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Idrovolanti: un progetto per Taranto e il Salento
10/7/2015

Idrovolanti: un progetto per Taranto e il Salento

L'Aero Club Como co-protagonista nello sviluppo dell'aviazione generale in Puglia


Visita al 65° Deposito Territoriale a Taranto.

Taranto, una città reduce dalla vicenda Ilva, la cui chiusura ha impattato la società locale in modo profondo. Un territorio che sta ripensando a se stesso e che sta cercando ispirazioni che vadano oltre il problema immediato dei disoccupati e della perdita dell'identità di polo industriale.

Una città in cui la presenza della Marina Militare ha un'importanza quasi senza pari nel nostro Paese e che ha visto operare anche l'Aeronautica Militare fin dai suoi primordi.


Guidoni passa sotto il Ponte Girevole a Taranto.


I due "seni" del Mar Piccolo e poi le isole e scogliere che formano il Mar Grande hanno reso Taranto sede non solo di un porto di importanza strategica, ma un'ideale sito per le operazioni degli idrovolanti. Non è quindi un caso che la città abbia visto la nascita di uno dei primi e più importanti idroscali italiani.

L'idroscalo, nato nel 1915 su progetti e sperimentazioni in atto fin dal 1913, ha ospitato i primissimi piloti italiani, ovvero Mario Calderara (brevetto di volo n. 1), che vi ha diretto la scuola di volo, e Alessandro Guidoni, ricordato per il suo passaggio con un idrovolante sotto il Ponte Girevole nel 1915.



De Pinedo a Taranto.

Francesco De Pinedo qui imparò a volare, qui tornò a far tappa nel 1925 all'inizio del suo viaggio di 55.000 km che lo avrebbe portato in Australia e Giappone e sempre qui passò durante la Crociera Aerea del Mediterraneo Orientale del 1929, capitanata da Italo Balbo.

L'idroscalo è intitolato a Luigi Bologna, che a Taranto conseguì il brevetto nel 1917. Nel 1920 vinse la Coppa Schneider a Venezia e sempre a Venezia, nel 1921, perse a vita collaudando un aereo.

Intensissima l'attività dei Cant Z 501 e 506 durante la Seconda Guerra Mondiale. Al termine venne istituita la SRAM, che trasformò i Cant Z 506 in aerei per ricerca e soccorso, operativi a Taranto dal 1950 al 1959, anno dell'adozione dei Grumman "Albatross", che, in quanto anfibi, furono basati sull'aeroporto di Grottaglie.

Nelle basi sul Mar Piccolo l'Aeronautica Militare ha svolto dal dopoguerra l'opera di addestramento delle reclute, degli specialisti e oggi dei volontari. Proprio la sede della SVTAM (Scuola Volontari di Truppa AM) abbiamo visitato, guidati dal comandante, il Col. Roberto Leo, prodigo di interessanti informazioni storiche e di attualità.


Visita alla Scuola Volontari di Truppa.

Inoltre sul Mar Piccolo è presente dal 1937 il 65° Deposito Territoriale, in una vasta base dotata di un terminale marino ove le navi cisterna scaricano i carburanti che sono poi distribuiti alle basi grazie a un parco di autobotti.

Non c'è palazzina di tutte le citate infrastrutture che non sia amorevolmente tenuta, conservando le fattezze architettoniche degli anni Trenta, con le loro belle linee squadrate di ispirazione razionalista, "affogate" in una lussureggiante vegetazione mediterranea.


Targa all'ingresso del Deposito.


Ci ha guidato nella visita il comandante, il T. Col. Pier Giorgio Farina, cultore della storia di questi luoghi e promotore di iniziative culturali, come la recente mostra "Ali, Ponti e Pontili", che fu abbellita dai quadri neofuturisti della bravissima "aeropittrice" Marcella Mencherini.

Le strutture dell'antico idroscalo vero e proprio sono invece adibite a deposito di materiali per le operazioni dell'ONU.


Per una breve storia dell'Idroscalo di Taranto e della SVTAM rimandiamo al seguente sito

http://www.alisulmarpiccolo.it/?page_id=960


Vale qui la pena di accennare a un aspetto inatteso di questo territorio. La densità di popolazione, la presenza per decenni di un'azienda come l'Ilva e la convivenza con un'intensa attività navale potrebbero far pensare a un territorio "consumato" dalle attività umane ad alto impatto. In parte è vero, ma c'è una sorpresa: la natura in questo ambiente iperurbanizzato non fa timidamente capolino, ma si impone con una presenza forte. Il "secondo seno" è un'oasi per i fenicotteri, il Mar Grande vede la presenza costante dei delfini, ma ciò che si stenta a credere è la varietà della flora e fauna dei fondali. L'incredibile ricchezza di forme di vita acquatiche è bene illustrata da una ricerca di Rossella Baldaccioni, curata da Enza Tomaselli. Le immagini subacquee raccolte nel volumetto "Il Mondo Sommerso del Mar Piccolo" mostrano fondali degni di un mare tropicale.


T-6 parcheggiato di fronte a un hangar
della Scuola dei Volontari di Truppa.
 

 

Il biologo Mario Imperatrice ci spiega che le acque di falda delle Murge emergono da una serie di fonti sottomarine che conferiscono alle acque una purezza, una temperatura e una ridotta salinità che feconda e moltiplica la vita. Un effetto che risulta evidente nelle cozze allevate in quel bacino interno, forse le più buone del mondo proprio grazie a questa rara combinazione di fattori ambientali e idrogeologici. Per inciso, una qualità che nel nostro soggiorno abbiamo avuto l'opportunità di testare di persona e che ci dà l'idea di essere in una vera capitale mondiale della gastronomia.

Una falesia di roccia all'apparenza friabile che si addossa alla parte sudorientale del Secondo Seno presenta stratificazioni che rappresentano la più importante testimonianza geologica di un certo periodo del Quaternario. Esse danno anche l'evidenza di un'inversione dei poli magnetici, un fenomeno che di tanto in tanto avviene nel nostro pianeta, con il polo sud che diventa nord e viceversa in un periodo brevissimo.

In questo contesto, che trasuda storia e tradizione idrovolantistica da ogni poro, che vede una città attenta al proprio futuro e che si interroga su come dargli forma in un modo innovativo e finalmente compatibile con un ambiente dalle eccezionali caratteristiche, sta nascendo l'idea di un possibile ritorno degli idrovolanti.

Ma non si è certamente parlato solo di Taranto. Il bello dell'attività idro, che la rende così ecocompatibile, è che può diffondersi nel territorio in modo discreto in una molteplicità di siti. Unico requisito: che vi sia acqua, che viene lasciata dall'idrovolante nell'identico stato in cui si trovava prima dell'uso.

L'idea è dunque quella di una rete di collegamenti tra alcuni siti salienti, come Brindisi, Gallipoli e Castro, oltre a Taranto, ma anche altri in cui può essere svolta un'attività occasionale.



Orazio Frigino (al microfono), presidente dell'Aviazione Marittima Italiana.
Alla sua sinistra, Mauro Calvano e Cesare Baj.


Ne è promotore da almeno un decennio Orazio Frigino, presidente dell'Aviazione Marittima Italiana, che ha lanciato nel corso del convegno a Gallipoli il progetto "Idroscali e Avioresort di Puglia", volto allo sviluppo dell'aviazione nell'intero Salento e a creare un circuito di avio e idrosuperfici.

All'evento hanno partecipato i massimi esperti di volo idro italiani, autorità locali, operatori interessati all'indotto che l'attività con idrovolanti può creare e vari media.

Lo scrivente ha descritto, portando l'esempio di Como, l'attività di formazione di piloti che può essere svolta da una scuola di volo con idrovolanti, una qualifica rara e sempre più richiesta in vari Paesi del mondo. 

Inoltre ha evidenziato come questa speciale attività sia la più ecocompatibile dell'intero settore dell'aviazione e ha portato l'esempio del forte indotto che tale attività ha a Como, ove si svolge da quasi un secolo.

Inoltre ha sottolineato come la presenza di idrovolanti in scenari urbani o naturali di interesse rappresenti un irresistibile richiamo per i media di ogni parte d'Europa e del mondo. Infatti una curiosa macchina volante, dalla fascinosa storia e dagli evocativi impieghi, si abbina ai paesaggi tra i più splendidi del mondo, che sono quelli italiani, e opera in contesti che possono essere naturali, luoghi urbani ricchi di storia, luoghi di lusso o ambienti selvaggi tutti da scoprire, nello spirito di avventura dei "bush pilots" dell'Alaska.

Un mix di caratteristiche che rende l'idrovolante uno strumento di promozione del territorio di incomparabile efficacia. Ben lo sanno i comaschi, che vedono i loro idrovolanti in documentari di ogni televisione e in articoli di ogni giornale o rivista del mondo. Nel solo ultimo mese l'uscita di ben due pagine del Financial Times (ripresa dal Sole 24 Ore) e il film "Il Lago di Como dal Cielo" di Yann Arthus-.Bertrand, che i lettori ben ricorderanno per la sua affascinante serie di immagini dall'alto del nostro pianeta "Earth from above", che hanno fatto il giro del mondo.

Mauro Calvano, imprenditore e consulente nel settore del volo commerciale con idrovolanti, ha invece presentato la possibilità di creare servizi di trasporto di grande interesse turistico tra località italiane e anche estere, per esempio con collegamenti tra la Puglia e località dall'altra parte dell'Adriatico.


Gallipoli, sede del convegno. Qui la città vecchia.


Presente anche, nella persona di Graziano Mazzolari, l'aviazione ultraleggera, quella dei privati che usano le piccole macchine biposto per voli privati di piacere, una specialità "minore" per stazza delle macchine e semplicità di certificazione e abilitazione dei piloti, ma che annovera la maggior parte delle macchine volanti del nostro paese.

Presenti vari altri relatori, come il generale Carlo Landi, che ha parlato della divulgazione della cultura della sicurezza dell'associazione "Volare Sicuri", esponenti della Protezione Civile e dell'Associazione Pionieri del Volo e l'archittetto David Gori, che ha illustrato alcune soluzioni costruttive temporanee di impatto nullo, anche galleggianti, che potrebbero costituire le infrastrutture a riva di idroscali e idrosuperfici.

Presente anche ENAC, che ha giurisdizione su tutte le attività dell'aviazione civile nel nostro Paese, nella persona di Roberto Vergari, direttore centrale Infrastrutture e Aeroporti e Spazio Aereo, e il console Albanese a Bari Ermal Dredha, interessato ai possibili collegamenti transadriatici.

L'Aeronautica Militare non è direttamente coinvolta nei progetti di sviluppo del volo idro discussi nel convegno, ma i suoi rappresentanti hanno una grande sensibilità sia per la storia del volo idro sia per lo sviluppo di attività che valorizzino il territorio e di conseguenza vedono con favore la nascita di un'attività idrovolantistica. Presente il dunque il già nominati T. Col. Farina.

A Taranto sono anche state incontrate autorità ed esperti locali, tra cui il vicecommissario, a cui è stata presentata l'idea della rete di idrosuperfici.


Vista del Secondo Seno del Mar Piccolo.


Che cosa è emerso da queste giornate di studio e confronto? Intanto la convinzione che il territorio di Taranto e del Salento sia ideale per l'avvio di attività coidrovolanti, cosa peraltro testimonianza dalla ricca tradizione di volo idro in tutta la regione.

Inoltre è emerso che un'attività con idrovolanti potrebbe soddisfare in vari modi esigenze emergenti dalla società locale: trasporto turistico, collegamento con località a breve e medio raggio in Italia e all'estero, formazione di piloti e quindi offerta di prospettive professionali, sviluppo di una cultura del volo, a beneficio di privati, giovani e appassionati che potrebbero dedicarsi a un'attività piacevole e raffinata, tutte attività che, oltre ad avere un valore in sé, hanno caratteristiche tali da creare un notevole indotto. Ultimo, ma non per importanza, il ruolo che attività con idrovolanti possono svolgere a supporto dei servizi di protezione civile, monitoraggio del territorio, ricerca e soccorso.

Sarebbe auspicabile, in un futuro a medio termine, una generale rinascita del volo idro sull'intero territorio nazionale, con la creazione di una moltitudine di servizi lungo le coste, su laghi e fiumi, del tipo di cui si è parlato nel convegno. L'Italia è il più bel giardino del mondo e attira un numero sempre maggiore di visitatori. Di conseguenza, nel futura offerta turistica di alta qualità, l'idrovolante potrà avere un ruolo non secondario. 

Questo progetto non è fantascienza, ma una realtà già ben conosciuta a Como, un modello collaudato sulle rive del Lario che attende solo di essere esportato, adattandolo alle specificità di ciascun luogo. 

Chi ne può trarre vantaggio? Chiunque viva presso uno specchio d'acqua. Particolarmente avvantaggiati sono i siti in cui storicamente si è svolta un'attività con idrovolanti - e Taranto, come Brindisi e altre località della Puglia rientrano proprio tra questi -, i siti che hanno una vocazione turistica, i siti che si trovano in un nodo o lungo una qualunque direttrice dei trasporti nazionali o internazionali e, infine, i siti amministrati da persone lungimiranti che non temono di imboccare la via dell'innovazione per offrire un'opportunità di crescita alla popolazione locale e un servizio sempre più ricco e articolato alle masse di visitatori.


Cesare Baj
Aero Club Como
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