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Compleanno
18/2/2010

Compleanno

Il presidente Baj ha compiuto oggi 40 anni di volo. Incominciò diciannovenne, nel 1970, su un Piper...

 

 

Como, 18 febbraio 2010

 

Cari soci, cari amici,

 

due parole per trasmettervi un paio di pensieri su questo mio compleanno: 40 anni di volo in idrovolante.

Ho incominciato il 18 febbraio 1970 sul Piper PA 18, l'I-OLMO, allievo di Pio Roncalli, pilota di caccia della II guerra mondiale, in quel momento finita solo da 25 anni.

 

L'aviazione allora era molto diversa, il Club era molto diverso, tutto era molto diverso, ma va detto che lo spirrito con cui io allora e molti anche oggi si avvicinano al volo tutto sommato è molto simile: l'entusiasmo di padroneggiare una macchina volante, con il senso di potere che questo dà, l'ineffabile senso di libertà connesso con il volo idro, il fascino dello straordinario ambiente in cui operiamo e dello stesso nostro hangar nel centro di una città ricca e bella. Tutte cose che costituiscono un mix unico al mondo.

 

Mi ripenso ragazzo a vivere l'emozione del primo volo da solo, le lezioni fatte in un'aula scaldata solo con una stufa a legna, con le fusoliere dei Macchini in disuso fatte a pezzi e usate come combustibile, la rapidità dei corsi (decollo da solo a 7 ore, brevetto di primo grado a 12 ore), le lezioni di acrobazia, che era l'unico tipo di volo che interessava agli istruttori di allora, gli esami che duravano ore (non esistevano i quiz), le limitazioni all'attività di volo (la legge Gex era ancora in gestazione), il completo isolamento derivato dal vivere in una situaziione aeronauticamente appartata, di cui pochissimi in Italia e nel mondo sapevano, e il vivere felici in questo piccolo mondo tutto per noi (ho atterrato per la prima volta su un aeroporto dopo 10 anni che volavo sull'acqua).

 

Il Club in quegli anni viveva una condizione completamente precaria: forze potenti e avverse volevano impadronirsi della struttura dell'hangar per costruire palazzi o per fare una rimessa per barche, le finanze erano asfittiche e sovente i consiglieri facevano la colletta per pagare lo stipendio ai  pochissimi dipendenti, la flotta era misera e ogni mese sorgevano nuovi insormontabili problemi.

Ma la fiammella non si è mai spenta, anche se in alcuni momenti siamo stati vicinissimi alla fine di tutto, e di questo dobbiamo ringraziare persone appassionate che si sono date anima e corpo per tenere in piedi la baracca.

Da allora, pur con momenti di alterne fortune, abbiamo fatto passi da gigante e sono personalmente onorato di aver contribuito a far diventare il Club quello che è oggi, assieme a tutte le persone che con me hanno collaborato nelle varie epoche e alle persone con cui io ho collaborato nelle varie epoche.

 

Naturalmente domani è un altro giorno e prometto di non tediare il pubblico dei soci con altri sentimentalismi almeno fino al 18 febbraio 2020.

 

Un cordiale saluto 

Cesare Baj

 

PS

Allego qualche mia foto di quando frequentavo il Club come allievo, nel 1970...

 

Fotografo in erba. A destra, la mia moto, il Motobi Imperiale Sport Special, il più potente 125 dell'epoca,
derivato da una moto da gara, con un motore che girava a 9800 giri, quattro marce, una prima
da 50 km/h.

 

 

Batterista in erba. Al centro, a una festa. A destra, impennata, allora una manovra poco nota, 
con un Italjet Gogò, un 48 cc con 5 HP, velocità massima 90 km/h, il motorino di mia sorella.
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