezza dei luoghi e l'interesse turistico delle località che si affacciano sul Lago Maggiore portano un numero sempre maggiore di piloti a sorvolarli offrendo,a pagamento, la possibilità a molti passeggeri di poter ammirare dall'alto Stresa e le sue famose Isole. All'inizio degli anni '20 il pilota Fedele Azari, nativo di Pallanza, organizza, ad esempio, dei voli di propaganda impiegando dirigibili con orchestrina e servizio ristorante a bordo per i passeggeri mentre a Stresa si insediano le prime compagnie aeree.

Idrovolanti sulla riva, a Stresa.

Viene infatti realizzato, in località Lido, un idroscalo con annesso un hangar per il ricovero e la riparazione degli idrovolanti della Società Anonima Imprese Aeree Milano (S.A.I.A.M.) e della Società Incremento Turismo Aereo (S.I.T.A.R.). Quest'utilma società, a partire dal 10 maggio 1931, inaugura una linea aerea regolare sul percorso Stresa - Varese (idroscalo della Schiranna) - Stresa, tratta che dal 15 luglio al 15 settembre diviene a cadenza trisettimanale utilizzando un idrovolante Macchi M24 capace di trasportare sei passeggeri oltre al pilota (il prezzo del biglietto di andata e ritorno è di lire 100). Oltre agli aeroplani di queste società Stresa è sorvolata da velivoli militari provenienti dai vicini campi di aviazione di Cameri, Lonate Pozzolo, Cascina Malpensa e quelli decollati dagli idroscali di S.Anna (Sesto Calende) e di Ternate-Varano.
Non mancano poi gli apparecchi provati in volo dai collaudatori delle ditte S.I.A.I. Marchetti, Macchi e Caproni e dei vicini Aereo Club.
Negli anni '20 e '30 a Stresa e nelle acque antistanti si svolgono delle gare aviatorie con ammaraggi anche di alianti anfibi lanciatisi dalle cime del Mottarone de dal Campo dei Fiori.
Il 9 aprile 1935 Stresa è sede della Conferenza Italo-Francese-Inglese, l'allora capo del governo di Benito Mussolini vi giunge con il suo idrovolante trimotore tipo "Savoia Marchetti" S.66 con il quale era decollato alcuni minuti prima dall'idroscalo della S.I.A.I. di S. Anna. Nel 1938 sono poi "girate" alcune scene del film "Luciano Serra pilota" del regista Alessandrini con Amedeo Nazari fra gli interpreti principali.
Sono trascorsi oltre ottant'anni dai primi voli di aeroplani su Stresa e le sue isole ma il fascino che esercitavano questi luoghi li fanno preferire ancora come mete per i voli di propaganda, turismo aereo e "battesimi dell'aria" tanto da essere sorvolati ogni anno, da diverse centinaia di persone che scoprono sia la bellezza del volo, sia quelle di una delle più note località turistiche italiane.
                                                                                                                                Alberto Grappa

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Cameron Fraser
A trip to Baja California

 

Un momento del viaggio.

Il nostro amico Canadese Cameron Fraser ci invia questo bel resoconto di un suo viaggio verso le calde lande e acque messicane della Baja California.

 

Clicca qui per leggere l'articolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'Iper di Grandate si ispira all'Aero Club Como

 

Il gigantesco uovo di Pasqua.

Ha preso spunto da una delle foto più note del Club la decorazione dell'enorme uovo di Pasqua installato al grande centro commerciale di Grandate.

 

La scena è quella di un nostro idrovolante in volo su Bellagio.

La foto è stata inviata al Club da un direttore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un Sea Bee giunge in Svizzera

  

I due Republic Sea Bee svizzeri.

Republic RC-3 Seabee # 936  (ex N6659K) has been registered on the Swiss Aircraft Registry as HB-SEI on 23 December 2009.  The proud owner of # 936 is Theodor Frey, who also owns #1001 (ex C-FEII) imported to Switzerland in 2008.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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T.M. Rauzino
L'Idroscalo abbandonato del lago di Varano

Cagnano Varano - Chi percorre la strada che da Cagnano porta al lago di Varano, si stupisce vedendo sulla riva un villaggio disabitato: è l'ex Stazione Idrovolanti "Ivo Monti".
Centro di addestramento per piloti, centro per il recupero e la riparazione di idroplani e di mezzi leggeri di attacco, l'idroscalo di san Nicola è ricordato come base militare strategica di notevole importanza per il controllo della costa dalmata. Numerosissimi i voli effettuati, diurni e notturni, per esplorare le isole curzolane e per i soccorsi in Adriatico.

La palazzina dell'Idroscalo, oggi diroccata.

La storia dell'insediamento militare è stata ricostruita da Maria Antonietta Ferrante nel volume "Memorie di guerra dall'Idroscalo" (Edizioni del Rosone, Foggia). I documenti reperiti dall'autrice presso l'archivio della Marina Militare di Roma, e utilizzati in chiave narrativa, tracciano l'iter della Stazione negli anni della prima guerra mondiale. In particolare, la Ferrante rievoca gli eventi relativi all'insediamento: i lavori di cantiere, l'utilizzazione dei primi alloggi, l'organizzazione militare, i problemi che l'ammiraglio Thaon de Revel e il comandante Ghe dovettero risolvere, date le caratteristiche sfavorevoli della zona, isolata e infestata dall'anofele. A curare i militari decimati dalla malaria sarà chiamato Salvatore Donatacci, un medico di Cagnano Varano che si era distinto nella ricerca e nella profilassi della malattia.
L'anno 1915 trascorre a san Nicola fra la frenetica attività costruttiva e i primi movimenti di perlustrazione dell'Adriatico. Il cantiere funziona a ritmo serrato. Revel ha preso al cuore la sorte della nascente stazione del Varano; l'ha voluta e desidera renderla efficiente con ogni mezzo, compresi gli incentivi ai giovani militari lì destinati. Per loro chiede, in data 2 settembre 1915, il supplemento massimo alla paga stabilita. La risposta del ministero sarà negativa. Il comandante Ghe, di gusti raffinati, ordina per la stazione mobili funzionali ed eleganti. Riesce ad acquistare anche un pianoforte per allietare le lunghe serate solitarie dei militari in questo piccolo angolo di mondo. Giorno dopo giorno, l'idroscalo assume sempre più l'aspetto di centro autonomo ed autosufficiente Sono ben curati i viali lungo i quali si allineano le palazzine ad un piano. Sobrie, dall'elegante architettura di ispirazione coloniale, sono disposte in doppia fila fino alla zona di decollo prossima all'hangar costruito con metallo, legno e tela.
Quelle che un tempo furono "costruzioni moderne ed eleganti" si presentano oggi in una condizione di estremo degrado, "sgarrupate", per dirla con un linguaggio più pregnante. Gli infissi, i marmi pregiati, sono stati tutti asportati, in quella che era considerata una "cava a cielo aperto", in cui era possibile rifornirsi di tutto e di più. Erbacce e sterpaglie hanno invaso le scalinate d'accesso, i muri e perfino le terrazze delle palazzine, alcuni tetti sono crollati. Un sonno profondo sembra avvolgere la struttura. Uniche voci: lo stridio degli uccelli acquatici e il belato degli armenti. Nell'ex stazione "Ivo Monti", anche mucche e torelli hanno trovato residenza stabile. Non disdegnano, di tanto in tanto, di farsi una passeggiatina nei palazzi di stile coloniale e negli hangar ridotti a scheletri: tutti gli interni, i loggiati dell'ex stazione sono pieni di sterco. Oltre la strada, in posizione panoramica, la chiesa di Santa Barbara, costruita per i militari nel 1920, scoperchiata e con un bell'albero nella navata centrale, è diventata il rifugio dei drogati e delle coppiette, che hanno lasciato traccia del loro passaggio con murales immortalanti le loro gesta. Una visione desolante, che ci fa riflettere sulle sorti ineluttabili che sembrano incombere sul patrimonio monumentale dismesso di Capitanata.
Sì, perché in questo remoto e suggestivo lembo di terra ci sono anche i resti di un antico convento benedettini dell'anno 1058: San Nicola Imbuti. I monaci del Varano furono sotto la giurisdizione della potente badia di Kàlena (Peschici). Il declino della casa madre di Tremiti, che si concluse nel 1782 con la vendita ai privati di tutti i possedimenti da parte del Regio demanio borbonico, segnò la fine anche della piccola badia i cui ruderi sono ancora osservabili all'interno dell'Idroscalo. Certo i benedettini non immaginavano che, un millennio più tardi di loro, un nutrito gruppo di giovani militari avrebbe guardato lo stesso orizzonte, e che oggi noi avremmo visitato quel che resta dei loro insediamenti, segnalandone il degrado.
L'area di san Nicola Imbuti, dismessa dal ministero della Difesa, e messa in vendita dal Ministero delle Finanze per sei miliardi e 250milioni di vecchie lire, pare sia stata acquistata da una società privata, una STU, che dovrebbe costruirvi l'ennesimo villaggio turistico. Ma finora è tutto fermo. L'unico palazzo dell'Idroscalo, ristrutturato qualche anno fa dal Comune di Cagnano, è sempre chiuso.

Testo e immagini tratte dal sito pubblico www.sanmarcoinlamis.eu, su gentile concessione.
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Aerodina Club

Il noto club che si dedica al restauro di velivoli storici, di cui siamo soci, ci invia l'ultimo bollettino.

Clicca qui per leggerlo.

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Bob Miller.
 

Bob Miller

Ci invita a visitare l'ultimo numero di “Over the Airwaves”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Marc Kudlikowski

 

Dear Ladies/Sirs,
My name is Marc Kudlikowski, and I am a French Private Pilot, licensed in 1969.
On Tuesday 2nd of February morning, I had the fantastic opportunity and pleasure of sea flying in your Aero Club from the pilot's seat.
The flight was performed on your C172 (I-SIPI), under the control of Lucas Solari, and it lasted 80 minutes. At that occasion, I made 5 sea landing on Lago di Como and 2 on Lago di Lugano.
I would like first to congratulate the team in charge of the aero-club: the sea base is superb, the facilities look very well organised and maintained and the plane I flew in perfect conditions. Please transmit these simple words to your President and to all members concerned.
I would also like to thanks all the personnel I met at that occasion and in particular the 2 secretaries who took care of me: not only were they efficient but also very pleasant to talk with.
Finally my particular thanks go to "my" instructor. He was able to make me comfortable in a very new situation, to teach me how to act, and let it me do in full security, all that in a good mood, smiling, with a well appreciated solid sense of humour.
I would be very pleased if "my" instructor, as promised by him but also already discussed on the phone with one of the secretaries, could e-mail me few words about this flight describing it from his instructor's point of view. I am not looking for an official statement but rather to something more personal as a record for this superb event. Thanks in advance.
The two pictures attached have been taken by my wife.
My best regards to all of you and be sure I will come back yo your Club one of these days,
Marc Kudlikowski

 

 

Marc Kudlikovski e l'istruttore Luca Solari.

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Il Corriere dell'Aviatore

 


Guido Campopiano, presidente di AVIA - Associazione di volontariato in Italia per l'aviazione, ci invia copia in formato elettronico della interessante rivista dell'Associazione Nazionale Ufficiali Aeronautica, che vi proponiamo in lettura. Molti gli articoli di interesse per ogni pilota.

 

Visita anche il sito dell'AVIA:

http://www.avia-it.com

 

 

Clicca sull'immagine per leggere la rivista.

 

 

 

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Manifestazione e possibile gita a Portorose, Slovenia

 

L'aeroporto di Portorose

Ci invitano ad andare a Portorose nella seconda metà di giugno, a celebrare il compleanno dell'aeroporto.

 

Ovviamente gli abbiamo risposto che noi verremmo volentieri anche a celebrare lo storico idroscalo, che era il capolinea della linea della SISA Torino-Trieste-Portorose e anche sede di una scuola di volo idro militare di primo livello. Dunque che ci piacerebbe operare nelle acque del golfo.

Vediamo che cosa ci rispondono.

Clicca qui per leggere la lettera di invito.

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Columbia Seaplane Pilots Association

 

Il nostro amico australiano Philip Dulhanty ci segnala e invia il bollettino della Columbia Seaplane Pilots Association, presieduta da Bill Wainwright.

 


Clicca sull'immagine per leggere il bollettino


 

 

 

 

 

 

 

 

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Heinz Wyss

 

L'amico Wyss, pilota di montagna, a destra con Cereda e Albonico.

 

Dear Como friends
I send you three fotos.

14.11.09: In Como with Francesco an Edoardo.

In 1984 Edoardo Albonico was my seaplane-instructor in Como!
Wonderful: Flying in the alps with glacier landings!
I wish you merry christmas an all the best in 2010.
I hope to see you soon!

Heinz Wyss

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Bruno Erasmi

Il nostro allievo Bruno Erasmi ha fatto il suo primo volo da solista.Qui lo si vede nel corso del classico rito di iniziazione al volo.

 

Il socio Bruno Erasmi.

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John Bouck - Over the Airwaves

 

John Bouck.

Ci è venuto a trovare, con la moglie, l'americano John Bouck, pilota di idrovolante che vola nello stato di New York,

nell'area dei Finger Lakes, ove si trova anche, a Hammondsport, il Glen Curtiss Museum.

È stato un piacere portarlo a vedere le bellezze della nostra zona e anche raccogliere un caloroso invito ad andare a volare nella sua zona.

John collabora con un eccellente sito di informazione per piloti, un vero magazine on line: “Over the Airwaves - The Journal for the Proficient Pilot”, gestiro da Bob Miller.

Di altissimo livello tecnico, è una miniera di informazioni sulla sicurezza del volo.

Si consiglia caldamente di visitarlo regolarmente.

http://www.overtheairwaves.com/

 

Over the Airwaves, la home page.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cameron Fraser - BCFA

 

Cameron Fraser con il suo Cessna 180. A destra, in volo su un lago della British Columbia.

 

 
 
 

 Ci scrive dal Canada il presidente della British Columbia Floatplane Association, inviandoci un numero del loro bollettino “The Step” (clicca sull'immagine per scaricarlo).

Chi intendesse recarsi in quella zona, di grande fascino e piena di idrovolanti, può contattare il nostro amico Cameron.

  

Hello fellow float plane flyer:

Please find attached our latest newsletter and a few local pictures.

We’d appreciate receiving a copy of your newsletter and also adding our website

www.bcfloatplaneassociation.com to your website  if you have a list of links to float plane organizations. And if you’re flying to BC let us know if we can help.

Best regards and good flying!

Cameron Fraser - Director BC Float Plane Association 

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Anne Osmer

 

Ci segnala un nostro socio americano questo caso, da evidenziare a chi ci dice «Il brevetto? No, non ho l'età».

 

Anne Osmer, 83 anni, al suo primo volo da solista.

A few weeks ago, Anne Osmer left her home in Hendersonville, N.C., went to a local airfield, climbed into the cockpit of a Diamond DA20 and took off on her first-ever solo flight. Nothing unusual in that, except Osmer is 83 years old and didn't take her first flying lesson until she was 80.
"I didn't really think about soloing. I just wanted to see how far I could stretch my mind, see how much I could accomplish," Osmer tells NPR's Melissa Block.
Osmer says the scale of her achievement didn't hit her until many days later, when she looked at pictures from the day.
"It's sort of a goal you work for, being the age that I am," she says. "I've had just little itsy-bitsy goals to go for. At the beginning, all I wanted to do was be able to taxi the plane down the runway. Then my next goal was to be able to turn the plane around. ... I never thought I'd go and solo."
But Osmer acknowledges it wasn't exactly easy: First, she had no desire to learn flying until she was 80. Then, she says, her thinking capacity and reflexes were not what they had been.
"Also, it was a good 60-plus years since I broke open the last textbook, and of course, I knew nothing about engines or anything like that," Osmer says. "It was a whole new ballgame out there."
Her message to others: "I hope I will inspire somebody who always kept saying, 'Oh, I always wanted to, but I'm too old.' No, you're not. No, you're not. Go for it."

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Socio anonimo

Riceviamo questa bella cartolina del nostro 206 ormeggiato sulla spiaggia di Cremia.

Pilota e passeggeri hanno appena pranzato al ristorante Lumin.

Il sole basso, prossimo al solstizio d'inverno, illumina i monti innevati dell'Alto Lago.

 

 


 

 

 

 

 

 

 

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Chuck Kimes

 

 

Ci segnala il nostro caro amico Chuck, pilota dei grossi Grumman, che ci è venuto varie volte a trovare a Como, questa bella e interessante iniziativa di aiuto alle popolazioni Haitiane, che vede come protagonista, a fianco dei benefattori ovviamente, anche un Grumman Albatross.

 

La storia completa la si trova su questo sito

http://haiti.seaplaneops.com/Haiti/Welcome.html

e su quest'altro sito, dell'associazione Vintage Wings of Canada http://www.vintagewings.ca/page?a=1295&lang=en-CA

 

L'Albatross utilizzato appartiene a Bill Da Silva ed è l'aereo che abbiamo potuto ammirare all'Idroscalo di Como nel 2000, immortalato nella bellissima immagine con il duomo sullo sfondo.

Bill, con sua moglie Gina, ha donato l'uso dell'aereo e il suo tempo, con vari altri volontari, per questa meriteviole opera di assistenza e soccorso.

 

Chi vuole può contribuire all'iniziativa con una donazione, come si può meglio apprendere leggendo i resoconti e le descrizioni di cui ai siti sopra riportati.

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