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Escursione a Cadimare e Torre del Lago
11/9/2009

Escursione a Cadimare e Torre del Lago

 

Descrizione 

Baj, Brenna, Oddone sul Cessna 206 e Rezzonico e Martinelli sul Cessna XP compiono un'articolata spedizione all'Idroscalo di Cadimare, a La Spezia e sul Lago di Massaciuccoli. Segue un resoconto.

 

Il viaggio che qui narro in prima persona nasce da due inviti ricevuti per lo stesso giorno. Uno è dell’Associazione Arma Aeronautica di Viareggio, che desidera la presenza di uno o più idrovolanti a una manifestazione a Torre del Lago, sul Lago di Massaciuccoli.
Patria di Puccini, il luogo ospita un moderno teatro all’aperto per 3300 persone, in cui, nel primo anniversario dalla costruzione, suona la banda dell’Aeronautica Militare Italiana. L’idea degli organizzatori è che l’evento, che già possiede connotati aeronautici, debba risultare certamente più completo se nel cielo sfrecciano degli aerei e sullo sfondo si stagliano le sagome di vari idrovolanti.
Il secondo invito lo riceviamo dalla Rai, che sta girando a La Spezia una puntata di Linea Blu, nel corso della quale intendono illustrare la storia dell’aeroporto “Luigi Conti” di Cadimare, nome ufficiale dell’Idroscalo situato nel grande porto militare e delle connesse installazioni a terra.

Descrizione
L'Idroscalo di Cadimare, a La Spezia.

L’idroscalo ha una grande storia, narrata in un fascicolo che ci viene donato. Per inciso, fu qui che i due Dornier DO X, tra cui l’“Umberto Maddalena” che aveva fatto scalo a Como, furono smantellati nel 1937.
Il complesso ospita l’ONFA, Opera Nazionale per i Figli degli Aviatori, un ente pubblico che provvede all’assistenza morale e materiale degli orfani del personale militare dell’Aeronautica Militare.
Le riprese della Rai sono previste per sabato mattina, mentre gli eventi di Torre del Lago si svolgono nel tardo pomeriggio e nella serata dello stesso giorno.

Descrizione
Rezzonico e Martinelli, di spalle. A destra, Valeria Oddone e Brenna.

Mi accompagnano due piloti: Pietro Brenna e Valeria Oddone. Il viaggio in sé – da Como a Cadimare, poi a Torre del Lago e ritorno – è di breve durata con il Cessna 206, ma contempla un’operazione piacevole, sul Lago di Massaciuccoli, e un’altra di grandissimo interesse nel golfo della Spezia. La zona, di interesse militare, giace nell’area proibita P2, nella quale non è consentito volare a nessun aereo. Gli idrovolanti dell’Aero Club Como godono però di una deroga e quindi le acque dell’antico idroscalo di Cadimare per noi risultano aperte. L’ultima volta che un idrovolante ha ammarato a Cadimare è stato nel 1983, quando il Lake “Buccaneer”, il Piper e un Cessna 150 del Club parteciparono a una manifestazione. La volta ancora precedente era stato nel 1958, quando gli ultimi idrovolanti lasciarono definitivamente l’Idroscalo. Ciò per sottolineare che ogni volo fatto in questo specchio d’acqua nell’ultimo mezzo secolo è un evento tanto raro da rischiare di divenire storico.
Il tempo splendido aiuta la missione. Partenza alle 8.40 da Como e, dopo aver superato gli Appennini semicoperti di nuvole e costeggiato le Cinque Terre, arriviamo alla Spezia, dove ammariamo alle 10.00 in punto, come era previsto.
In attesa della troupe della Rai possiamo visitare la base, con i suoi magnifici edifici in stile razionalista, risalenti agli anni Trenta. Pressoché intatti gli interni, con arredi, quadri e suppellettili d’epoca.
Particolarmente emozionante è la visita alla saletta-studio in cui si sistemava Italo Balbo quando si trovava a Cadimare.
In attesa della troupe portiamo in volo il comandante della base, T. Col. Francesco Balestrino, e progettiamo un futuro evento, al quale parteciperemo con vari idrovolanti.

Descrizione
Giorgio Fasana.

Ad attendere la Rai troviamo anche un anziano signore, Giorgio Fasana, che si rivelerà essere un pilota che ha imparato a volare alla scuola di Como nel 1937, attualmente residente a La Spezia. Novantaduenne, ha fatto tutta la guerra come pilota di idrovolante e ci racconta molte storie affascinanti, tra cui le avventure del dopo-otto-settembre, degne di un film. Tra il resto, ha portato gli aerei della sua squadriglia verso il Sud-Italia ormai in mano alleata, ma dovendosi fermare nella Sardegna ancora occupata dai Tedeschi, con le conseguenti rocambolesche avventure.
Il gentilissimo anziano pilota ci racconta il suo volo di esame, fatto a Como ormai 72 anni fa, che all’epoca era effettuato con il brevettando solo a bordo, dotato di barografo, per registrare la correttezza delle manovre effettuate. «Non mi dimenticherò mai di quel volo. Decollato, sono salito a 2000 metri, ma non so come mai – forse per l’emozione – sono stato colto da un improvviso colpo di sonno e mi sono addormentato ai comandi. Quando ho riaperto gli occhi, forse risvegliato dal rumore assordante causato dalla velocità, avevo una montagna a pochissima distanza davanti all’aereo. Ho ripreso immediatamente con forza i comandi e... ora sono ancora qui a raccontare quell’avventura.»
Con la Rai lavoriamo per un’oretta a preparare l’aereo, la telecamera interna, il sistema di microfoni e poi, con l’intervistatrice, un cameraman per le riprese e il fonico, partiamo per un raid sul golfo, su Portovenere, sull’isola Palmaria e sul porto. Per tutto il tempo sono intervistato dalla conduttrice e parliamo ininterrottamente di aviazione, di idrovolanti, della storia aviatoria di questi luoghi.

Descrizione
Mario Calderara. Sotto, il suo idrovolante.

Tra il resto, racconto come le acque che stiamo sorvolando siano state teatro, nel 1907, dei primi esperimenti di un idroaliante, costruito e condotto da Mario Calderara, che era già stato a Como a condurre con l’ing. Canovetti gli esperimenti aerodinamici sulla funicolare. Lo stesso Calderara fece volare su queste acque il primo idrovolante italiano, da lui stesso costruito, nel 1912. Il Calderara aveva ottenuto il brevetto di volo italiano numero 1, nel 1909, dopo essere stato istruito da Wilbur Wright, a Roma.
Ma se si dovessero raccontare le storie vissute da migliaia di piloti, tecnici e assistenti che hanno vissuto alla Spezia la grande epopea del volo idro, con infinite storie, molte belle e molte tristi, dovremmo riempire decine puntate di Linea Blu.
Il volo e la chiacchierata durano invece 10 minuti, un tempo brevissimo, ma nel quale cerco di trasmettere l’emozione che provo nel trovarmi in volo su acque e luoghi così densi di storia.
Dopo un caloroso commiato con gli amici, anzi con i “fratelli”, di Cadimare, partiamo per il breve volo che ci condurrà a Torre del Lago. Decollo, salita verso Lerici, Monte Marcello, Bocche di Magra, Luni con il suo teatro romano, Massa e Carrara sormontate dalle Alpi Apuane, il cui marmo è messo a nudo nei vasti cantieri in bella vista, Viareggio e infine il Lago di Massaciuccoli. In 15 minuti o poco più tutte queste meraviglie passano davanti ai nostri occhi, oltre alle distese di ettari ed ettari di spiagge affollate.

 

Torre del Lago, il gen. Cellerino consegna
al presidente Baj una targa-ricordo della visita.

A Torre del Lago siamo accolti dagli amici dell’Associazione Arma Aeronautica versiliese, che premiano la nostra presenza con una targa-ricordo, che mi viene consegnata dal presidente, generale Mario Cellerino.
La sera il concerto della Banda dell’Aeronautica Militare, che suona musiche molto varie, è gradevolissimo.
Le operazioni sul lago avevano in realtà avuto inizio la mattina, quando il Cessna 172 XP, condotto da Rezzonico e Martinelli, era giunto da Como, ma dopo una sosta all’aeroporto di Massa. Qui era stato imbarcato il citato generale Cellerino, che aveva organizzato una conferenza-stampa a Torre del Lago, ma desiderava fare un arrivo di un certo rilievo, ovvero in idrovolante. Così è stato e della manifestazione organizzata hanno poi parlato tutti i giornali locali.
La domenica mattina i due aerei sono andati a Massa a fare benzina, per poi ritornare sul lago a far volare le molte persone che lo avevano chiesto. Il rientro a Como è avvenuto nel bel tempo lungo una rotta molto diretta Massaciuccoli - passo della Cisa - VOR di Trezzo - Como, per un tempo totale di un’ora e venti minuti.
Tutti questi racconti per esemplificare quanto volare da piloti di idrovolante non significhi solo divertirsi a smanettare con i comandi un aereo o semplicemente spostarsi dal luogo A al luogo B, ma significhi anche vivere esperienze umane e culturali estremamente varie e arricchenti.
Quella qui raccontata si è svolta in un giorno e mezzo e ha comportato poco più di 3 ore di volo effettivo in aereo.

 

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