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Aero Club Como
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L'idroscalo di Como, aspetti particolari

 

 

L'Idroscalo di Como in antiche pubblicazioni per piloti

Ecco alcuni documenti del passato in uso ai piloti. Essi testimoniano che Como ha avuto una forte vocazione aeronautica fin dai primordi del volo.

Campo Garibaldi indicato come campo di volo nel 1913.

È riprodotta, tra l'altro, lo stralcio di una pagina dell’Annuario dell’Aeronautica del 1913, che elenca  i “terreni per atterramento” presenti sul territorio nazionale. Como, tra le province menzionate nell’Annuario, è una di quelle che ne possiedono in maggior numero. L’area di atterraggio di Como indicata nell’Annuario è Campo Garibaldi, ovvero la stessa area in cui si svolse l’importante manifestazione aerea del 1913 e ove sorgono attualmente l’hangar e le strutture a terra dell’Idroscalo Internazionale.

Antichi portolani aeronautici.

Il citato annuario fornisce molte altre informazioni curiose. L’area di atterraggio di Maslianico è l’ex galoppatoio, dove si svolse la manifestazione del 1912, presente l’aereo dello svizzero Maffei. Si apprende dalla lapidaria dicitura che la stessa area è, al momento della pubblicazione, destinata alla funzione di campo di golf per i clienti del Grand Hotel Villa d’Este, di Cernobbio.
A Rovellasca il campo di atterraggio è una piazza del paese, di 200 x 250 m, a testimonianza di come, all’epoca, gli spazi pubblici fossero considerati fruibili da un ampissimo spettro di utilizzatori.
Qui a fianco, a destra, pagina dedicata all’Idroscalo di Como della Guida Aerea Turistica d’Italia, pubblicata dall’Aero Club d’Italia nel 1951. A sinistra, carta da un “portolano aeronautico” degli anni Sessanta. In entrambi si noti la ferrovia, che arrivava allo scalo merci a lago, negli attuali giardini pubblici, punto di scambio con le imbarcazioni adibite al trasporto di merci. L'area di decollo e ammaraggio principale dell'Idroscalo è rimasta la stessa fin dal 1913.
  

Idrovolanti di passaggio all'Idroscalo di Como

L’idroscalo di Como è scalo e crocevia di rotte per idrovolanti di ogni tipo.  Eccone alcuni.

De Havilland all'Idroscalo. A sinistra, un Twin Otter; a destra, un Vazar Otter.

 

Due giganti dell'aria a Como: il Grumman Albatross (a sinistra) e il Dornier DO 24.
 
Idrosuperfici

In Italia la legge prevede per gli idrovolanti la possibilità di operare liberamente, con il solo requisito che lo specchio d’acqua utilizzato sia idoneo all’involo e ammaraggio. Il territorio comasco comprende dunque, oltra all'Idroscalo, anche moltissime idrosuperfici.
Ci sono due tipi di idrosuperfici: quelle occasionali e quelle permanenti. Le idrosuperfici occasionali si possono istituire in qualunque località. Le idrosuperfici permanenti richiedonoun iter istitutivo leggermente più complesso e prevedono la figura di un gestore.
Le operazioni su idrosuperfici non necessitano di un uso esclusivo dello specchio d’acqua e anche per questo motivo le operazioni degli idrovolanti hanno un impatto sostanzialmente nullo. Si può anzi dire che le operazioni degli idrovolanti si sposano felicemente con quelle di ogni altro mezzo che si muove sulla superficie del bacino utilizzato.

 

Idrosuperfici permanenti di Lenno, Porlezza e Pusiano. A destra, l'idrosuperficie di Campione d'Italia.

L’Aero Club Como opera, oltre che sull’Idroscalo Internazionale, su moltissime idrosuperfici occasionali ed è gestore di varie idrosuperfici permanenti, come quelle di Lenno, Pusiano e Porlezza.

L'idrosuperficie occasionale di Campione d’Italia, aperta dall’Aero Club Como, si trova in territorio italiano, ma in Svizzera per gli aspetti doganali, così che il suo impiego richiede una complessa procedura.

 
Attività di protezione civile all'Idroscalo

L'Idroscalo di Como è sovente sede di esercitazioni di protezione civile, effettuate con aerei antincendio ed elicotteri, con la partecipazione di mezzi nautici e terrestri.

Per saperne di più vai alla pagina Idrovolanti nell'ambiente.

Operazioni di Canadair all'Idroscalo. A destra. esercitazione di protezione civile.

 

Un elicottero dell'Elisoccorso di Como atterra sul piazzale dell'Idroscalo nel corso di un'operazione
di soccorso per la quale era indispensabile l'approdo in città.

 

  

Mezzi particolari all'Idroscalo

Lo scivolo dell'Idroscalo consente operazioni possibili in pochissimi altri luoghi sui laghi prealpini, come quelle di auto anfibie e hovercraft.

A sinistra, piccolo hovercraft della protezione civile. A destra, auto anfibia.

  

Un'area soggetta a calamità

L’area dell’Idroscalo è periodicamente colpita da calamità naturali, come è ben visibile nelle immagini qui presentate. Il Club, con la sua organizzazione, riesce generalmente a ripristinare molto presto le condizioni necessarie per l'operatività. In varie occasioni gli idrovolanti sono usciti ed entrati in hangar in flottaggio.

Operazioni nell'hangar allagato. Il Piper esce in flottaggio con il motore acceso dall'hangar.

 

L'acqua ha allagato l'area a terra dell'Idroscalo. A destra, detriti portati dal vento dopo alcune giorrnate
di maltempo.

  

I detriti sparsi sulla superficie, pericolosi ostacoli alla navigazione di natanti e idrovolanti, sono raccolti
dal battello-spazzino e scaricati sullo scivolo, ove vengono asportati con camion.

  

Il trattore con pala dell'Aero Club libera il piazzale in occasione di una nevicata eccezionale.
A destra, albero rimorchiato a riva con un natante dell'Aero Club.

 

     
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