engita
Aero Club Como
Associazione sportiva dilettantistica
federata all'Aero Club d'Italia e al CONI
Via Masia 44
20100 Como ITALY
info@aeroclubcomo.com
AEROCLUBCOMO               AeroClubComo on Facebook AeroClubComo on YouTube

Da Amburgo a Como con il nuovo Lake 200

 

Acquistato l'aereo, abbiamo deciso di inviare l'elica e l'autopilota a revisionare alle rispettive fabbriche, entrambe in Baviera. È così che, saputo il giorno in cui i pezzi sarebbero risultati pronti, abbiamo prenotato il volo Malpensa-Amburgo. È curioso effettuare un volo con un aereo di linea esattamente sulla rotta che di lì a poco si seguirà all'inverso con un aereo dell'aviazione generale. Soprattutto quando sul tragitto c'è un ostacolo della stazza delle Alpi. Da 30.000 piedi, infatti, tutto è molto diverso da come appare a 7-10.000 piedi e mentre si vola nel sole di una bella giornata autunnale ci si continua a chiedere come sarà il volo l'indomani in mezzo a quei banchi di nubi che a bassa quota coprono il paesaggio.Arriviamo in taxi a Hartenholm, un aeroportino a nord di Amburgo, poco dopo l'arrivo della nostra elica revisionata.

Descrizione
Cesare Baj e Ingo Schwarz, consegna dell'aereo.

Possiamo dunque partecipare, con il vecchio proprietario e un suo amico meccanico, al montaggio dell'elica. I lavori proseguono la mattina successiva e terminano alle 2 del pomeriggio.

Salutato l'amico che ci ha venduto l'aereo partiamo alle 3 per Egelbach, l'aeroporto dell'aviazione generale di Francoforte, posto quasi a fianco del grande aeroporto intercontinentale. Infatti le effemeridi non ci consentono di volare in VFR oltre le 18:30. Ai comandi Colombo e Baj. In questa prima tratta proviamo tutti gli apparati e strumenti presenti sul cruscotto. Salvo qualche piccola défaillance secondaria, tutto funziona, anche il riscaldamento, molto opportuno, e le pompe di trasferimento del carburante dai serbatoi ausiliari al principale. Tocchiamo la pista proprio mentre il sole tocca l'orizzonte.
A Egelbach ci siamo fermati non solo perché si trova esattamente a metà strada tra Amburgo e Como, ma per conoscere una persona particolare. Si tratta di Helga Kinsky, pilota, organizzatrice del raduno di idrovolanti sulla Mosella a cui non abbiamo potuto partecipare per il maltempo.

Descrizione
In volo sull'Elba.

Con Helga e un suo amico pilota di Airbus 330 parliamo tutta la sera della futura European Seaplane Pilots Association, a cui si dedicherebbe volentieri e che sa che noi abbiamo avviato qualche anno addietro.
È curioso quanto gli idrovolanti suscitano interesse anche in persone che non hanno molte occasioni di usarli o in Paesi in cui sono in vigore limitazioni al loro impiego.

Testo didascaliaArchiviata la piacevole serata, la mattina dopo raggiungiamo in taxi l'aeroporto e, piccola sorpresa, troviamo l'aereo ricoperto di uno strato di ghiaccio di 2-3 millimetri. La temperatura infatti è andata sotto zero in condizioni di alta umidità, con quella inevitabile conseguenza. Dopo il piano di volo, dunque, al lavoro con spatole improvvisate per liberare dal ghiaccio le ali, i piani di coda, i vetri. Altra sorpresa: nelle tre ore di volo del pomeriggio precedente l'aereo ha consumato due chili di olio. Sarebbe un gran brutto segnale se non fosse che si era trattato del primo volo dopo il montaggio dell'elica, cosa che ha fatto andare in circolo molto olio nel sistema di regolazione del passo. A riprova, il fatto che nelle tre ore successive il consumo dell'olio risulterà insignificante.

Descrizione
Colombo e Schettino durante lo sghiacciamento delle ali. A destra, Baj controlla l'olio.

 

Descrizione
In volo “on top” sulla Germania.

La rotta prevista passa nelle aree di Stoccarda, Zurigo, Friedrichshafen, sul lago di Costanza, per poi imboccare la valle del Reno fino a Coira e scollinare – se così si può dire nel caso delle Alpi – sullo Spluga. Il volo, come quello del giorno precedente, comprende lunghi tratti a contatto visivo con la superficie e lunghi tratti on top, su strati di nuvole e nebbia, che teniamo sempre almeno a un migliaio di piedi sotto di noi.

I controllori tedeschi sono soliti impegnare i piloti con le comunicazioni essenziali e nulla più. Dunque le comunicazioni radio sono sporadiche, ovviamente grazie al fatto che siamo seguiti grazie al transponder, al contrario di ciò che avviene in Italia.

È bello avvicinarsi a poco a poco alle Alpi e vederle svettare nel cielo blu sopra un piccolo oceano di nubi basse.

Come alternato, oltre a Friedrichshafen, avevamo indicato il piccolo aeroportino austriaco di Hohenems, una decina di miglia a sud di Bregenz. Ottimo perché non richiede dogana, necessaria invece per scendere sugli aeroporti svizzeri, offre possibilità di rifornimento e l'operatività è semplice e amchevole come ci si aspetta in un piccolo aeroporto dell'aviazione generale. Inoltre, in caso di dirottamento per maltempo, è a un'ora di volo scarsa da Como, cosa che facilita gli eventuali successivi tentativi di attraversamento delle Alpi. Ma non avremo bisogno di usarlo.

Raggiunti i 9000 piedi, arriviamo allo Spluga con un'altra sorpresina: di qua tempesta di sereno, di là, verso l'Italia, un netto strato di nubi a perdita d'occhio, con top intorno ai 7500 piedi.

Descrizione
Vista a nord delle Alpi e, sul passo dello Spluga, verso sud.

Dubbio: proseguiamo sopra, andando poi a cercare un “buco” per scendere, o ci infiliamo nella valle sotto lo strato? I procedimenti mentali che fanno optare per una o l'altra soluzione, sono complessi, ma si svolgono in pochi secondi: infiliamoci in valle.

Descrizione
In volo in Val Chiavenna e, infine, in vista del Lario.

Passata Chiavenna tra la nuvolaglia, giungiamo infine al Lago di Mezzola, ovvero a casa. Poche cose sono più belle del giungere con un idrovolante al bacino di destinazione, soprattutto dopo un viaggio di una certa lunghezza, e del vedere un nuovo aereo appena acquistato in hangar.

L'aereo, nei giorni e settimane successive, va incontro al “trattamento Aero Club”, che consiste in un controllo e revisione generale di tutte le sue parti, quale che sia lo stato all'origine.
I soci amanti del Lake non vedono l'ora di provare questo strano modello 200, con tanti accessori mai provati prima e con la sua avionica di alto profilo.
Al termine del trattamento descritto, il Club potrà continuare a offrire ai soci l'opportunità molto appagante e arricchente di usare una flying boat, un idrovolante a scafo.

 

     
Share on facebook