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Il ritorno dell’Alcyone
19/7/2013

Il ritorno dell’Alcyone

Escursione a Pescara sulle orme aeree di Gabriele d'Annunzio,

nel 150° anniversario della nascita.

     

Il Cessna XP a Gardone Riviera, sul Lago di Garda, presso il Vittoriale.

Qui l'equipaggio è stato ricevuto dal sindaco.

 


Sabato 27 luglio 2013 cinque idrovolanti dell'Aero Club Como hanno compiuto un volo celebrativo dal Vittoriale di Gardone, sul Lago di Garda, residenza di D'Annunzio nei suoi ultimi anni, a Pescara, sua città natale.

Il volo, che ha ripercorso esattamente quelli fatti da D'Annunzio, si è svolto nell'ambito delle celebrazioni del 150o anniversario della nascita del Poeta per iniziativa dall'associazione culturale di Pescara "Fly Story", che già in passato ha organizzato con successo eventi riguardanti la figura storica di D'Annunzio legati alle opere letterarie e al volo, tra cui la ripetizione del celebre volo su Vienna con lancio di volantini.


I tre idrovolanti nel porto-canale di Pescara.

All'arrivo nel porto-canale, uno specchio d'acqua in cui sorgeva l'antico Idroscalo di Pescara, gli idrovolanti sono stati accolti dalle massime autorità cittadine e da un folto pubblico.
Nel finesettimana si sono svolti svariati avvenimenti culturali, rievocativi della storia personale del Poeta e delle vicende che lo videro protagonista.

Al di là degli aspetti storici, la popolazione e le autorità pescaresi, che hanno visto gli idrovolanti ritoccare le acque dell'Idroscalo dopo molti decenni di assenza, hanno potuto toccare con mano quanto interessante sia l'idrovolante come mezzo di trasporto. Esso infatti, non necessitando per il suo utilizzo di alcuna infrastruttura che non sia la naturalissima acqua e potendo operare senza alcuna modificazione dei luoghi, è un mezzo a impatto zero.

 

Porta, Di Pilato e Leoncini, con l'assistenza speciale di Sirolli, in partenza alle 4:30 da Como.

Ciò detto, veniamo ora a una cronaca della missione così come la abbiamo vissuta noi piloti.
Molto lavoro è stato fatto per la preparazione, innanzitutto da Eugenio Sirolli, socio del Club, ma anche anima di Fly Story, e dal presidente Porta, che era anche andato a Pescara con la linea a ispezionare le aree delle operazioni e a condurre le varie trattative con le autorità.
Il Presidente, con la sua proverbiale sensibilità per la logistica, che esprime come responsabile delle operazioni di Protezione Civile,  ha deciso di raggiungere Pescara con lo speciale automezzo del Club, accompagnato dai soci Di Pilato e Leoncini. Partenza, per la colonna di appoggio, alle 4:30 antimeridiane.


Ben più facile la vita degli altri soci, quelli che sono andati in aereo, con adunata in hangar alle 8:30. Facile anche per le condizioni meteo, che lasciano prevedere due giorni caldi, ma interessati da una completa "tempesta di sereno".

 

Gli equipaggi degli anfibi. Da sinistra, Cambiaghi, Novati, Sirolli, Baj, Pozzi, Cappellato, Angeletti,
Anzani e Sala.

Operazione ordinaria per i tre anfibi, cha hanno potuto fermarsi inaeroporti per il rifornimento.

Si tratta del Cessna 172 XP, con a bordo i soci Sirolli e Cambiaghi e l'istruttore Novati, del Lake 200 con a bordo i quattro giovani Angeletti, Anzani, Sala e Cappellato, e del Piper PA 18 con a bordo pozzi e Baj.

Sbarco dell'equipaggio del Cessna 206. A destra, Tramalloni e Canziani.

Più idrovolantisticamente interessante l'operazione dei due idrovolanti, che hanno dovuto organizzare un rifornimento su acqua, nella fattispecie sul Lago di Volano. Preziosissima l'assistenza dell'amico Paolo Balboni, che ha anche lavorato per qualche anno per aprire quel lago alle operazioni degli idrovolanti. Nell'occasione hanno accolto gli idrovolanti sul lago anche il socio Riva e sua moglie, casualmente in zona.
A bordo del Cessna 206 i soci Frigerio e Brenna accompagnati il primo dalla moglie Roberta il secondo dalla fidanzata Valentina, e il socio Castelnovo. A bordodel Cessna L-19 i soci Tramalloni e Canziani.
Voli comunque - anche quelli con anfibi - tutti con una dose di problematicità a causa delle scarse possibilità di rifornimento di 100 LL nel nostro Paese, che per l'aviazione generale pare abbia l'ambizione di assomigliare a un qualche Paese del Centrafrica. In genere la benzina non c'è; se c'è è probabile che la possano usare i gestori dei Club, ma non vendere. Dunque le tappe sono forzate in quei pochi scali che hanno benzina in vendita, ovviamente solo a certe precise ore del giorno.

 

Momenti significativi del volo. A sinistra, il Conero dal Piper. A destra, il Lake visto nello specchietto
sul galleggiantino.

Ma non tutto il male vien per nuocere. L'attesa obbligata di un'ora a Fano per aspettare l'apertura della pompa permette agli equipaggi del Lake e del Piper di rifocillarsi al locale ristorante, un'esperienza da ripetere e che è consigliabile a chiunque navighi in quell'area. Veramente un ottimo posto.
Voli in un tempo bellissimo, quasi senza storia. Da rilevare il coinvolgimento dell'L-19 in una complessa operazione di volo tattico, "coordinata" in parte dai controllori militari della base di Cervia e in parte dalle stazioni che hanno fatto da ponte con altri enti di controllo.
Insomma, seguendo percorsi tutti diversi i cinque idrovolanti comaschi tra le 3 e le 4 del pomeriggio arrivano a Pescara.

 

Fotografia del gruppo di piloti al porto.

L'ammaraggio alla foce del fiume Pescara e la risalita all'ormeggio nel porto-canale è riservata a soli 3 aerei.
Il Piper fa dunque qualche basso passaggio sulla superficie, sulla vedetta della Capitaneria, sulla folla accorsa a vedere gli idrovolanti e poi procede all'aeroporto, ove lo attende il Lake che lo aveva preceduto.
In sottovento si ritrova in fila con l'idrovolante (non anfibio) Cessna 206, che fa un paio di circuiti su Pescara per esercitazione, con riattaccata, sotto il controllo del - probabilmente - incuriosito personale della Torre.

 

Sopra, idrovolanti in flottaggio nel canale. Il vento al traverso richiede l'uso di parecchia potenza.
A destra, Porta, sulla vedetta della Capitaneria, dirige le operazioni.
Sotto, i tre aerei nel canale.

 

Poi tutti al porto a vedere gli idrovolanti a far bella mostra di sé. Tanta gente entusiasta, che apprezza il concittadino D'Annunzio e anche gli idrovolanti. Questi mezzi-uccelli e mezzi-pesci industriali che entusiasmarono i futuristi sono ancora capaci di dare emozioni, in particolare a chi li vede per la prima volta nella vita. La Fanfara dell'Aeronautica Militare di Bari allieta l'evento.
Con varie macchine  (lo scrivente su una Buick del 1935) e un piccolo autobus d'epoca raggiungiamo la casa natale del Poeta, dove siamo accolti da Giordano Bruno Guerri. Un tuffo nella storia e una sala appositamente allestita con oggetti che richiamano la storia di D'Annunzio aviatore. In prestito anche la nostra bella elica lignea che normalmente sta in sala-soci.

 

Dal porto allacasa natale di D'Annunzio su auto d'epoca.
Sotto, arrivo alla casa-museo.A destra, l'elica dell'aereo con cui De Pinedo compì il celebre viaggio
di 55.000 km, prestata dal Vittoriale.

 

 

Segue una conferenza, con il saluto delle autorità cittadine, di Lucia Arbace, Soprintendente per i Beni storici dell'Abruzzo, del Comandante della Capitaneria di Pescara Luciano Pozzolano e presentazioni di Sirolli, Porta, Baj e del generale dell'Aeronautica Militare Naldi.
Nell'occasione viene presentato per la prima volta in pubblico il video "L'Aero Club Como in 2m19s", un "cortissimo"  realizzato per presentare il Club sui nuovi media.


Qui sotto, momenti della conferenza. Da sinistra, Porta consegna a Sirolli il quadro di Vadacca;
Porta e il Comandante Pozzolano; Porta riceve una targa dall'assessore.

 

 

Nel corso della conferenza, il presidente Porta offre in dono a Fly Story, nella persona di Sirolli, il bellissimo quadro dipinto per occasione dal socio Abele Vadacca, che non ha potuto partecipare alla missione, ma che è presente con la sua pregevole opera, visibilmente apprezzatissima.

La cena.

Si esaurisce con la conferenza la parte ufficiale, ma la vita continua in vari suoi aspetti piacevoli, in particolare al ristorante. Ottima compagnia, cibo favoloso, per alcuni il primo toccato dal mattino, eccellenti vini abruzzesi.
Arriva la domenica, con gita a San Vito Chietino, chi con idrovolante chi in auto. Il sito mostra tutto il bello che si può trovare nel più bel mare del mondo, il Mediterraneo. Spiaggia interminabile, il paese antico arroccato su un'alta scogliera, ogni amenità e i famosi "trabucchi". Questi sono strutture sulla spiaggia, per la pesca, in legno, abbandonati e restaurati come ristoranti, in uno dei quali avremo il piacere di pranzare.

Sopra, un trabucco. Sullo sfondo, la spiaggia di San Vito con i tre idrovolanti parcheggiati.
Sotto, San Vito dal nuclo storico del paese. Si notino gli idrovolanti sulla spiaggia.
Nella foto in basso, l'alcova di D'Annunzio. Sulla parete, le foto di 50 donne con cui si èaccompagnato.

 

 

 

La mattina è allietata dalla visita, sulle alture sopra San Vito, alla residenza che D'Annunzio usò come alcova in cui passare momenti felici con le numerose signore con cui aveva il piacere e l'abitudine di accompagnarsi. Luogo particolare di ispirazione la camera da letto, in cui è appeso un quadro con le foto di 50 affascinanti ragazze e signore conquistate dal Poeta.

La casa è oggi proprietà di un gentilissimo notaio che consente la visita a un pubblico selezionato.
Nel giardino eccheggia l'inno nazionale, suonato dalla Fanfara dell'AM, che pure è giunta sul luogo, con la quale faremo una foto-ricordo comunitaria.

 

Il gruppo dei comaschi posa con la banda dell'Aeronautica Militare di Bari.


 

Pranzo al trabucco.

È il momento di andare al trabucco per pranzare o almeno di tentare di farlo. Un pranzo completo infatti dura varie ore, un tempo che non abbiamo, dovendo rientrare a Como. Dunque la maggior parte di noi riesce solo, già sentendosi in ritardo, ad arrivare al primo.

Con favolosi bocconi che ancora accarezzano il palato siamo costretti a lasciare il posto per dirigerci chi in aeroporto chi sulla spiaggia a riprendere gli aerei. Beati i quattro ragazzi con il Lake che si tratterranno fino a martedì.

Da rilevare, per le cronache, il bagno di 5 piloti nelle calde acque dell'Adriatico prima del pranzo.

 

Saluto di un idrovolante decollato per Como al gruppo ancora sul trabucco.

Nell'occasione hanno praticato una speciale forma di nuoto sincronizzato che imita quello dei delfinidi, ben noto con il nome di porpoising, termine che indica anche i salti degli idrovolanti sulle onde. Esperimento perfettamente riuscito, con impagabile effetto scenico a beneficio dalla platea che osservava lo spettacolo dall'alto del trabucco.

 

Belle immagini di protagonisi della missione. Da sinistra, Valentina Monaldi, Canziani alle prese
con un ormeggio, Frigerio che si prende cura del Cessna 206.
 

Voli di ritorno senza particolari problemi, nel bel tempo estivo, con arrivo degli ultimi equipaggi all'Idroscalo di Como alle 21:00.

Una bella avventura, che ha portato nel Sud del nostro Bel Paese ben 5 idrovolanti, un mezzo di appoggio e 19 persone e che ha posto le basi per possibili future attività con idrovolanti a Pescara.

 

Il volo di ritorno  con il Lake

Ecco il video reralizzato da Daniele Cappellato che racconta il volo da Pescara a Como con il Lake 200.

 

 

 

Il video della web tv ALLNETWORKtv

 

 

L'opera di Abele Vadacca

Questa è l'opera realizzata dal nostro socio Abele Vadacca appositamente per gli amici di Fly Story, oggi esposta alla casa natale di D'Annunzio.

Clicca sull'immagine per aprire il file ad alta risoluzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il progetto originale di "Fly Story"                          

"Il ritorno dell'Alcyone"

VOLO CON IDROVOLANTI DAL VITTORIALE

ALLA CASA NATALE DI D'ANNUNZIO A PESCARA

IDEAZIONE : Eugenio Sirolli
PROGETTO : Fly Story
REALIZZAZIONE: Fly Story - Aero Club Como

Gabriele d'Annunzio, reduce da Fiume, nel 1921 acquista Villa Thode, sulle sponde del Lago di Garda. Nel mese di marzo del 1922 acquisisce 5260 metri di terreno per "arrotondare la sua Signoria": iniziava così a prendere forma l'idea di quel che sarà il "Vittoriale degli Italiani".
L'uomo, nato sulle rive dell'Adriatico, sceglieva il ritiro sul lago. Un esilio volontario, nel quale non rinunciò alle "ali" che avevano fatto di lui il primo Poeta aviatore al mondo, l'Eroe della Grande Guerra e, infine, il Comandante della spedizione fiumana. Per questo motivo non si circondò soltanto di cimeli, come lo SVA del volo su Vienna, ma  chiese che gli venisse concesso l'uso di un idrovolante.
     Il Poeta conviveva da sempre con l'uomo d'azione: si era  assicurato l'ultimo gioiello della tecnica aeronautica italiana. Il 17 maggio 1925 era giunto nella darsena del Vittoriale l'idrovolante S16, battezzato Alcyone dal Poeta. Si trattava di un idrovolante biplano, monomotore, a scafo centrale, costruito dalla Società Idrovolanti Alta Italia (SIAI), su progetto dell'ing. Alessandro Marchetti. Con un S16 "Ter", che poteva raggiungere la velocità massima di 190 km/h ed aveva un' autonomia di 1.450 km, pari a nove ore di volo, il Tenente Colonnello Francesco De Pinedo, dal 20 aprile al 7 novembre 1925, compì una crociera aerea di ben 55.000 km attraverso tre continenti. L'elica di quel velivolo fu donata al Vate, che la fece sistemare nella sala d'attesa del Vittoriale, denominata "Oratorio dalmata".
     D'Annunzio utilizzerà l'Alcyone per brevi spostamenti e voli di rappresentanza. Il velivolo gli servirà anche per non recidere fisicamente il legame con Pescara, la città che nel 1863 gli aveva dato i natali, in un gioco di apparizioni, annunciate e negate, tipico della sua complessa personalità.
     Il 14 aprile 1927, la casa natale del Poeta venne dichiarata monumento nazionale. D'Annunzio si adoperò subito affinché l'edificio, che versava in un grave stato di degrado, fosse donato dai familiari allo Stato per essere degnamente restaurato. La mattina del 19 aprile 1928 l'architetto del Vittoriale Gian Carlo Maroni partì da Gardone a bordo dell'idrovolante Alcyone, accompagnato dal pilota Daniele Minciotti e dal motorista Lorenzo Malfatti. Dopo tre ore di volo affiumarono nella Pescara, ormeggiando di fronte al Circolo Canottieri, nei pressi della Stazione per Idrovolanti, l'unica presente nel Medio Adriatico, costituita da tre imponenti hangar con scivoli disposti lungo la sponda sinistra del fiume. Il compito del Maroni consisteva nel sollecitare le pratiche amministrative relative ai lavori di restauro. Il volo doveva servire anche a constatare l'operatività del velivolo in vista della "Festa delle vele", prevista lungo la riviera adriatica nel giorno di San Giovanni, in concomitanza con la "Esposizione - Fiera Nazionale di Francavilla al Mare".
     Sabato 21 aprile Maroni tornò al Vittoriale. A tarda notte il poeta gli scrisse: "Caro Gian Carlo, ben tornato!… Tu immagini che, dall'ora della partenza fino a quella del ritorno, sono stato occupato senza tregua da una nostalgia e da una malinconia indicibili. Ho creduto di posarmi anch'io, come un uccello marino, sopra la bella foce tranquilla. E ti ho seguito nella tua visita alla vecchia casa, nelle accoglienze a te fatte dalla mia vecchia gente…".
     Il 24 giugno 1928, l'S16 "Ter" Alcyone, partito dal Lago di Garda, giunse sul litorale di Francavilla. Da bassa quota fu lasciata cadere un' orifiamma sullo schieramento di paranze convenute da tutta la costa abruzzese e marchigiana. L'orifiamma, più volte utilizzata dal Poeta in guerra per lanciare messaggi di propaganda, consisteva in un tubo metallico racchiuso in un sacchetto di sabbia, che fungeva da zavorra, ornato da un lungo nastro tricolore. Il tubo in ottone conteneva il seguente messaggio: "Ai marinai pescatori dell'Adriatico. - Vengo io stesso, con le mie ali marine, a benedirvi dal cielo…Or è trentacinque anni…una delle mie Odi navali celebrava il battesimo di due paranze…Nel gran meriggio la mia fedeltà alata, o Paranze del mio mare, vi benedice dal cielo". Altri due messaggi furono lasciati cadere su Pescara e sul cimitero, ove era sepolta l'amatissima madre. In realtà, il Poeta quel giorno si trovava a Milano, dove stava curando la pubblicazione de  Le Faville del Maglio, ma certamente il suo cuore era tra la sua gente.
     L'anno precedente, informato degli intrighi e delle rivalità che ancora dividevano i pescaresi nella nuova Provincia di Pescara, nata il 12 gennaio 1927 dalla fusione dei Comuni di Pescara e Castellammare Adriatico, all'alba del giorno di San Giovanni e sempre tramite l'Alcyone, aveva lanciato nel cielo della città il suo incitamento alla concordia: "Cari miei fratelli, nell'acqua della Pescara e nella vecchia Pila di San Cetteo, nella pila dove fui battezzato, oggi non sono abbastanza forte per discendere in mezzo a voi. Doveva questa essere una prova pel mio cuore. Ma credo che il mio cuore cada. Cercatelo. Lo ritroverete. Fatene mille e mille parti e spargetelo in tutta la terra d'Abruzzi. E' semenza d'amore. Voi non avete bisogno se non di amore per ascendere alla grandezza che vi è destinata. Gabriele". 
     Non arrivò (nel senso di andare a riva, come ebbe modo di precisare il fine linguista contestando il verbo ammarare utilizzato per l'idrovolante) quel giorno il Poeta. Non arrivò più nella sua Pescara. La rimpianse, amandola di quell'amore che la nostalgia rende puro.

   Fly Story  che dal 1998 vola sulle rotte dannunziane, vuole ripercorrere anche le idrosuperfici, dalla Lombardia all'Abruzzo, coinvolgendo come sempre i luoghi cari al Poeta.

 

L'S16 Ter "Alcyone"

l'idrovolante S16, battezzato Alcyone dal Poeta. Si trattava di un idrovolante biplano, monomotore, a scafo centrale, costruito dalla Società Idrovolanti Alta Italia (SIAI), su progetto dell'ing. Alessandro Marchetti. Con un S16 "Ter", che poteva raggiungere la velocità massima di 190 Km/h ed aveva un autonomia di 1.450 Km, pari a nove ore di volo, il Tenente Colonnello Francesco De Pinedo dal 20 aprile al 7 novembre 1925, compì una crociera aerea di ben 55.000 Km, donandone poi l'elica al Vate, che la fece sistemare nella sala d'attesa del Vittoriale denominata "Oratorio dalmata".
 

D'Annunzio e l'Alcyone a Como nel 1927.

 

 

 

 

 

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