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Sicurezza del volo idro

 

Una caratteristica peculiare dell’idrovolante è la sua sicurezza. Un detto diffuso in America recita: If you have to have an accident, have it in a seaplane (“Se devi avere un incidente, cerca di averlo su un idrovolante”).
Si può infatti affermare che l’idrovolante è il mezzo aereo più sicuro. Infatti, se vola su acqua, può in qualsiasi caso effettuare un ammaraggio di emergenza, quale normale operazione. Se deve atterrare su superficie soffice (erba, sabbia) i danni possono essere limitatissimi o nulli. Qualche danno in più, ma sempre leggero, si ha se l’atterraggio avviene su superficie dura, come sulla pista in cemento di un aeroporto.
Ci si deve invece aspettare danni se l’idrovolante è costretto a posarsi su terreno accidentato, con presenza di rocce o ostacoli.
Ora consideriamo il caso più drammatico: l’impatto violento con la superficie dell’acqua o del terreno. In questi casi, che sono casi di incidenti gravissimi, che operando con un normale aereo normalmente non lasciano speranze, l’idrovolante offre una poderosa protezione in più. Essa è costituita dai galleggianti, che nell’impatto assorbono il grosso dell’energia, deformandosi anche abbondantemente, ma salvaguardando il prezioso carico umano.
Negli anfibi a scafo non ci sono galleggianti, ma la costruzione è robustissima, dovendo sopportare le sollecitazioni dei decolli e degli ammaraggi, così che la protezione della cabina è ugualmente assicurata, molto più che su un aereo terrestre di pari stazza.
In caso di piantata di motore in un bacino molto vasto, per esempio sul mare, l’idrovolante ha buone probabilità di galleggiare per tutto il tempo necessario per far giungere i soccorsi. Ciò avviene se nell’ammaraggio di emergenza le parti che assicurano il galleggiamento, i galleggianti o lo scafo, non si danneggiano. Gli idrovolanti a scafo in queste situazioni sono avvantaggiati, in quanto il loro basso baricentro limita molto il rischio di cappottamento, a cui potrebbe andare invece incontro un idrovolante con galleggianti in caso di superficie molto mossa.
La possibilità di mantenersi per molto tempo sulla superficie ha indotto molti costruttori e operatori a dotare gli idrovolanti di vele, che consentono, se issate al momento opportuno, di essere spinti dal vento verso la costa.
L’incidente più grave che può accadere con un aereo è la piantata di motore in decollo, che è la fase del volo in cui il motore è maggiormente sollecitato. La piantata costringe a un atterraggio forzato sul terreno che si trova dopo l’aeroporto, quale esso sia. Nella maggior parte dei casi esso è inadatto a un atterraggio di emergenza. Al contrario, con gli idrovolanti si opera su grandi specchi d’acqua, cosa che rende un’eventuale piantata del tutto innocua, in quanto è sempre possibile planare e raggiungere la superficie, eseguendo una manovra del tutto ordinaria.
Per esempio, operando sul Lago di Como, si dispone di fatto di una “pista” lunga 60 km, sulla quale è sempre possibile posarsi.
Negli incidenti su acqua l’incendio è letteralmente sconosciuto, mentre in quelli su terreno l’idrovolante nella maggior parte dei casi non si cappotta, così che non si determinano le condizioni per lo sviluppo di un incendio.
L’unico grande rischio di incidente con un idrovolante si ha nel tipo con galleggianti, nel caso di cappottamento in acqua. Infatti potrebbe capitare che un passeggero, disorientato e frastornato, non trovi la via di uscita dall’aereo.
Per questo si raccomanda che i passeggeri conoscano e si esercitino, prima del volo, nello slacciare le cinture e nell’aprire le porte.

Sull’opportunità di indossare giubbetti salvagente si sono scritti fiumi di parole, in quanto non è per nulla detto che essi costituiscano un elemento di sicurezza. In effetti vi sono pareri autorevoli a favore così come a sfavore. Usati impropriamente, possono impedire l’uscita dalla cabina del pilota o di un passeggero. La regola, se li si indossa, è di non gonfiarli mai finché ci si trova all’interno della cabina. Inoltre è bene che nastri e cinghie siano ben aderenti al corpo e non si possano impigliare in parti dell’aereo. La strategia considerata migliore è sapere bene dove si trovano i giubbetti e, in caso di emergenza e di necessità di evacuare l’aereo, portarli con sé fuori dalla cabina e solo allora indossarli e gonfiarli.
I discorsi sulla sicurezza sono necessari, ma non si deve dimenticare che la casistica di piantate di motore o di incidenti con conseguenze per le persone in decenni di attività all’Aero Club Como è nulla.
L’Aero Club Como ha elaborato un accurato sistema di informazioni di sicurezza, così che ogni passeggero che si trova a bordo sa che cosa potrebbe succedere e come reagire consapevolmente a una situazione di emergenza. Nelle prossime pagine sono riportate queste informazioni per alcuni degli idrovolanti più usati.

 

     
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